Poesie inedite di Maria Rosaria Deniso

Copertina Maria Rosaria

La mia somma

coincide sempre con l’esistenza di

qualcun altro:

un calcolo aritmetico

che pende tutto da un lato.

 

Dove io manco

manco per poca parte,

forse la tua stessa mancante

che a me pare intera, finita

nella sua natura parziale

che risponde a un tutto.

 

Dov’è questo tutto – mi domando.

Perché questa luce non sale

da nessuna parte?

 

***

 

Avevi un occhio blu per la tristezza

e uno rosso,

con la cera sciolta per il poco sonno.

Eri nel possibile poco distante da qui,

eppure inaccessibile.

 

Eri e tanto bastava

nell’attesa di essere.

 

***

 

Per il punto cardinale più alto

delle mie ossa arrivo a te.

Tu non sei che la cruna di un ago,

ospiti la saliva che mi trasforma

in filo, mi fa frammento percorribile,

intera, stretta fra l’indice e il pollice.

 

Così la geografia posteriore del

nostro vivere

avrà nuovi giorni da contare a mente

e faremo di questo poco pavimento

pagato al metro quadro

una zolla forte

che sappia darci il latte

e la segale e dell’anice in vetro

per l’estate delle tue merende,

la legna da ardere per i miei talloni

e il sale da aggiungere a mezza cottura.

 

Passerà da queste mura la rivolta,

cambierà l’intonaco e le lenzuola

a doppia piazza

e ci troverà esatti nella nostra

incompiutezza, con la scorta

di riserva

dei tanti futuri possibili.

II immagine per testo

***

Nel poco e niente

che qui si fa tutto

arrivi e mi guarisci

con del pane bagnato

strofinato al pomodoro.

Arrivi a spargere i tuoi

prolungamenti ultraterreni

e mi ungi col sale dove serve.

 

È una ferita aperta questa terra

instancabile, che non mi prende

e non mi lascia,

mi accarezza a voce alta.

 

Aperti i battenti delle chiese assolate,

nell’ora buona del mondo che fa

da concerto con le stoviglie,

porto il mio mento alle ginocchia

come sola reliquia del giorno:

sono la cartina di tornasole

di questo silenzio assordante,

sono le ossa inseppellibili,

l’acqua sale al tuo ritorno da messa.

Foto Maria Rosaria

Maria Rosaria Deniso

Nata in Lucania nell’agosto del ’96, cresciuta tra le colline materane, prima di essere adottata da mamma Bologna, dove vive da cinque anni. Dopo la laurea in lettere moderne, ha proseguito gli studi in antropologia culturale presso l’Unibo. Crede fortemente nel caffè, nella poesia e nella grazia di ognuno di noi.

(la foto è di Rui Aleixo)

Riguardo il macchinista

Bartolomeo Bellanova

Bartolomeo Bellanova pubblica il primo romanzo La fuga e il risveglio (Albatros Il Filo) nel dicembre 2009 ed il secondo Ogni lacrima è degna (In.Edit) in aprile 2012. Nell’ambito della poesia ha pubblicato in diverse antologie tra cui Sotto il cielo di Lampedusa - Annegati da respingimento (Rayuela Ed. 2014) e nella successiva antologia Sotto il cielo di Lampedusa – Nessun uomo è un’isola (Rayuela Ed. 2015). Fa parte dei fondatori e dell’attuale redazione del contenitore online di scritture dal mondo www.lamacchinasognante.com. Nel settembre’2015 è stata pubblicata la raccolta poetica A perdicuore – Versi Scomposti e liberati (David and Matthaus). Ė uno dei quattro curatori dell’antologia Muovimenti – Segnali da un mondo viandante (Terre d’Ulivi Edizione – ottobre 2016), antologia di testi poetici incentrati sulle migrazioni. Nell’ottobre 2017 è stata pubblicata la silloge poetica Gocce insorgenti (Terre d’Ulivi Edizione), edizione contenente un progetto fotografico di Aldo Tomaino. Co-autore dell’antologia pubblicata a luglio 2018 dall’Associazione Versante Ripido di Bologna La pacchia è strafinita. A novembre 2018 ha pubblicato il romanzo breve La storia scartata (Terre d'Ulivi Edizione). È uno dei promotori del neonato Manifesto “Cantieri del pensiero libero” gruppo creato con l'obiettivo di contrastare l'impoverimento culturale e le diverse forme di discriminazione e violenza razziale che si stanno diffondendo nel Paese.

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