Ecco il video della lettura di Artem Kamardin
https://www.youtube.com/watch?v=tkIizHbHcDU
Sei poesie di Artem Kamardin
Traduzione italiana a cura di Pina Piccolo dalla traduzione inglese nel sito contenente numerosi testi dell’autore. In attesa di autorizzazione da parte di Artem Kamardin.
ESPRESSIONE DI DOLORE
Vivere fino alla prossima rivoluzione:
non per guadagnare soldi per la vecchiaia o diventare famoso,
nemmeno per entrare nella bellissima Russia del futuro,
ma proprio così – per divertimento,
per non morire del quotidiano o non addormentarsi nella vasca da bagno insanguinata.
Non è una verga la strada,
e il sentiero sarà dominato da chi ci cammina.
E forse sembrerà strano,
ma è meglio andarsene quando né tu né tu sei il benvenuto qui.
E cosa potrebbe esserci di più gioioso
della giustizia compiuta, della baldoria, della svolta verso qualcosa di grande partecipazione?
Anche se questo grande uomo minaccia di fare a pezzi
il tuo corpo e la tua anima.
Non sono ramoscelli le strade,
e chi ci cammina avrà padronanza del sentiero
dando in cambio la morte sulle barricate
per la felicità.
La performance è stata posposta, l’artista è annoiato, è ora di distruggere l’installazione!
2018
IL REGIME CADRÀ SOLO SOTTO IL SUO STESSO PESO
Il regime cadrà solo sotto il suo stesso peso,
seppellendo sotto di sé centinaia di migliaia.
A giudicare dalle crepe nelle volte,
il suo ingombrante e cupo edificio
non durerà a lungo.
“Dai la caccia alle puttane che sentono la libertà!
Sparagli contro e uccidi le loro illusioni!”
Nel terzo dipartimento lavoreranno giorno e notte
nel tentativo di capire
quanto siamo persone affidabili per te.
Per ciascuno
verrà redatto un dossier – Almeno dieci pagine.
E poi, sotto il peso colossale dell’archivio con i dati personali;
l’antico carcere crollerà.
Le piazze saranno inondate di curiosi,
Nei loro sguardi tristi
ci sarà l’incomprensione
E la vecchia malinconia russa.
LA VITA PER IL RE
Se recintato da bugie
non ci senti,
se per l’altezza dei tuoi muri
non ci vedi,
le nostre voci, silenziose per un po’,
diventeranno tuoni assordanti.
Se non ci vedi,
se non ci senti
dietro il fragore dei manganelli e degli scudi della polizia antisommossa,
si ripeterà il rosso ricamato sulla tela della storia.
I tuoi sogni diventeranno incubi
risuonanti dei nostri tremendi gemiti.
Se non puoi vederci,
se non puoi sentirci,
diventeremo pallottole,
diventeremo bombe.
Se ti circondi di mura
fatte di pietra,
che non sussultano neppure per le trombe di Gerico,
verremo ai loro piedi, per sbatterci contro
le nostre teste.
E inonderemo le tue case con il nostro stesso sangue.
2017
LA VENDETTA DEL CONDANNATO
Bollato con la disgrazia,
messo alle strette dall’opinione pubblica
non cercherò di discutere con esse.
Non intendo sprecare
il mio tempo né il tuo.
Ma per essere sollevato dal peso silenzioso del fardello che grava sull’anima,
confesso: sono colpevole di tutti i reati!
Ascolta! Se vuoi puoi non crederci:
sono mille volte peggio di
quello che ti diceva la propaganda.
Io sono il proiettile, sono la verità, sono la paura della morte.
Ho messo il detersivo nelle vene
e ho vestito l’uniforme della Wehrmacht
Molesto disinteressatamente i minori.
Sembro essere così poco appariscente,
ma in effetti, sono l’incarnazione di
tutti i tuoi incubi dell’infanzia,
non sono affatto me,
sono un’esplosione, sono un orrore, sono un’eternità impenetrabile,
sono un urlo impazzito,
sono un vile dalla pelle d’oca.
Violento i tuoi legami spirituali,
e non ho bisogno di una ricompensa più grande
del tuo odio.
Un giorno, sanguinante in una porta d’ingresso buia,
sparato da un poliziotto o un miliziano,
risalterò distintamente sulla parete verde
Rosso-nero:
La rivoluzione è la vendetta dei condannati!
E questa non sarà l’ultima.
BUFERA DI NEVE
Le nostre speranze per il meglio
seppellite sotto la carcassa di un orso,
appoggiate alle spalle di un debole intellettuale,
schiacciate dalla consapevolezza di una densità senza speranza
e dalla mancanza di senso nel cercare di cambiare qualcosa.
Finché i portatori di Dio hanno qualcosa da mangiare,
continuerà la lenta necrosi.
Ma un giorno questa necrosi ti toccherà personalmente.
E se non ci scaldiamo con il fuoco della rivoluzione,
una bufera di neve intonerà un canto funebre
a chi si è addormentato nella neve sotto la carcassa senza vita dell’orso.
01.01.2015
TATTICHE DA TERRA BRUCIATA
Oggi farò a meno delle frasi introduttive,
e ancora di più: non dirò il mio nome.
Il nostro paese è governato dal nemico,
quindi mi dispiace,
non mi rimane che la tattica della terra bruciata.
Ci si aspetta il collasso di qualsiasi impresa,
se la paghi con la vita di qualcun altro,
anche se è più allettante e il prezzo non riesci a trovarlo.
Puoi credere in qualsiasi cosa,
capisci e basta:
non puoi sostituire la libertà con il pane,
non puoi corrodere la tua coscienza con spettacoli.
Il filo conduttore del filo televisivo
porta le persone all’obbedienza,
ma non siamo guidati,
ci ritiriamo bruciando villaggi,
devastando intere aree.
Portiamo a casa tua
solo cattive notizie.
Stiamo facendo deragliare i treni
che ti portano stabilità.
Entreremo senza toglierci le scarpe,
e dopo aver macchiato la sterilità dei vostri soggiorni
con la verità dello stivale,
ci alzeremo in tutti dritti e
senza storcere un solo muscolo facciale
proclameremo vittoriosamente,
lo ammetteremo ad alta voce: sì!
Nel corpo della società,
siamo cellule cancerose,
cioè cellule che hanno realizzato
la propria individualità.
2014
Per maggiori informazioni su Artem Kamardin e Alexandra Popova vedi articolo in click-clicker.com
Immagine di copertina: dal sito