Ricordo di operai – Xiao Meng, trad. Federico Picerni

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1

 

16 maggio 2008

c’è chi ricorderà questo giorno

e c’è chi l’ha dimenticato

qualcuno è morto

qualcun altro vive

 

2

 

una coppia: genitori di un uomo del sud

una coppia: genitori di un uomo del nord

quest’oggi

al sud e al nord hanno perso i propri figli

quest’oggi

più di mille operai della fabbrica

hanno perso due compagni

 

3

 

quando è arrivata la notizia, ero in una fabbrica del nord per fare formazione

dice che nella fabbrica giù a casa è morto qualcuno

sono morti due operai

sono caduti da 26 metri d’altezza

sono morti sputando sangue

quell’altro dice che ha ceduto la grata su cui si trovavano

facendoli precipitare nella cisterna di polvere di alluminio

dove i loro corpi sommersi sono soffocati

un terzo ancora dice che erano scesi giù

per rompere un grumo che si era formato

e sono stati sepolti vivi dall’alluminio

da dove arrivano così tante storie

per una morte che è sempre la stessa?

 

4

 

oggi è morto qualcuno

sono morti due operai

oggi c’è rabbia

la rabbia è verdura in salamoia in un vaso di coccio

 

5

 

vorrei togliermi di dosso questa uniforme blu e darle fuoco

vorrei gettare a terra questo berretto arancione e prenderlo a martellate

lo vorrei, quanto lo vorrei…

 

6

 

sicurezza. sicurezza. sicurezza

la sicurezza è vita

senza sicurezza

addio vita

addio cari

addio figli

addio fratelli

addio amanti

addio compagni

la fabbrica dice

che hanno infranto le norme

 

7

 

il giorno che ho avuto la notizia

ho anche saputo che

sul posto c’era un caposezione

poi

ho saputo che

a infrangere le norme erano stati i suoi ordini

ma poi non ha ricevuto nessuna sanzione

 

8

 

è una fabbrica fatta così

la sicurezza al primo posto, ma la produzione ancora di più

“poi andrà meglio

per prima cosa costruiamo l’azienda

e intanto mandiamo avanti

la produzione

una volta partiti tutto il resto pian piano si migliorerà”

 

9

 

migliorare un cazzo!

loro sono morti

se arriverò vivo a costruzione ultimata

brucerò cento stecche d’incenso ai Bodhisattva

se l’incenso potesse riportare in vita i morti

ne brucerei anche cento milioni

 

10

 

a 19 anni – sei figlio, studente, operaio, tutt’e tre insieme

a 19 anni – sei giovane, pieno di vigore, nel fiore della vita

a 19 anni – sei dolore, lacrime e strazio dei tuoi genitori, amarezza, sofferenza e rimorso dei tuoi amici

a 19 anni – sei 130 mila renminbi, e 130 mila renminbi sono pila di carta straccia

a 19 anni – ah, 19 anni

avrai per sempre 19 anni

 

11

 

ti nascondi dentro il tuo stesso corpo

il tuo cuore, le tue ossa, il tuo sangue, i tuoi capelli, gli occhi…

sono tutti dentro al tuo corpo

ma le idee sotto la tua pelle, il tuo amore

quelli no

 

12

 

oh, fato!

tu puoi stabilire la nascita

tu puoi stabilire la morte

tu puoi predisporre la vita dalla nascita alla morte

ma non puoi ordinare la rinascita dalla morte alla vita

che mestizia!

chi è morto se n’è andato

chi vive non ha altra scelta che restare in vita

 

13

 

un tempo diverso un rosso diverso

una vita diversa un dolore diverso

 

14

 

operaio, amico mio – in quel momento ti ha travolto la rabbia?

operaio, amico mio – in quel momento ti ha preso la disperazione?

operaio, amico mio – in quel momento eri impaurito?

operaio, amico mio – in quel momento hai avuto rimpianti?

operaio, amico mio – in quel momento ricordavi ancora cosa odiavi, o chi?

operaio, amico mio – in quel momento ti preoccupavi ancora di qualcosa, o di qualcuno?

operaio, amico mio – lo so, dopo che quel momento è passato

si è tutto calmato, c’è stato silenzio, ora riposi

 

15

vaffanculo fabbrica!

vaffanculo sistema!

vaffanculo costruire!

vaffanculo produzione!

vaffanculo macchine!

vaffanculo rumore!

vaffanculo polvere!

vaffanculo acque reflue!

vaffanculo vapori!

vaffanculo soda caustica!

vaffanculo! vaffanculo! vaffanculo!

vaffanculo nascere! vaffanculo morire! vaffanculo vivere!

 

30.05.2008 (rivisto l’01.08.2008)

Testo tratto da Gongren shige (Poesia operaia) n. 3, maggio 2018

 


悼工友

1

2008年5月16日

有人记住了这一天

有人忘记了

有人死去

有人活着

2

一对是南方人的父母

一对是北方人的父母

这一天

南方人和北方人同时失去了自己的儿子

这一天

上千名工厂里的工人

失去了他们的两名工友

3

消息传来时,我在北方的本部工厂学习

有人说,在家乡那边的厂死人了

死了两名工人

他们从26米高的地方掉下来

吐血而亡

有人说是脚下的盖板塌了

掉进铝粉仓里

身体陷入粉堆窒息而死

有人说是爬到下面

去敲击凝结的粉块

被铝粉活埋了

……

同样的死

哪里来的那么多种说法?

4

今天死人了

死的是两名工友

今天愤怒了

愤怒是泡在坛子里的酸菜

5

我想脱掉这身蓝装将它烧毁

我想把这顶橙色的工帽扔在地上用铁锤砸烂

我想,想极了……

6

安全。安全。安全

安全就是生命

安全没了

生命没了

亲人没了

儿子没了

哥哥没了

弟弟没了

爱人没了

工友没了

厂方说

他们俩违章作业了

7

听说死亡消息的当天

我还听说

在场的还有一名工段长

后来

我还听说

那天他违章指挥

事后没有受到任何处罚

8

是这样一个厂

安全第一,生产比安全更第一

“以后会好的

我们这是先搞建设

边建设

边生产

建设完后其他的再慢慢完善”

9

还完善个屁呀

人都死了

如果我有命活到建设完毕

我给菩萨烧100支香

如果烧香能让死去的人活过来

我愿烧1亿支

10

19岁,你是儿子、学生、工人,三位一体

19岁,你是青春、活力、年少

19岁,你是父母的疼、哭和悲伤,是亲朋好友们的心酸、难过和惋惜

19岁,你是13万元人民币,13万元人民币是一堆废纸

19岁,啊,19岁

你是永远的19岁

11

你躺在你自己的身体里

你的心、你的骨头、你的血肉、你的发丝、眼睛……

在你自己的身体里

你肉里的思想,你的爱

不在

12

命运啊

你可以安排一个人的生

你可以安排一个人的死

你可以安排一个人从生到死的活

但你安排不了一个人从死到生的重生

悲凉啊

死去的人死去了

活着的人无奈地活着

13

别样的年华别样的红

别样的生活别样的疼

14

工友,那一刻你愤怒了吗

工友,那一刻你绝望了吗

工友,那一刻你着急了吗

工友,那一刻你后悔了吗

工友,那一刻你是否还记恨着什么,或者什么人

工友,那一刻你是否还惦记着什么,或者什么人

工友,我知道,那一刻过后

你平静了,沉默了,安息了

15

靠!这工厂!

靠!这制度!

靠!这建设!

靠!这生产!

靠!这机器!

靠!这噪音!

靠!这粉尘!

靠!这污水!

靠!这烟气!

靠!这碱液!

靠!靠!靠!

这生!这死!这活!

(2008.5.30初稿2008.8.1定稿)

 

 

 

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Xiao Meng, pseudonimo di He Jimeng, è nato nel Guangxi nel 1984. Dopo gli studi tecnici ha cominciato a lavorare come operaio in una fabbrica di ossido di alluminio, dopodiché ha migrato nel sud della Cina a forte industrializzazione, continuando a lavorare presso fabbriche di prodotti in plastica.

 

 

 

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Federico Picerni (federico.picerni@unive.it) è dottorando presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia in cotutela con l’Università di Heidelberg e docente a contratto all’Università di Bologna. Si interessa prevalentemente di letteratura cinese contemporanea, in particolare della sua capacità di riflettere le trasformazioni storiche, farsi pratica sociale e offrire molteplici letture, anche critiche, del presente. Il suo progetto di ricerca guarda in particolare alle opere dei lavoratori migranti cinesi (mingong).

 

 

 

 

 

Immagine di copertina: Foto a cura dell’autore.

 

 

 

 

 

Riguardo il macchinista

Pina Piccolo

Pina Piccolo è una traduttrice, scrittrice e promotrice culturale che per la sua storia personale di emigrazioni e di lunghi periodi trascorsi in California e in Italia scrive sia in inglese che in italiano. Suoi lavori sono presenti in entrambe le lingue sia in riviste digitali che cartacee e in antologie. La sua raccolta di poesie “I canti dell’Interregno” è stata pubblicata nel 2018 da Lebeg. È direttrice della rivista digitale transnazionale The Dreaming Machine e una delle co-fondatrici e redattrici de La Macchina Sognante, per la quale è la cosiddetta macchinista -madre con funzioni di coordinamento. Potete trovare il suo blog personale digitando http://www.pinapiccolosblog.com

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