Versi scelti da “Darkana” di Davide Cortese (a cura di Pina Piccolo)

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***

Non è solo una rosa di maggio

il fiore che ti dono adesso.

Nasconde tra i petali di velluto

paesi incantati che ho abitato,

grandi un granello di sole.

Parla i profumi del mio arcano popolo

che ti dice “ti amo” da troppo lontano

perché tu lo possa sentire.

Parla il profumo di un silenzio

che è solo il lungo viaggio di una voce.

Nasconde tra petali di tenerezza

l’innocenza di paesi sospesi sul pericolo:

sullo stelo della mia rosa

guizzano mille pinne di squalo.

 

 

***

 

Ti tacerò ancora

il mio segreto impero.

Io sono la maschera del sole.

Ti prometto di non morire,

di respirare e ruggire luce.

 

***

 

C’è altrove un mio volto

che emerge dalle acque

e si fa isola.

È la punta di un iceberg

sepolto dall’abisso.

C’è altrove un’isola arcana

che non è che il mio volto

emerso

in un altro tempo

 

***

 

Un ragazzo morto

bestemmia nel vento.

È bello di luce.

E calcia sassi

che non rotolano più.

È un cadavere, il passato.

È qui, ma non è vivo.

 

***

 

Portare i giorni da una riva all’altra del tempo.

Portarli bambini, coi volti di luce,

sbarcarli vecchi, divorati dal buio.

 

***

 

Frugo nello specchio.

Perché è lì che è rimasto

tutto ciò che un tempo

vi si è specchiato dentro.

Vi è rimasto il mio volto bambino,

il mio gatto arancio, ormai polvere arancio,

gente che non ho più veduto,

la luce di un giorno dimenticato.

È un baule questo specchio,

nel cui fondo infinito

rimesto senza posa.

Ma non trovo neppure un brandello

di ciò che nemmeno so

e di cui non ho memoria.

Sebbene io non trovi nulla,

so che lì nello specchio,

nulla, nulla davvero è perduto.

 

***

 

Poesia fantasma

che appare nel buio

e sulle spine su cui si posa il giorno.

Poesia fantasma

che mi attraversa

col muto canto che accende un istante.

Profumo selvaggio

che fiora una rosa

donata qui, ora,

da invisibili dita.

***

 

Nell’oscurità di questo bosco

busso alla porta della tua casa di marzapane.

Mi piove buio sul viso.

Io busso. Busso alla tua porta di marzapane.

Alla notte segue una nuova notte.

Ed io busso. Busso con le nocche sul marzapane.

Vedo la luce che viene dalla tua finestra.

“Perché”, ti chiedo, “non vieni ad aprire?”

Sono dietro la tua porta, bagnato fradicio di buio.

Vorrei starmene lì con te, nella luce.

Con te per sempre nella casa di marzapane.

Ma sono solo nell’oscurità del bosco

e una luce stremata che affiora dalla tua casa

illumina appena la mia mano che bussa ancora.

 

 

***

 

Dal cielo di nigrizia

dove il coraggio di piccoli astri

sussurra luci come se gridasse,

dal cielo di superba eternità

che impera su ogni mio istante

attendo la definitiva pioggia che salvi.

Ma è cielo di struggente estate:

difficile è immaginarne la fine.

Per gentile concessione dell’autore, da “Darkana”  Lietocolle, 2017.

 

 

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Davide Cortese è nato nell’ isola di Lipari nel 1974  e vive a Roma. Si è laureato in Lettere moderne all’Università degli Studi di Messina con una tesi sulle “Figure meravigliose nelle credenze popolari eoliane”. Nel 1998 ha pubblicato la sua prima silloge poetica, titolata “ES” (Edizioni EDAS), alla quale sono seguite le sillogi:  “Babylon Guest House” (Libroitaliano) “Storie del bimbo ciliegia”(Autoproduzione), “ANUDA” (Edizioni LaRecherche.it), “OSSARIO”(Arduino Sacco Editore), “MADREPERLA”(LietoColle), “Lettere da Eldorado”(Progetto Cultura) e “DARKANA” (LietoColle). I suoi versi sono inclusi in numerose antologie e riviste cartacee e on-line, tra cui “Poeti e Poesia” e “I fiori del male”. Le poesie di Davide Cortese  nel 2004 sono state protagoniste del “Poetry Arcade” di Post Alley, a Seattle. Il poeta eoliano, che nel 2015 ha ricevuto in Campidoglio il Premio Internazionale “Don Luigi Di Liegro” per la Poesia, è anche autore  di due  raccolte  di racconti: “Ikebana degli attimi”, “NUOVA OZ”, del romanzo “Tattoo Motel” e di un cortometraggio, “Mahara”, che è stato premiato dal Maestro Ettore Scola alla prima edizione di EOLIE IN VIDEO nel 2004 e all’EscaMontage Film Festival nel 2013.

 

Immagine in evidenza: Foto di Teri Allen-Piccolo.

Riguardo il macchinista

Pina Piccolo

Pina Piccolo, la macchinista-madre, è una scrittrice e promotrice culturale calabro-californiana. Si imbarca in questa nuova avventura legata alla letteratura spinta dall'urgenza dei tempi, dalla necessità di affrontare la complessità del mondo, cose in cui la letteratura può dare una mano. Per farsi un'idea dei suoi interessi e della sua scrittura vedere il suo blog personale http://www.pinapiccolosblog.com

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