“Un corvo… che vola su due stampelle” di Ashraf Fayad (trad. Sana Darghmouni)

DSC_0072

Un corvo… che vola su due stampelle

Non si addice alle convenzioni per ora dominanti

la piuma nera

né si addice ai cavi elettrici

o a cadaveri

ricomposti per non marcire.

Iddìo era sul trono

ascoltava la contro-lode

e ti puniva tutto il tempo…

per il tuo sospetto svolazzare sopra i cadaveri profumati.

Iddìo sul trono…

ha creato gli uccelli… e gli ha insegnato a volare,

gli ha insegnato a procurarsi il cibo

e a cadere… tutte le cadute sia le proibite che le concesse.

Iddìo sul trono

e tu adesso provi a riparare le tue ali.

Tu qua

impari un’altra lezione

da ciò che hai perso

da ciò che l’uccello ha fatto

e dall’utilità di una piuma spoglia

per breve tempo dall’acqua contaminata.

Iddìo sul trono

ti priva del volo per impedirti di rubare lo sguardo

a tetti di città poco usi al tuo svolazzare

e per impedirti di sporcare dei tuoi escrementi i fili da stendere.

Si dice che nutri una speranza di riuscire a volare

e sfidare il trono

infrangere le abluzioni delle nuvole

trasgredire le disposizioni della creazione

e ciò che Iddìo ha dato in sorte agli altri uccelli di fare …

Iddìo sul trono

nutre tutti i pennuti

che tornano saziati

mentre tu provi a passare

da una fame per raccattare quel che puoi

degli scarti della gente

affinché ti profumi dallo schizzo di carogne scaraventate a pèrdita

[d’occhio.

Hanno tacciato la tua stirpe di malaugurio

venduto la tua nerezza a favore di tutte le vittime della fame.

Iddìo sul trono

e tu su due stampelle

provi a rinsaldare la tua nerezza nel buio

per non smarrire la via.

E tu… come te

fai estirpare le pustole del sole

e sogni nuovamente di volare.

Tra gli oggetti smarriti nella lista della notte

vi è il tuo gracchiare

e si diletterà la tua delusione ad adornare

le tue logore stampelle

e a affrescare nell’acqua della tua fantasia…

per farla sembrare più bella di prima

e tu sotto la protezione del mare

resisti all’inabissare delle tue ali.

Iddìo sul trono

e tu con il tuo gracchiare danno procuri

alle quieti della notte,

cercando una luce che esalti il tuo nero

per vantarti del malaugùrio

e restituire l’orgoglio perduto

alle divinità della sventura.

Qual pezzo di carbone bagnato

inetto al volo.

Esiliato dal tuo stormo

derubato della tua nerezza

e dal barcollare delle tue gambe marchiato

come antenna che afferra il tuono per non cadere.

Iddìo sul trono

getta le tue ali

alle bocche della gente

affinché ti chiamino loro uccello

e si proteggano da te con le sue parole perfette

e i suoi versetti… di cui sei parte.

E tu come prediligessi

il vano esplodere della sacca della tua bile,

per vendicarti

e recitare ciò che puoi del gracchiare

sui cavi dell’alta tensione.

Combattevi qualcosa che il nero dichiarava

nella tua piuma… nella tua nerezza

nella lode che innalzi in nome della notte,

in nome di versetti dal libro banditi,

in nome dell’indeclinabile malaugurio

e in nome del trono supremo

per confermare che la notte ti proteggerà

dall’ingannevole fulgore quando lo cercherai

tra quel che si nasconde dietro l’oscurità dei vicoli

e i cumuli dei rifiuti… e un po’ di quanto facilmente

cade delle delizie degli amanti dietro i balconi.

E tu… come sempre sei… come

eri

come desideri,

sui cavi elettrici … cerchi un brutto presagio

la cui infezione trasmettere, e raccogli una manciata di gracchiamenti

per ammazzare il tempo che ti rimane dinanzi

per riparare le tue stampelle

e proseguire.

Dove il tuo posto sarà il color consueto tra i venditori di spezie

e gli amanti della chiromanzia… e i praticanti di lingue sospette.

Laddove tu possa essere… come sempre sei

Come… eri…

volteggiare nel cielo di Dio

e salmodiare lodi ambigue

tra le mani del Trono.

 

Traduzione italiana del testo originale arabo di Ashraf Fayad a cura di Sana Darghmouni.

La foto in evidenza è della nostra webmaster, Micaela Contoli, di OpenMultimedia

Riguardo il macchinista

Sana Darghmouni

Sana Darghmouni, Dottore di ricerca in Letterature Comparate presso l'Università di Bologna, dove ha conseguito anche una laurea in lingue e letterature straniere. E' stata docente di lingua araba presso l'Università per Stranieri di Perugia ed è attualmente tutor didattico presso la scuola di Lingue e letterature, Traduzione e Interpretazione all'Università di Bologna.

Pagina archivio del macchinista