identità

IMG_0482

VIVERE MOLTEPLICI IDENTITÀ (MeticciaMente)

  Nel momento in cui vi scrivo mi trovo a circa 5.000 chilometri di distanza, in un luogo che per molto tempo ha rappresentato per me una meta spaventosa e ambita allo stesso tempo, una presenza quasi immaginaria e constante che ha accompagnato la mia esistenza per oltre trent’anni di vita e verso la quale, un giorno di tre anni […]

IMG-20171112-WA0017

LF Designs – Africa, tessuti, identità, la nascita di un marchio – Gaius Tsaamo intervista Leatitia Feugaing

  Si dice che spesso le persone molto sensibili hanno una certa difficoltà o provano un certo imbarazzo a parlare di se stesse e che preferiscono parlare di quello che fanno. Forse è anche per questo che nella maggior parte dei casi, alla fine diventano artisti, nel senso generale della parola. E così riescono a raccontare le proprie emozioni attraverso […]

Ashraf Fayad spiderman

Crepe di pelle, poesia dal carcere di Ashraf Fayad (a cura di Sana Darghmouni e Pina Piccolo)

  Crepe di pelle   Il mio paese è passato di qua calzando la scarpa della libertà… poi se n’è andato, lasciando la scarpa alle sue spalle, correva con un ritmo travagliato … come il ritmo del mio cuore, il mio cuore che correva verso un’altra direzione … senza una giustificazione convincente. La scarpa della libertà era consumata, vecchia e […]

10

Calabria greca, fra identità in movimento. Diario di viaggio

Dentro di me è chiara sin da subito la consapevolezza di trovarmi in un luogo antico e senza tempo. Una dimensione totalizzante fatta di molteplici sensazioni fra loro contrapposte. Qualcosa che certamente aiuta nel percorso di avvicinamento spirituale ad attraversare la propria personalità. Più vai a Sud più ti riconosci, soprattutto nelle contraddizioni. Cercando di restare ben lontani da retorica, la […]

17629817_1316520055107284_5524432228775509134_n

Il Venerdì delle maschere (Thomas Tsalapatis, trad. Viviana Sebastio)

Uscì dal lago e si soffermò a contemplare la sua immagine riflessa. Invisibile a sé stesso, vago e indefinito si avviò verso la città di vetro. Ogni anno, il giorno di carnevale, quando le maschere si travestono da persone e il mondo inspira mentre espira, lui si maschera da sé stesso. Così anche quest’anno. Sceglie con cura il suo aspetto, […]

IMG_0089

Nella stanza degli interrogatori (Samih Al-Qassim, trad. a cura di Sana Darghmouni)

Il tuo nome? Quale vuoi: Il primo, il terzo oppure questo che il mio nuovo passaporto porta   I tuoi anni? Due morti primaverili e una notte che mi cela un’altra o il giorno.   La tua prima professione? Un cantante pubere, e sale che cade sopra una ferita.   La tua professione oggi? un ucciso sdegnato, indovino ucciso fuoco, […]

IMG_2153

“Può accadere che un urlo vi sorprenda nel sonno”, poesie da “Io No (ex io) di Valeria Raimondi, commento di Benedetta Davalli

  IO NO (ex io) di Valeria Raimondi ed. Pellicano 2015   Le poesie di Valeria Raimondi mi hanno suscitato lo stupore, una sorta di riverbero interno tale da suggerirmi sensazioni fulminee di paura e di ebbrezza, di terrore e di ineffabilità, tanto che mi sono ritrovata con questa riflessione in mente: si può attraversare la morte che abbiamo dentro […]

IMG_0757

“Il panificio dei diavoli” e altre poesie di Mona Kareem

Il panificio dei diavoli Graffi sul vetro mi svegliano credo si tratti della visita di una farfalla lancio uno sguardo dalla finestra nulla è diverso: il continente asiatico com’è da sempre svuotato dai santi e sacrificato ai tiranni, ai passanti cascano soldi scuotono le vie del mio cuore e come al solito i sassi ridono dell’acqua.   Nulla di nuovo: […]

Matto

brani tratti dal romanzo “Erzulie” (Nicoletta Poli)

    Dal capitolo “ Quartetti milanesi”   Odio Milano. A Milano c’ero arrivato dal sud, quando morì mio padre e dovetti guadagnarmi da vivere. Fare l’infermiere mi sembrò il lavoro più congeniale e auto-punitivo per uno che non sopportava vedere soffrire gli altri. Nella mia testa, tutte quelle malattie contro cui lottavo ogni giorno in ospedale erano solo il […]

carla associazione

da: “Kkeywa” e “La nemesi della rossa” (Carla Macoggi)

  […] Mi sedetti sulla porta di casa, ad osservare il cielo, oltre il cortile silenzioso, perché dovunque fosse mia madre, anche là l’azzurro era come lo vedevo io, me ne ero accorta osservandolo con attenzione mentre andavo a scuola o mentre andavo dalla zia e dai cugini, le case erano diverse, le facce delle persone erano tutte diverse, le […]