“Una passeggiata tra gli ulivi” e “Amor che non s’arresta” testi dalla lotta anti TAP, di Pippo Marzulli

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Una passeggiata tra gli ulivi

 

Nell’immaginario collettivo se si pensa alla Puglia senza dubbio la prima cosa che viene in mente sono gli ulivi. Una lunga interminabile distesa sempre verde che come manto argentato all’alba avvolge le nostre campagne millenarie di incanto e che al tramonto filtra cullando gli ultimi raggi di sole nell’imbarazzo di un cielo che arrossisce di vergogna dinanzi a tanta bellezza.

Tanti i poeti di tutte le epoche che non sono riusciti a sfuggire alla magia di una passeggiata ricolma di stupore innocente che fluisce in poesie divenute pietre miliari della cultura mondiale.

Tutto questo oggi giorno non è più possibile e quindi accade che dei poeti partecipino ad una passeggiata collettiva tra le campagne in un’area patrimonio dell’umanità, in cui sta sorgendo il cantiere di un gasdotto chiamato T.A.P., sognatori armati fino ai denti di blocchetto, penna e poesie già stampate da appendere sugli ulivi al fine di creare una connessione, uno scambio, poetico, un ricongiungimento con la natura madre basato sulla bellezza e sulla poesia (piccole follie dei poeti erranti) e si passi dallo stupore all’orrore di una caccia all’uomo spietata e irragionevole.

Circondati da centinaia di agenti di un po’ tutte le forze dell’ordine in assetto da guerra, braccati anche attraverso l’utilizzo di un elicottero che stazionava così basso da poter percepire il vento d’odio sulle nostre teste inermi e sconcertate.

Picchiati, trascinati su rovi e pietre acuminate, chiaramente se eri donna non mancavano violenze sessiste, telefoni sequestrati senza nessuna possibilità di contattare avvocati o familiari, chi provava a parlare veniva zittito con schiaffi e testate, ammanettati e reclusi in stato di fermo per circa 12 ore, azzerata ogni forma di diritto e democrazia.

Parliamo sempre di poeti e cittadini inermi, tra cui anche dei minorenni, qualcosa non torna nella logica. Possibile che la linea che divide lo stupore dall’orrore si sia assottigliata così tanto da farli divenire facilmente interscambiabili?

Spesso ci indigniamo vedendo immagini o leggendo articoli riguardo a zone di guerra lontane dalla nostra quotidianità pensando che certe situazioni non ci riguarderanno perché viviamo in uno stato democratico che si basa sul diritto e sulla priorità di garantire la libertà e il benessere dei propri cittadini, ma forse questo utopico immaginario appartiene a un passato mai realmente esistito.

In Puglia nel 2017 si arrestano e si perseguitano sia i poeti che la poesia, come nelle pagine più buie della storia umana che credevamo intrappolata nella polvere dei libri di storia, ma la bellezza veglia sulle anime che la ricercano e non c’è nulla sotto o sopra questo cielo che potrà mai separare il poeta dal fascino, dalla magia e dalla’amore per la propria terra quand’anche gli vengano schierati contro tutti gli eserciti del mondo.

 

Amor che non s’arresta

 

Per amor della mia terra

calpesterò il sentiero della ribellione

e non vi sarà pistola o scudo o manganello o cella angusta

che fiaccherà lo spirito del guerriero.

Il sole della libertà illumina coi suoi raggi

anche tra rovi e pietre acuminate

che come vento tagliente sferzano il volto

e non lo fermi nemmeno se gli spari addosso,

anche nel buio che incombe

e l’ombra lunga della repressione infittisce la via per nascondere i fossi

e non lo fermi nemmeno se gli spari addosso,

anche quando fari e torce brillano nei campi

come fuochi fatui per terrorizzare

e non lo fermi nemmeno se gli spari addosso.

Avete dichiarato aperta la stagione della caccia all’uomo,

vile gioco di cui siete maestri,

e nella vostra perversione mi avete scaraventato

tra l’incudine e il martello

ma a ogni colpo che fiacca le ossa

sprigiono una scintilla da cui divamperà l’incendio

che divorerà i vostri eserciti.

Un giorno, non troppo lontano,

assieme a tutti il fratelli, assieme a tutte le sorelle,

di un mondo libero, in una terra libera,

saremo un unico popolo in lotta

che canterà l’inno della rivoluzione, l’inno della vita,

e saremo finalmente liberi dal male, liberi dal capitale.

 

Pippo Marzulli – Brigate Poeti Rivoluzionari

 

Immagine in evidenza, foto di Teri Allen Piccolo.

 

 

 

Riguardo il macchinista

Pina Piccolo

Pina Piccolo, la macchinista-madre, è una scrittrice e promotrice culturale calabro-californiana. Si imbarca in questa nuova avventura legata alla letteratura spinta dall'urgenza dei tempi, dalla necessità di affrontare la complessità del mondo, cose in cui la letteratura può dare una mano. Per farsi un'idea dei suoi interessi e della sua scrittura vedere il suo blog personale http://www.pinapiccolosblog.com

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