Una lettura di Arabpop. Arte e letteratura in rivolta dai Paesi arabi (Sana Darghmouni)

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arabpopARABPOP.  Arte e letteratura in rivolta dai Paesi arabi, a cura di Chiara Comito e di Silvia Moresi, pubblicato dalla collana Mimesis nel 2020, è un volume composto dai contributi di Chiara Comito, Silvia Moresi, Catherine Cornet, Fernanda Fischione, Anna Gabai, Luce Lacquaniti, Anna Serlenga e Olga Solombrino. Dedicato all’attivista tunisina Lina Ben Mhenni, il volume traccia la storia delle rivoluzioni scoppiate nel 2010 nel mondo arabo attraverso le opere di artisti che hanno fatto e vissuto in prima persona questi eventi. Poesie, canzoni, musica, cinema, teatro, dipinti, graffiti, romanzi e molti altri generi arricchiscono questa opera variegata che testimonia un periodo ricco, in divenire e vivace della storia del Medio Oriente e del Maghreb. Colpisce molto anche la presenza di artisti giovani in questo scenario in via di sviluppo e di definizione.

“…una generazione di giovani è scesa nelle strade per rivendicare libertà e diritti. Seppur con esiti molto diversi, ciò che resta nell’onda di proteste dei primi anni del duemila nell’area Sud del Mediterraneo è la conquista di alcuni diritti fondamentali, tra i quali sicuramente la libertà di espressione come conquista non più negoziabile, che invade territori prima inesplorati, e che si veicola attraverso la forma espressiva più influenzata dall’esperienza delle strade e delle alleanze dei corpi: il corpo e il desiderio come elementi di innovazione dirompente” (Anna Serlenga, “See you on the streets”: performance, azione politica e spazio pubblico nel mondo arabo contemporaneo”, p.175).

Nel saggio di Silvia Moresi, “E io sognavo una poesia che terminava in una rivolta di piazza”, spiccano molti nomi di giovani poeti che hanno accompagnato il cambiamento politico con la vivacità e l’attualità dei loro versi dato il valore che ha la poesia nella società araba, sin dall’epoca preislamica. La poesia rimane un genere trasversale che non invecchia mai e che risponde alle esigenze del cambiamento. La sua importanza è evidente ancora di più dopo gli eventi scoppiati nel 2010 e dopo il gesto di Mohamed Bouazizi, divenuto simbolo delle sommosse popolari in Tunisia del 2010-2011 dopo essersi dato fuoco in segno di protesta per le condizioni economiche del suo paese.

Una voce poetica della rivoluzione è ad esempio l’egiziano Hisham al-Gakh (1978) di cui si leggono questi versi:

nascondi tutte le tue vecchie poesie
strappa i tuoi vecchi libri
e scrivi una poesia nuova, come l’Egitto.
Da oggi nessun silenzio imporrà la sua paura,
quindi, scrivi parole di augurio per il Nilo, l’Egitto e tutto il suo popolo
. (p.156)

Altri nomi che il saggio propone sono, ad esempio, Tamim al-Barghouti, Aboud Saeed, Maged Zaher, Mazen Maarouf, Mahmud al-Munirawi e altri che con i loro versi testimoniano lo stretto legame tra la poesia araba e le rivoluzioni.

Un altro punto che accomuna tutti gli articoli è il racconto degli eventi attraverso i protagonisti stessi e attraverso le loro produzioni artistiche, e non secondo la visione complottista che descrive queste rivolte come giochi di potere tra Stati Occidentali e non. Così la testimonianza diventa un elemento diretto e forte, senza filtri. Sebbene il mondo arabo includa realtà, stati, religioni e società diversi tra di loro e le rivolte siano nate in contesti non uguali con esiti più o meno diversi, i veri protagonisti, come vengono descritti negli articoli, sono i giovani scesi nelle strade senza ideologie politiche o religiose alle spalle per rimettere in discussione alcuni temi appartenenti ad un passato sistema di valori, ormai opprimente e non più su misura per la nuova società che si sta formando.

L’analisi proposta nel volume non solo si allontana dall’approccio orientalista che ha dominato per tanto tempo lo scenario occidentale continuando a descrivere gli affari orientali da un punto di vista occidentale, ma lo critica o lo ribalta svelando la sua superficialità e la sua inadeguatezza nel leggere gli eventi e la cultura araba. Nel libro è la stessa società orientale a raccontarsi con la propria voce e con i propri strumenti.

“Nelle parole e nelle opere di questi artisti, emerge un mondo arabo protagonista del proprio presente, perfettamente in grado di creare intrecci con le produzioni artistiche del resto del mondo e tenere vivo il dibattito intellettuale a livello internazionale, evitando così un nuovo letargo delle coscienze. Un dibattito necessario e urgente visto l’evolversi del presente” (Introduzione, p.11)

Con i suoi articoli, Arabpop tenta di raccontare la cultura contemporanea araba, nella sua ricchezza e diversità, una cultura poco conosciuta o analizzata in Italia e riesce a darne un quadro chiaro e limpido tenendo conto del fermento attuale e dell’evolversi del presente. Un libro non solo per arabisti o studiosi dell’area ma per chiunque si voglia avvicinare a questo mondo e capirne la vitalità, senza stereotipi o pregiudizi.

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Chiara Comito Arabista, laureata in Lingue e comunicazioni internazionali presso l’Università degli Studi di Roma Tre e in Relazioni e istituzioni di Asia e Africa presso l’Orientale di Napoli. Ha creato Editoriaraba, il principale sito web italiano sulla letteratura araba contemporanea. Lavora come analista geopolitica occupandosi di Medio Oriente e collabora con festival letterari, festival del cinema, case editrici per promuovere la cultura araba.

Silvia Moresi Arabista e traduttrice, insegna lingua e letteratura araba in scuole pubbliche e private. Nel 2016 ha co-tradotto, per Jouvence, l’antologia Le mie poesie più belle del poeta siriano Nizar Qabbani e, nel 2018, ha tradotto e curato, sempre per la casa editrice Jouvence, la raccolta poetica Undici Pianeti del poeta palestinese Mahmud Darwish.

 

Immagine in evidenza di Alberto Guadagno

Riguardo il macchinista

Sana Darghmouni

Sana Darghmouni, Dottore di ricerca in Letterature Comparate presso l'Università di Bologna, dove ha conseguito anche una laurea in lingue e letterature straniere. E' stata docente di lingua araba presso l'Università per Stranieri di Perugia ed è attualmente tutor didattico presso la scuola di Lingue e letterature, Traduzione e Interpretazione all'Università di Bologna.

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