Sconfinanti in Alta Italia: flussi di coscienza in 4 racconti di Murat Cinar

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  1. Belandi

 

Sono un’ex terrona… ormai non si dice più “terrona”, anche perché io ho saputo integrarmi abbastanza bene qui, dove vivo da più di 40 anni. Mi piace pure la bagna cauda! Ogni tanto mangio anche la polenta al cinghiale, anche se dovrei perdere un paio di chili… sai, a furia di lavorare tutti i giorni, dalla mattina alla sera, ed al fine settimana, tra le visite dei parenti e cucinare a casa, qualche chilo in più si prende.

Io ho sempre saputo tenere legato a casa mio marito… e be’, qualche scappatella l’avrà fatta anche lui, come tutti gli uomini… già, alla fine è un uomo, e sai come sono fatti gli uomini… Noi donne abbiamo le nostre amiche: ci vediamo con loro, parliamo delle nostre cose, poi io a casa stiro, lavo e cucino. Ho proprio poco tempo da dedicare a lui e lui, ovviamente, come ogni uomo, cerca qualcosa per passare il tempo fuori casa. È sempre meglio che giocare ai giochi d’azzardo. C’è gente che finisce pure in galera, oppure si rovina, con i giochi d’azzardo. Anche lui gioca ogni tanto a carte con gli amici, ma, sai, solo per pochi soldi e, soprattutto, la domenica. Perché io, di domenica, devo fare il bucato e cucinare per tutta la famiglia per la settimana che viene.

In 30 anni di matrimonio ho cresciuto 3 figli meravigliosi, uno più bello dell’altro. Ho due femmine e un maschio. Li ho allevati da veri cristiani. Hanno fatto la Prima Comunione e la Cresima. Il ragazzo si chiama Marco, le ragazze sono Maria e Alessandra. Li ho sempre spinti a fare sport e danza. Ovviamente, Marco si è sempre interessato al calcio come ogni ragazzino, sai come sono i ragazzini. Adora il calcio e i suoi compagni dicono che gioca pure bene. Purtroppo quest’anno è stato bocciato, ma comunque vuole finire almeno ragioneria perché vuole lavorare proprio come ragioniere. Io non ho potuto studiare… vorrei che almeno lui finisse la scuola e avesse un pezzo di carta. Appena ho un po’ di soldi da parte lo mando a fare un corso di inglese e, magari, anche un corso di computer. Marco usa spesso il computer, ma, sai, come tutti i ragazzini solo per giocare ai video giochi e per parlare con gli amici su internet. Noi non abbiamo mai fatto mancare nulla ai nostri figli. Io ho insegnato sempre la cultura cattolica ai miei figli, tutti e tre hanno fatto il catechismo.

La mia figlia grande, Maria, è divorziata da poco. Purtroppo il suo matrimonio è andato così. Dice di non aver trovato quello che cercava in suo marito, per cui l’ha tradito. Adesso convive con un ragazzo molto bravo. Ormai è grande, ha 28 anni, ed è capace di decidere le cose della sua vita anche perché ha un lavoro fisso in una parafarmacia come commessa.

Noi siamo stati sempre una famiglia unita ed io ho allevato i miei figli sempre in una maniera giusta. Loro rispettano gli altri, non mentono e non rubano.

La mia seconda figlia, Alessandra, non ha voluto studiare dopo la scuola media. Sai, come tutte le ragazzine anche lei aveva i piedi sopra le nuvole e voleva subito iniziare a lavorare. Adesso lavora in un negozio di cosmetici come commessa. Lei è ancora piccola, ha 23 anni, quindi ha tutta la vita davanti. Potrebbe pure iniziare a fare magari qualche corso di formazione per avere un mestiere, anche perché ancora non ha un lavoro fisso.

Mio marito, a casa, spesso non parla. Arriva tardi, tante volte quando io sono già a letto, quindi, “quelle cose che dici tu” le abbiamo proprio dimenticate da un po’ di tempo. Poi ormai noi abbiamo tre figli, siamo quasi vecchi, quindi sai come vanno le cose…

Ogni domenica siamo sempre andati in chiesa insieme. Ma da quando mia figlia grande, cioè Maria, vive col suo fidanzato nuovo, lei ci raggiunge una volta al mese. E mia figlia Alessandra spesso esce con i suoi amici il sabato sera e vanno a ballare come tutti i giovani della sua età e domenica fatica a svegliarsi. Da un paio d’anni, solo mio marito, Marco ed io andiamo in chiesa insieme. Troviamo sempre felicità e serenità a messa e capiamo perché siamo una famiglia così felice ed unita.

Io ho votato sempre per i democristiani. Io sono per la pace ed il rispetto per la mia religione. Mio figlio Marco, invece, vota per la Lega… anzi, scusa, non vota ancora, ma ha degli amici grandi che sono iscritti al partito, quindi lui, frequentando loro, è diventato simpatizzante… sai come sono i ragazzini. Ma io lo capisco un po’: alla fine, con tutta questa delinquenza, stupri, lo spaccio e gli immigrati che girano per le nostre strade, un ragazzino che ha tanta energia… lo avevo detto che è bravo a giocare a calcio? A noi hanno sempre insegnato a rispettare gli altri, ma, ormai, nel nostro Paese non c’è più rispetto, la gente è lontana dalla chiesa e si perde tra mille cose: prostituzione, droga, giochi d’azzardo e quel brutto male di rubare. Io non la capisco questa gente.

Poi gli immigrati, per carità ci sono quelli che lavorano con onestà, rispettando la nostra cultura e le nostre leggi, ma ci sono quelli che sono qui solo per delinquere. Io, di questo, con mio figlio, discuto spesso. Lui dice che gli immigrati vengono qua solo per delinquere, ma io dico che anche loro hanno bisogno di un pezzo di pane quindi, come dicevo prima, se lavorano onestamente e rispettano ed accettano i miei valori, in poche parole, se si integrano bene, possono vivere qua… se no, tornano a casa loro!

Con mio marito non parliamo mai della politica, neanche con le mie figlie. Maria, quella grande, anche lei vota per i democristiani, Alessandra invece vota Berlusconi, dice che è un uomo carismatico, sa parlare e, oltre a parlare, fa tante cose per il nostro Paese. Io non capisco tanto della politica.

Sono orgogliosa di aver messo in piedi una famiglia così unita e, dovrei dire, che devo tante cose alla mia religione. Ho cresciuto tutti miei figli con l’educazione cattolica. Posso tranquillamente dire che siamo una famiglia molto felice.

 

 

 

 

  1. boia faus

 

Quando parlano ad alta voce, quei negrùn, non farmi dire cosa penso… ma si può essere così maleducati? Ma poi cosa pretendono, nel nostro Paese?

Sono anni che vado a Porta Palazzo: io sono una semplice pensionata e devo fare attenzione alle mie spese… come ben saprai anche tu, la vita, ormai, ogni giorno che passa, costa un dono di Dio… comunque prendo spesso il tram, particolarmente il 3. Io abito a casa mia, eh! Mio marito era un brav’uomo, anche un gran lavoratore, e dopo anni di sacrifici, anche da parte mia ovviamente, siamo riusciti a comperare una casa nostra e quel pover’uomo è andato via prima di me. Così mi ha lasciato almeno un tetto dove mettere la testa… con questi affitti, oggi come oggi, come facevo a vivere, altrimenti? Comunque dicevo che prendo il 3 e scendo alla prima fermata di Porta Palazzo perché ci sono le bancarelle dei vestiti. Dò un occhiata per vedere se è arrivato qualcosa di nuovo o no. Alla fine io vivo da sola e devo pensare anche a me stessa. E dicevo, prima di arrivare a quella fermata, oh signur, quanti negrùn a ciarlare e ciarlare al telefono… sono pure grassi e grossi, non so cosa mangiano e come li ha creati il Signore… Ma loro hanno Gesù come noi? Hanno un loro Gesù? Ormai non si capisce più niente! Una volta, tutti cristiani, si viveva bene in questo Paese, ma, adesso, non si capisce più niente: maomettiani, atei, testimoni di geova… oh signur che confusione…

Se fosse per i comunisti… loro vorrebbero prendere tutti, cani e porci… ma non vedi come occupano i tram? Con quei carrelli vanno a fare la spesa in Porta Palazzo! Questi mica vivono da soli… a testa hanno almeno due o tre bambini… sono come delle bestie! Si riproducono in continuazione e quindi, quel carrello, immagina tu come è pieno… ma non possono andare a fare la spesa sotto casa loro?

Poi anche scendere è un “cinema”. Una volta, uno di questi qua, vuole scendere dalla porta davanti, ma non sa che di là non si scende? Eh, chissà se a casa loro esistono i tram! Io ho detto: “Oh, cosa stai facendo? Non si scende di qua! Poi, con quel carrello, vai a scendere dall’altra parte!”… Signur come mi risponde con quella voce da scimmia! Poi hanno quei nasi, quella bocca, addirittura le mani… mamma mia! No, no, sono proprio brutti. Una volta mio figlio, che è un bravo ragazzo, con tanta fatica l’abbiamo fatto studiare e all’epoca ha preso la terza media ed ha iniziato a lavorare in un’autorimessa… sono 15 anni che porta avanti questo lavoro, un ragazzo proprio in gamba e onesto… comunque mio figlio, una volta, mi dice che questi qua sono delle disgrazie del Signore, sono così diversi da noi perché il Santo Iddio ci fa capire che se vuole può fare di tutto. Ogni potente misericordia.

“Ohu!” ho detto “qua non scendi, tu!”. Mi risponde urlando e così ci ho detto: “Tu sei ospite a casa mia, adesso non rompere le balle, hai capito?”… Quando ci vuole, ci vuole! Pretendono anche troppo! Poi questi comunisti, se fosse per loro, questi qua avrebbero già preso pure le nostre case ed i nostri soldi!

Al mercato di Porta Palazzo trovo prezzi economici, sì, per quello vado a fare la spesa lì. Anche qua con quei carrelli, i culi grossi, alti alti, sono tutti neri mamma mia, non ti fanno passare. Una volta mi hanno pestato il piede con un carrello! Mamma mia, che dolore… bisognerebbe dire “voi andate a fare la spesa dall’altra parte, oppure non quando ci siamo noi!”. Noi italiani mica siamo grandi come loro! Suma cit… fisicamente intendo, perché siamo anche un popolo fortissimo.

L’altro giorno parlavo con mio figlio Benito e ci ho detto “C’è il bonus anziani per la luce, vai a fare le pratiche che, quest’anno, almeno pago come l’anno scorso”. Per carità ho un appartamentino qua vicino a casa mia in affitto… meno male che mio marito, con i soldi che abbiamo messo da parte, aveva fatto questo piccolo investimento, ma io sono una donna anziana e vivo da sola, quindi… Mio figlio dice che il giorno dopo, nell’ufficio c’erano sempre dei negrùn stracomunitari… mi fa: “Mamma, mi veniva da prenderli a schiaffi questi qua. Sono delle bestie, poi! Cosa stanno a fare nel nostro ufficio comunale! Ma non possono andare nel loro ufficio?”. Hai capito? Questi pretendono, vogliono pure il bonus famiglia, bonus luce, bonus di qua, bonus di là. Con tutto quello che hanno e quello che ci danno i comunisti, ancora pretendono i nostri soldi… Alla fine mio figlio mi fa: “Mamma il tuo reddito è alto, ha detto il comune, e non puoi prendere bonus anziani”… Hai capito? A questi qua ci danno di tutto e a noi, a casa nostra, niente! Ma boia fauss! Io dico che arriverà un giorno che li cacceremo tutti via da casa nostra…

 

 

 

 

III. Non tutti ma la maggior parte

 

Guarda se volessero farebbero mangiare le scarpe agli Italiani. Sono gli stranieri a rovinare questo paese. Non dico tutti ma la maggior parte sono stronzi.

 

Pensa che un mio paesano, brasiliano, dormiva sotto i ponti, io e mio marito anzi più mio marito che me, perché io alla fine non volevo un brasiliano nel nostro negozio, comunque l’abbiamo aiutato. L’abbiamo fatto lavorare da noi per un anno poi gli abbiamo fatto tutti i documenti e lui per ringraziare sai cosa ha fatto? È andato dalla finanza per dire che l’abbiamo fatto lavorare in nero per cinque anni ma se ha lavorato in nero solo un anno!?.

 

Io, guarda, ho solo clienti stranieri; Rumeni, Marocchini, Africani, solo stranieri ma la maggior parte è stronza. Sai quanto pane mangiano i Rumeni? Madoooo solo pane. L’altro giorno viene una Rumena da me e mi chiede se sono in regola io dico di no, per gioco sai figurati il negozio è di mio marito, e lei mi dice che nel momento in cui mi mettono in regola il padrone potrebbe avere l’intenzione di licenziarmi e quindi dovrei mettermi incinta così non mi può mandare via. Capisci? Loro, Rumeni, ragionano tutti così perché lavorano tutti in nero.

 

L’altro anno il ferragosto era di venerdì e noi siamo andati in vacanza per tre giorni; venerdì, sabato e domenica, al ritorno lunedì mattina vedo i vigili presentarsi al negozio e mi chiedono perché ho chiuso sabato ed io dico che ho fatto il ponte, mi sono riposata un attimo con mio marito e loro mi dicono che avrei dovuto avvisare perché vendo i prodotti di prima necessità, come se fossero i miei datori di lavoro, ed io gli dico di andare a controllare la panetteria marocchina che c’è lì dietro da due anni che chiude e apre quando vuole, febbraio e marzo. Loro mi dicono che gli hanno fatto due volte la multa ma lui non la paga e adesso stanno pignorando l’esercizio, figurati non ci credo.

 

Guarda che gli stranieri in questo paese sono più degli Italiani, sono ovunque. Se volessero taglierebbero le gambe agli Italiani. Lavorano per poche lire e così non permettono agli Italiani di lavorare, sono loro a spacciare vedo sotto casa mia dei Marocchini e Africani solo loro spacciano la droga.

 

Io ho una carissima amica brasiliana sposata con un Marocchino per me lui è Brasiliano, dimmi quello che vuoi ma non può essere Marocchino, così bravo, così dolce e corretto. Gli dico sempre che per me è un Brasiliano. Solo lui però tutti gli altri Marocchini che conosco sono dei furbi.

 

Pensa un kebabbaro vicino al nostro negozio tiene sempre aperto pensa che sta facendo una villa in Marocco chissà con quali soldi! Io invece devo pagare e pagare tutto devo pagare e sempre. Quelli non pagano nemmeno l’affitto e prendono l’appoggio degli squatters italiani per resistere alla polizia. L’altro giorno hanno fatto un bordello vicino al nostro negozio dicevano “la casa è un diritto per tutti”. Allora pensaci prima di fare tre bambini. Poi mi portano dei volantini, io dico che penso come loro e sorrido appena escono dal negozio dentro di me gli dico di tutti i colori. Paga prima l’ici invece che rompere le scatole.

 

Sono 20 anni che vivo qui e mi sento Italiana, sì a tutti gli effetti sono un’Italiana e sogno un giorno di tornare in Brasile dove fa caldo e non voglio più fare la panettiera.

 

 

 

  1. Valwashing5stelle

 

Sì sono un No Tav, e sono anche un No Tang. Per me l’acqua è un bene pubblico come la Val Susa. Non devono nemmeno pensare di svuotarci le tasche per un lavoro così inutile. Noi resisteremo. Le infiltrazioni mafiose sono evidenti, i giudici lo hanno dimostrato parecchie volte, queste cooperative rosse e aziende malavitose hanno dovuto chiudere. Qualcuno vuole abbuffarsi mentre noi non abbiamo un cazzo da mangiare in tavola. Disoccupazione e povertà sono in aumento. Basta con questi sprechi! Sono anche contro alle Province, che devono essere eliminate. Bisogna pensare a un’economia diversa, un’economia di risparmio e con nuove industrie che non inquinano. In altri Paesi con l’aumento di piste ciclabili, pannelli solari, impianti fotovoltaici, sono aumentati anche posti di lavoro specifici e ovviamente migliorate le nuove energie rinnovabili. Anche in Italia potrebbe accadere. Eppure, con questa classe politica e i media a servizio del potere non è facile andare avanti. Dobbiamo cambiare. Sono contrario anche alle caste, soprattutto a quella politica. Sono state le sinistre e le destre a condurci sino a questo punto. La politica così com’è deve cambiare, non si deve più fare. Hanno ridotto il Paese a una situazione da dopoguerra. Povertà in aumento, malavita in crescita, economia sommersa che avanza, per non parlare della disoccupazione e di milioni di tagli ai servizi.

 

I politici italiani a sinistra non ascoltano le esigenze del popolo, lontani dalle difficoltà dei giovani. Cercano di aprirsi ai clandestini e al matrimonio gay. Non capiscono il valore della maggioranza degli italiani che si basano sulla loro identità, cultura, religione e sulla famiglia. Hanno pensato prima di tutto agli stranieri, cosicché Berlusconi e Bossi sono arrivati al potere. Hanno trattato gli Italiani come una minoranza. Hanno cercato di imporre le loro posizioni, le loro scelte e non hanno ascoltato il popolo. Noi abbiamo dimostrato con le liste civiche che il potere deve essere restituito al popolo. In Val Susa siamo noi a decidere, devono chiedere ai cittadini se vogliono spendere questi soldi e come. La sinistra è lontana dai giovani e dalla rete. Noi ci organizziamo su internet e la nostra forza deriva da questo. Dobbiamo saperci organizzare per difendere il nostro lavoro ed il nostro pane.

 

Con l’aumento della disoccupazione ho visto decine di miei amici perdere la casa. Il comune non costruisce nuove case popolari, pensa solo a privatizzare e investire secondo le richieste dei grandi capitali. Mentre aspettano una casa popolare, vedono stranieri ai quali, invece, viene concessa senza tanti problemi; chi non arriva alla fine del mese vede quanto prendono di sussidio i rom. Andate una sera ai Murazzi con una catenina d’oro al collo in vista e ve la strapperanno, come ho visto fare non poche volte. Provate voi ad andare nei loro Paesi a chiedere che venga tolto il simbolo della loro religione dai muri delle loro scuole e poi vediamo cosa diranno o, meglio, cosa faranno. Favorendo gli stranieri senza pensare prima agli italiani, ovviamente, i politici alimentano il malcontento. Si sono messi in testa che l’Italia deve diventare multietnica.

 

Guarda noi Italiani come siamo forti quando siamo determinati. Abbiamo lottato per il referendum, abbiamo detto di no all’acqua privata e al nucleare, lottiamo giorno e notte sulla rete per divulgare l’informazione e lottiamo per distruggere la casta. Vinceremo!!!

 

Voto? Io? Sì sì voto, un movimento politico ma non è un partito, chiaro?

 

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Uno dei figli di Costantino (non il tronista), Murat Cinar nasce nel 1981. Frutto d’amore di una coppia immigrata nella ex città ottomana, lei da Sebastia (Turchia) lui da Batum (Georgia). Cresciuto a due passi dalla vecchia Pera, tra le culture armena ed ebrea. Appassionato di fotografia, cinema, politica ed inevitabilmente giornalismo. Dopo una breve avventura accademica in Finanza Internazionale atterra in Italia 10 anni fa, prima a Siena poi a Torino, con il desiderio di studiare giornalismo, ma finisce col frequentare il Dams, Cinema e Televisione. Si specializza in riprese e montaggio video, fotografia e, ultimamente, web marketing. Il giornalismo, col passare del tempo, resta in secondo piano, ma non lo abbandona mai. Attualmente e saltuariamente scrive in Turchia per la rivista nazionale KaosGL, per il quotidiano nazionale Birgun e per vari portali di notizie indipendenti come Bianet, Sol e Sendika. In Italia ha scritto per Il Manifesto ed E-il mensile. E’ uno dei fondatori del freepress mensile Glob011 e collabora ancora oggi con EastJournal. Finché riesce a ricavare un po’ di ossigeno dalla città e qualche ora libera dal lavoro prova a scrivere racconti, non di rado ironici, tratti da ciò che osserva e sperimenta. Ovviamente tutto diventa presentabile grazie all’aiuto della sua dolce metà.

Foto in evidenza di Melina Piccolo.

Foto dell’autore a cura di Murat Cinar.

Riguardo il macchinista

Pina Piccolo

Pina Piccolo, la macchinista-madre, è una scrittrice e promotrice culturale calabro-californiana. Si imbarca in questa nuova avventura legata alla letteratura spinta dall'urgenza dei tempi, dalla necessità di affrontare la complessità del mondo, cose in cui la letteratura può dare una mano. Per farsi un'idea dei suoi interessi e della sua scrittura vedere il suo blog personale http://www.pinapiccolosblog.com

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