Random Poetry: quando ti frizza la poesia, inediti di Lillith Cavalli

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6) Vorrei

vorrei avere il permesso di sentirmi ogni tanto male.
vorrei poter dire che non voglio essere una madre.
vorrei gridare nella notte nel buio pesto e
vorrei girare da sola, leggere in pace e tutto il resto!

non è facile spiegare al mondo le cose come stanno.
perché c’è sempre gente che vorrebbe dimostrare la sua abilità, no?!
io perdo il flusso di creatività e poi appassisco come un fiore anno dopo anno.
è quasi impossibile detestare un tuo discendente, oggi, nella nostra società.

la gente lo sa sempre meglio e recita anche bene.
gioca gioiosamente col sangue del suo sangue in pubblico.
tutto sembra rose e fiori e niente va mai storto,
ma Guai a te! se osi pretendere un po‘ di libertà.
ti danno addosso e ti sterminano mentre ti trovi ancora in piena vita.

vorrei dover occuparmi soltanto di me stessa.
vorrei mangiare e bere senza nessuno che mi stressa.
vorrei riavere la mia amata spontaneità, però
vorrei comunque amare la mia figlia, la sua felicità.

 

 

20) Notte picea

il respiro pesante mi toglie il fiato
i polmoni si riempiono di aria consumata
una lacrima sottolinea il rosso dei miei occhi
e il mio corpo è abulico, mi sento abbattuta

la notte picea crea un ambiente mistico
l’albero davanti la finestra mi saluta
coi suoi rami che sventolano nel ritmo del vento
portano musica nel silenzio

s’intravede la mezzaluna
con la sua luce fredda
la nuvola soffice crea una celestiale duna
così da posare quel corpo celeste nella nube fervida

29) Che delusione

perdo i sensi, divento pazza
a volte mi chiedo che strana razza
l’umanità che autodistrugge con grande gusto
l’ambiente in cui dovrebbe vivere, giusto
per dire la verità stiamo tutti impazzendo
lo zombi sei tu, è  lui e lo sono anch’io
la ragione, l’amore e il buon senso bisogna difendere
tutt’altro sarebbe una grande follia
perché́ perdere la testa è perdere la regia
della propria vita e della propaggine
quindi riprenditi presto della tua stupidaggine
e spalanca la porta alla tua dimenticata origine!

18) Random Poetry # 14

merda, piscia e altre volgarità
puzza, sporcizia e l’umanità.
il fetore che sale in alto –
cerca contatto col vasto firmamento.

le tombe sono sparpagliate, spesso dimenticate
piene di cadaveri anonimi.
il valore va verso zero, i prescelti aspettano ovunque
aspettano per poter spuntare fuori dalle loro buche.

striscia per terra!
dicono
non vi azzardate a camminare a spalla dritta – eretta
perché alla fine per voi non ci sarà la navetta,

verso il paradiso!

14) Arte 2018

l’artista iperpremiato – sinonimo di qualità?
cantante e pluripremiata, performer e polistrumentista.
si è trovato a New York per una volta sola?
conta nel curriculum ormai come carriera fatta.

molto rumore per presunti capolavori,
la musica indie, l’arte contemporanea e la Pop Art
strusciano davanti ai nostri occhi e ne fanno ormai parte.
non importa la bravura, ma i soldi e i contatti insomma.

Il layout deve essere giusto ed intrigante
il contenuto non é cosi importante.
è lo stesso con il rapporto tra gli umani!
siamo più vicini che mai, ma lo stesso lontani.

la critica costruttiva non è per niente gradita
invece ci aspettiamo il viscido lecchino.
restate sulla superficie come l’ectoparassita.
chi biasima vi sembra un fastidioso meschino.

il problema delle sconfinate possibilità
è che funziona a volte come la droga.
le moltiplicazioni di prodotti si aggrappano ovunque,
ma alla fine non ci arriverete mai al dunque.

a lungo andare si riaprirà l’orizzonte
e il cuore puro lo avrete di fronte.
le nuvole si sposteranno per un nuovo inizio
e l’essere umano ritroverà il sano giudizio!

5) Random Poetry # 16

tic tac, tic tac
ti aspetta la morte
tic tac, tic tac
almeno essa apre per te le porte!

chissene frega se esisti o meno? ai pochi fortunati
di certo non fai pena!

 

 

32) Cara Democraticità

arrivederci democrazia
defunta anima del popolo
sei passata giusto per un attimo
ma ora ci stai abbandonando

sei venuta a trovarci giusto per il tempo di prenderti un caffè,
ma ora il tuo tempo é scaduto e te ne vai, addio.
non sei più la benvenuta, perché
è scomodo ospitarti qui nella pace, senza odio.

in un batter d’occhio sei sparita, eppure rimani senza alcun effetto.
se ti si può rimettere in ordine non è affatto detto.
c’é chi non ti vuole oppure non ti desidera
sei semplicemente antipatica per chi vuole decidere.

vieni derisa da chi vuole avere il controllo
della situazione presente e del futuro ignoto.
sei simpatica come la sabbia nelle mutande,
perciò devi andartene in un’altra direzione.

oh cara democrazia ormai cacciata via.
chissà come continua la vita sconsolata e priva di fatica.
perderemo la testa o sarà pure questo proibito?
tornerai a breve oppure saremo ancora assaliti –

dall’attuale delinquente professionale?

 

Sonja

 

Lillith Cavalli – Negli anni ottanta sono nata a Vienna. Il mio eterno amore per le lingue straniere mi ha portato a girare il mondo e alla fine l’Italia mi ha inchiodata. Qui ho attivamente inseguito il mio cuore e ho allenato la mia passione per l’arte visiva e la scrittura. Oggi scrivo poesie politiche e sociali e vivo con mio marito e mia figlia nelle colline a Passignano sul Trasimeno.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Immagine in evidenza: Foto di Melina Piccolo.

Riguardo il macchinista

Pina Piccolo

Pina Piccolo, la macchinista-madre, è una scrittrice e promotrice culturale calabro-californiana. Si imbarca in questa nuova avventura legata alla letteratura spinta dall'urgenza dei tempi, dalla necessità di affrontare la complessità del mondo, cose in cui la letteratura può dare una mano. Per farsi un'idea dei suoi interessi e della sua scrittura vedere il suo blog personale http://www.pinapiccolosblog.com

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