“Our land our Water” incontro con Lance Henson – Bartolomeo Bellanova

foto serata Lance

 

Appunti sparsi dell’incontro organizzato da Amnesty International Bologna in collaborazione con lamacchinasognante

Il 10 febbraio ho partecipato alla serata di lotta e poesia organizzata da Amnesty International – Sezione di Bologna con il poeta cheyenne Lance Henson (suoi testi poetici pubblicati sul n5. :  (http://www.lamacchinasognante.com/tag/lance-henson/ )che ha parlato a lungo della resistenza a Standing Rock. Durante l’incontro si è parlato in generale del diffuso fenomeno del land grabbing nel continente americano. Ho letto la struggente lettera di Laura Zuñiga, figlia di Berta Caceres (per approfondimenti http://www.lamacchinasognante.com/sulle-orme-di-berta-caceres/ ), scritta subito dopo l’assassinio della madre avvenuto il 3 marzo 2016 e si è fatto cenno alla repressione   violenta contro il popolo Mapuche in Patagonia da parte delle forze dell’ordine argentine nel lungo confronto che vede contrapposti i nativi a società della famiglia Benetton per i diritti su terre comuni non riconosciuti dalla multinazionale.

Quelli che seguono sono alcuni appunti scritti e tradotti da Lance Henson e letti durante la serata, a cui seguono alcune risposte che il poeta e attivista ha fornito a domande del pubblico.

 

‹‹ Il nuovo presidente è un settantenne dalla chioma aranciata e con la pelle che pare di zucchero filato, il che fa un bel vedere, come ci fa notare Trump. Non è particolarmente dotato dal punto di vista intellettuale, sa poco di storia o di governo, ossia dell’arte di governare, ma lui insiste ad affermare: “Il mio Q.I. è uno dei più alti e tutti voi lo sapete bene”.

E gli idioti che ha chiamato a far parte del suo governo hanno “di gran lunga i più alti Q.I. di qualsiasi governo mai insediato prima”.  Ė una valanga di assurdità. Lo stato corporativo, ostile o indifferente alle gravi condizioni nelle quali versano i suoi cittadini, è spesso odiato perché impone la propria mentalità draconiana sulle masse. In America tutti i candidati politici non si comportano come politici, ma bensì come celebrità. Gli argomenti  che infiammano le campagne elettorali servono per far sì che la gente sia ben disposta nei confronti dei candidati, oppure ingenerano paure o disegnano scenari apocalittici che possono trovare soluzione solo con l’elezione della celebrità del momento.

Trump e il suo entourage nutrono un odio profondo per tutto ciò che non possono capire. Vogliono mettere a tacere tutti quelli che hanno un pensiero indipendente, privatizzando la radio pubblica NPR, tagliando i contributi pubblici per le arti. Promuovono solo quegli pseudo intellettuali che si adeguano al loro bizzarro copione. Non sono in grado di gestire la complessità, né di capire le sfumature o far fronte all’imprevedibile. L’iniziativa individuale diviene una minaccia mortale. I tentativi di perseguire sei reporter per reati che prevedono 10 anni di galera, come quelli arrestati recentemente a Standing Rock, sono i primi passi di un programma volto a marginalizzare la realtà e a promuovere la finzione. La realtà fattuale dipende esclusivamente da coloro che detengono il potere di creare gli stessi fatti. L’obiettivo dell’amministrazione Trump è di creare una realtà artificiale  che rafforzi la loro distorta percezione. Notizie false, una falsa realtà rifilata in modo nuovo. Così si demonizzano intere comunità e intere nazioni. In America l’islamofobia è sostenuta dalla presidenza Trump. Così s’impone il totalitarismo.

Ci sono stati momenti alti nella lotta contro le guerre colonialiste mosse dall’America contro di noi, quando il mio popolo, gli indigeni dagli Cheyenne e Lakota fino alle popolazioni dell’Honduras, dell’Amazzonia, del Messico, e di tutti quei posti dove i sentieri della madre terra sono sacri, hanno tracciato, spesso con il nostro stesso sangue, il cerchio sacro sulla nostra terra madre proclamando basta…basta con la distruzione delle forze che ci danno la vita, basta con la distruzione dell’acqua, dell’aria, delle piante. Cavallo Pazzo aveva annunciato da una sua visione l’avvento della settima generazione fatta di giovani intrepidi e culturalmente capaci che si sarebbero schierati in resistenza e in preghiera per il dolce sostentamento della nostra unica e irrinunciabile patria. Oggi questo posto ha un nome: Standing Rock ››.

 

A proposito di Standing Rock –  La resistenza a Standing Rock è iniziata ad agosto 2016 con tre tende e si è via via rafforzata perché ci sono tanti giovani che sono disposti a investire i propri corpi in questa lotta anche perché si moltiplicheranno dopo l’elezione di Trump situazioni simili in tutti gli USA. L’oleodotto contaminerà in modo irreversibile il Missouri, uno degli ultimi fiumi incontaminati deli States. Sarà un disastro ambientale che avrà conseguenze planetarie. Ci sono diversi giornalisti americani che stanno facendo un ottimo lavoro d’informazione, ma la nuova amministrazione sta cercando di imbrigliare e limitare al massimo la libertà di stampa e d’opinione. Ci sono anche molti poeti nativi che stanno reagendo. Da tre anni Lance Henson collabora con illustratore di New York nella scrittura e di alcune storie indigene unite sotto il titolo di “From the dead zone” (“Dalla zona morta”). Mesi fa la lotta dei nativi fu sostenuta da alcune migliaia di veterani che si schierarono con i protestanti e il progetto fu bloccato da Obama alla fine della sua presidenza. A fine gennaio è stato riavviato con spavalderia da Trump  che ha fatto passare in mano all’FBI la gestione della sicurezza nell’area. Le donne di Stading Rock sono state trattate in modo brutale nelle carceri, hanno subito maltrattamenti e hanno pubblicato le loro storie in cui raccontano dettagliatamente  gli accaduti. Dopo la carcerazione sono assalite ogni notte da incubi. Manifestanti sono stati costretti a restare in intimi e chiusi in gabbie da cani. La società americana è profondamente razzista e discriminatoria nel trattamento riservato ai nativi americani. Da ciò deriva anche la bassa autostima e considerazione di sé dei nativi che, insieme alle dure condizioni di vita, determina per un uomo Cheyenne un’aspettativa media di vita di 44, 45 anni rispetto agli oltre 80 anni dei bianchi.

Nel concreto dall’Italia si potrebbe inviare mail di protesta direttamente alla Casa Bianca, fare donazioni su c/c specifici o mail al Consiglio dei giovani indigeni per manifestare il proprio appoggio.  La resistenza è l’unica chiave per difendere la nostra dignità di esseri umani sulla terra che gli uomini hanno distrutto nelle relazioni. È difficile essere un essere umano al giorno d’oggi: dobbiamo fermare i mostri che abbiamo scatenato dentro di noi.

 

Chi controlla il governo americanoNon c’erano mai stati tanti candidati come nelle ultime elezioni presidenziali.  I veri proprietari finanziari degli USA osservavano da vicino su chi puntare per la presidenza: Trump è stato eletto grazie ai soldi di Heritage Foundation (ndr: potente istituto conservatore di studi e ricerche politiche di Washington), di Foundation for Government Accountability  (ndr: gruppo di pressione economico-politico di destra con sede in Florida) e di altre associazioni e lobby draconiane che, inizialmente, avevano puntato su Cruz. Quando quest’ultimo iniziava a perdere consensi anche a causa delle sue origini messicane, il club di miliardari che controlla gli USA ha deciso di cambiare cavallo, puntando tutte le proprie carte su Trump, fenomeno studiato prima a fondo in ogni risvolto del suo bizzarro carattere. Questa è la forza che controlla e determina quindi le azioni della presidenza! Dal punto di vista ideologico, invece, il vero burattinaio del presidente è Steve Bannon, l’ex coordinatore del sito di estrema destra “Breitbart News”, poi diventato l’organo ufficiale della campagna elettorale di Trump. Bannon è un rappresentante della “supremazia bianca”: la sua ideologia vuole condurre all’implosione degli USA; dalle loro ceneri dovrà emergere una nuova America rifondata su basi profondamente razziste.

Il trauma che stanno vivendo i cittadini americani, dopo l’instupidimento collettivo che ha permesso l’inaspettata elezione di Trump, è che il sogno americano è ora morto con Trump stesso. Se in nuovo presidente riuscirà ad avere il completo controllo del Congresso, del Senato, delle forze armate  e dell’istruzione riuscirà a realizzare un vero colpo di stato, già ora in corso.

 

Un vulnus culturaleUna delle cause brevemente individuate da Lance Hanson per interpretare l’elezione di Trump è la situazione di degrado che da una ventina d’anni vive il sistema universitario americano. Con la sempre maggior importanza dei privati nel capitale delle scuole, si è via via proceduto all’eliminazione dei professori ordinari riconoscendo loro delle buone-uscite andando a stipulare con professori associati contratti annuali nei quali è prevista la clausola di licenziamento qualora studenti o altri professori possano  documentare che durante anche sola una lezione il professore ha espresso concetti “anti americani”. Questo ha ovviamente limitato la libertà d’espressione e dei punti di vista oltre a determinare un impoverimento progressivo dell’offerta culturale. Ci sono ragazzi del campus che credono che Svizzera e Svezia siano nazioni confinanti e molti che non sanno nulla della marcia delle donne di Washington contro Trump.

 

 

 

lancefoto

 

Lance Henson (Washington, 1944) è un poeta cheyenne che scrive in lingua inglese. Militante dell’American Indian Movement, organizzazione che si batte per la salvaguardia dei diritti umani e della terra dei popoli indigeni, ha pubblicato numerosi libri di poesia tradotti in piú di 25 lingue. Dal 1988 al 2006 è stato portavoce del popolo cheyenne alla Conferenza delle Nazioni Unite sui Popoli Indigeni a Ginevra. Fra le sue opere edite in Italia ricordiamo Traduzioni in un giorno di vento (La Rosa 2001) e Un canto dal vento che si leva (La Collina 2009).

 

 

Poster a cura di Amnesty International.

Foto dell’autore a cura di Lance Henson.

Riguardo il macchinista

Bartolomeo Bellanova

L’attenzione ai temi sociali e di denuncia civile caratterizza il mio cammino di narrativa e poesia. "La fuga e il Risveglio" (Albatros Il Filo- Dicembre 2009) è il mio romanzo d'esordio a cui ha fatto seguito “Ogni lacrima è degna” (Inedit – Aprile 2012). La silloge poetica indedita “Sguardi scomposti e liberati” è risultata vincitrice della dodicesima edizione del Concorso di Poesia e Narrativa Insieme nel Mondo (Savona 6 settembre 2014). Nell’ambito della poesia ho pubblicato in diverse antologie tra cui "Sotto il cielo di Lampedusa - Annegati da respingimento" - Rayuela Edizioni Gennaio 2014 e nella successiva antologia “Sotto il cielo di Lampedusa – Nessun uomo è un’isola” Rayuela Edizioni Aprile 2015. La raccolta di poesie e riflessioni scelte composte tra il 2011 e il 2014 "A perdicuore" è stata pubblicata il 30-9-15 da David and Matthaus Edizioni – Collana ArteMuse.

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