“Sulla scacchiera di un’epoca a me contraria”, poesie da “Bonaccia” di Fabio Strinati

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PRELUDIO   

La voce arranca, arretra tardiva al tramonto

crepa e sospira,

consuma un tempo nell’ambiguo vuoto circostante,

mentre scompare il vento che lì finisce e straripa.

 

 

HO IMPARATO

Ho imparato presto a camminare

sulla scacchiera di un’epoca

a me contraria.

Ho visto nella folta spirale

l’imbarazzo per un’avventura

chiamata vita

che ormai per dissimmetria

ho presto dimenticato.

 

Ho visto te come nutrice di astri,

e in me, la moltiplicazione

di speranze indomabili

come sospiro ad ogni patimento.

Ho imparato la parola,

rarissima perla contro il pianto

e la tristezza carica d’aroma.

 

 

 

EMOZIONE

 

Respira il vento

 

che

 

sui campi di grano ascolta

le nostre voci narrare

di alti campanili e di pianure

chiare come lunghi silenzi.

 

Parlano i poeti

 

che

 

invocano lacrime all’amata sera

senza una ciglia di luce.

Raccontami pure dei tuoi gusti

 

che

 

odorano di preghiere

e di questo tuo respirare a colori.

Dimmi pure se una mia lacrima potrà

cadere sul tuo volto

 

che

 

è per me tragitto d’immenso,

emozione

 

che

 

trema.

 

 

QUANDO TI SENTO

Quando ti sento penso al cielo

che si apre

sulla vita delle cose

e penso agli animali

che si rincorrono

sui sentieri delle fontanelle.

Percepisco un suono acceso

e un colore di tovaglia

appeso in un vuoto

siderale e canzonatorio;

sento, in questo alito

di giorno, come la vita

ci leghi malgrado

una margherita sia sfiorita

a causa dell’inverno

che ogni materia

smuove e trasforma.

Ascolto le trame

sconosciute del vento,

e penso a come l’ultimo

respiro possa

salvarmi un giorno.

 

 

 

ANIMA

La morte ha un odore di selvatico

più delle lacrime cadute a terra prematuramente,

seminate di speranza e di sorgenti

con accanto le mostrine incanutite di poveri soldati

caduti in guerra e mai risorti,

 

come

la morte, lei penetra porta scompiglio

e in novembre, solo un vago ricordo di quell’anima

vagante che ha vagato stanca per i campi spenti.

 

 

 

DENTRO LA MIA ANIMA

 

Dentro il mio io interiore, a volte triste e in solitudine…

 

ho l’anima che cerca il romanzo della vita

per non morire giovane su questa terra affaticata,

 

…solcare il mare

lasciandosi alle spalle un lacrimoso tramonto,

che sappia rinverdire l’anima mia di gioia e di speranza!

 

I miei occhi osservano la primavera: stagione che penetra

con eleganza, come ogni mattina

quando penso alla preziosità della vita…

 

la pià bella scoperta,

l’avventura in un lungomare di conquista!

 

 

ATTESE

Inseguire con gli occhi una linea esile e sottile,

 

come una traiettoria in metamorfosi,

che piano spira nel suo lasso di polvere e di sepolcri.

 

Gettare un’occhiatina oltre quel sipario rinserrato,

oltre un avvenire errante e impantanato

nel suo dovere ma nel dubbio

che una lancetta d’orologio

sia bloccata nel suo dilemma muscoloso,

nel frattempo, emergono speranze e gravose attese.

 

dalla raccolta “Bonaccia” per gentile concessione dell’autore

 

 

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Fabio Strinati (poeta, scrittore, compositore) nasce nel 1983 a San Severino Marche e vive ad Esanatoglia, un paesino della provincia di Macerata. Molto importante per la sua formazione, l’incontro con il pianista Fabrizio Ottaviucci, conosciuto soprattutto per la sua attività di interprete della musica contemporanea, per le sue prestigiose e durature collaborazioni con maestri del calibro di Markus Stockhausen e Stefano Scodanibbio, per le sue interpretazioni di Scelsi, Stockhausen, Cage, Riley etc. . Partecipa a diverse edizioni di  “Itinerari D’Ascolto”,  manifestazione di musica contemporanea organizzata da Fabrizio Ottaviucci, come interprete e compositore, e prende parte a numerosi festival e manifestazioni musicali. E’ presente in diverse antologie letterarie e riviste comprese Il Segnale, Odissea,  Contemporary Literary Horizon, la rivista di scrittura d’arte Pioggia Obliqua, La Presenza Di Èrato, lPhilos de  Literatura da Unia Latina, L’EstroVerso,  Fucine Letterarie, La Rivista Intelligente, aminAMundi. Pubblicazioni: Pensieri nello scrigno. Nelle spighe di grano è il ritmo, Il Foglio Letterario, 2014, Un’allodola ai bordi del pozzo, Il Foglio Letterario, 2015; Dal proprio nido alla vita, Il Foglio Letterario, 2016;  Al di sopra di un uomo, Il Foglio Letterario, 2017; Periodo di transizione, Bibliotheca Universalis, 2017.

Foto dell’autore a cura di Fabio Strinati.

Immagine in evidenza di Giulio Rimondi, Irpinia, Campania. Dall’antologia Italiana,  Kehrer Verlag Hrildelberg Berlin 2016. Vedi galleria fotografica del numero 8 de www.lamacchinasognante.com

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Riguardo il macchinista

Pina Piccolo

Pina Piccolo, la macchinista-madre, è una scrittrice e promotrice culturale calabro-californiana. Si imbarca in questa nuova avventura legata alla letteratura spinta dall'urgenza dei tempi, dalla necessità di affrontare la complessità del mondo, cose in cui la letteratura può dare una mano. Per farsi un'idea dei suoi interessi e della sua scrittura vedere il suo blog personale http://www.pinapiccolosblog.com

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