Per Paola Deffendi, madre di Giulio Regeni: Questa madre (Benedetta Davalli)

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Paola Deffendi, madre di Giulio Regeni, ci ha fatto dono della sua profondità materna, sia con le sue dichiarazioni essenziali sul riconoscimento del figlio, sia con la sua forza civile nella lotta che ha intrapreso perchè si sappia la verità. Lotta che noi della Macchina sognante non solo condividiamo ma anche sosteniamo.

 

Questa madre

che ha ingoiato un calice di fuoco

e lotta contro la ferocia

di orride torture alla carne della sua carne

e posticipa il suo pianto

a che giustizia sia compiuta

 

scrivo questo urlo di dolore

 

perché senta che non è sola

che il mondo vive la sua ferita

e che la sua fermezza

germoglia e contagia e scalda

la radice del nostro essere umani

e sarà unguento per il corpo

dissacrato del figlio.

Si spenga l’oscurità dell’orrore

 

e si apra il compianto del mondo.

 

Poesia inedita di Benedetta Davalli, per gentile concessione dell’autrice  LogoCC

 

Foto in evidenza  di Melina Piccolo.

Riguardo il macchinista

Benedetta Davalli

Benedetta Davalli Leoncini (Budrio 1944), laureata a Bologna, esercita la professione di psicologa e psicoterapeuta. Ha pubblicato "La penna ferita" (1992) "Luci e colori "(1997) "Voca voce" (2006). Fa parte della Società poetica, arte della lingua materna di Ravenna ed ha curato il volume collettaneo "La lingua che accade "assieme a M.L. Antonellini e M. Collinelli. E' presente in diverse antologie della poesia italiana compreso le diverse edizioni di Poeti romagnoli d'oggi a cura di F. Pollini. Interessata allo studio della parola poetica sperimenta nei suoi testi una ricerca appassionata di significati, timbri vocali e immagini. Attualmente fa parte di multiVERSI.

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