Nasce a Lamezia Terme il TIP Teatro, una utopia ‘possibile’

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LAMEZIA TERME – In un momento storico, quale quello attuale, la parola cultura sembra essere lo strumento più persuasivo attraverso cui incidere al cambiamento delle coscienze e sembra un richiamo fine a se stesso se si pensa ad altra parola: bellezza, ed alle tante volte che questa sia stata usata a sproposito, come potenziale leva di sviluppo legata magari al turismo ed al suo indotto massimalista. Ma se trasferiamo il discorso in quella speciale landa italica che è la Calabria, si possono forse intravedere gli esiti, in particolare sul percorso delle nuove generazioni, di alcune pratiche che vedono giovani e meno giovani impegnati nel farsi istituzione di se stessi, aprendo speciali sale scommesse dove sui monitor fissati al soffitto ci sono invece la propria vita, le proprie risorse e le proprie competenze, lanciate verso il futuro senza aspettare le previsioni degli allibratori. La Calabria, oggi come ieri, è un ponte attraverso cui transita una società sparente, fatta non solo di migranti di passaggio, ma anche di migliaia e migliaia di studenti ed ex studenti calabresi costretti ad un ‘altrove’. C’è il bisogno di reinventare, ricreare il presente. thumbnail_DSCF0168 copia

Dalle vicissitudini storiche emerge una Calabria da sempre indecisa, da uomini e natura costretta ad eterne transumanze che ne hanno ibridato cultura, tradizioni ed identità e che sospesa tra mari e monti, continua a perpetuare i suoi masochisti oltraggi con l’avallo di una sottospecie di classe politica dagli orizzonti  limitati agli interessi delle caste di appartenenza. Serve andare lontano, appunto altrove, thumbnail_15492498_1195199813903692_1095185911901863730_naffrontare discorsi utopici, camminare verso nuovi orizzonti, ma questa volta più vicini. In fondo, è l’utopia che ci insegna a guardare oltre ogni cosa, catapulta la mente, la coscienza, al futuro.

Vi è poi la terza città della Calabria, che prende il nome Lamezia Terme, metafora perfetta delle contraddizioni dell’intera regione, che da sempre non è un paese per giovani, dove nella piazza del vecchio mercato, un tempo fiorente di terraglie e frutti della terra, con pochi euro, già a dodici anni, puoi scoprire l’ebbrezza della felicità sintetica e delle sue derive… in fin dei conti vi è una stellina su quelle pillole, un inno al sogno e come mai in questo caso, alla resa; da questo scenario prende le mosse una esperienza artistica e inevitabilmente politica, risultato di una pratica più testarda che storicizzata, consolidata sul campo da un paio di decenni ormai, che vuole essere motivo di coinvolgimento thumbnail_15356618_1192996957457311_7503800612572923554_nrinnovato di giovani e meno giovani, intorno ad un’etica teatrale del fare e del vedere, ma non solo .

È il TIP Teatro, nuova sede operativa di Scenari Visibili, compagnia teatrale fondata dall’attore Dario Natale, che da alcuni mesi occupa le sale di un antico palazzo settecentesco, ubicato nel centro storico di Lamezia Terme, spostando nel suo interno, non solo le proprie attività di laboratorio e di programmazione di spettacoli, RiCrii è il nome della rassegna (XIV edizioni), ma rilanciando addirittura con  un
nuovo 16831884_1255465554543784_3507814075676093363_nspazio espositivo (Canyon inverso), una biblioteca galleggiante dello spettacolo (la cui dotazione fatta di prestiti e donazioni cresce di ora in ora), area book crossing (parole sante), ed altro ancora in elaborazione.

Se Ricrii vuol dire nel gergo dialettale oltre a ‘divertirsi’ anche ‘ricreare’, Tip Teatro significa anche sfida ed incoscienza, spazio culturale indipendente che fa capo alle proprie forze, dunque autogestito: attività laboratoriali per fasce d’età, spazio scenico attrezzato e dedicato al lavoro e quindi a Julian Beck (spazio Beck to Beck), capienza massima 100 posti con spazio scenico rialzato e quadratura; tra i nomi che 17012452_1647075625319057_403515702_ncalcheranno le scene del Tip nel 2017 ci sono Valerio Malorni e Simone Amendola con il loro L’uomo nel diluvio (premio In box 2014), Tino Caspanello, Mana Chuma Teatro oltre a collaborazioni con il Festival Primavera dei Teatri e con il blog il Pickwick e la sua scuderia di critici teatrali. Ma cosa è diventato, nel tempo, nell’immaginario collettivo e specie in quello giovanile, il teatro? A questa domanda cercherà di rispondere il 28 e 29 aprile Fare Pubblico, altra iniziativa prevista al Tip che coinvolgerà anche le scuole intorno a tavoli di lavoro con Alessandro Toppi e Settimio Pisani, critico ed organizzatore teatrali navigati, ma forse la vera scommessa è verso una pratica quotidiana, di scambio e condivisione anche soltanto di dialogo intorno ad un libro o ad un’idea. Il Tip è questo che vuole essere, un auspicio di bene stare, per imparare a toccare le mani e stringere altre mani. Il territorio ci guarda intanto con sospetto, ma i più temerari iniziano ad avvicinarsi, con un coinvolgimento di pubblico proveniente da più zone della regione. I giovani del blog Manifest. sono ormai di casa e 16295753_1647076935318926_184006955_ncon loro, grazie a loro, stanno partendo anche altre iniziative quali Descrivo 2.0 e gli appunti di vista su temi quali la filosofia liquida, l’antropologia e la tirannia delle passioni, altro balsamo che verrà spalmato in vista delle prossime sfide.

Occorre, dicevamo, reinventarsi. In Calabria la cultura e la bellezza si fondono spesso in un binomio perfetto. Sta a noi curarne gli aspetti, non esaltarli, incidere nell’ottica del restare producendo qualcosa di nuovo, senza però fingersi eroi di un tempo decisamente malato di vittorie inesistenti, restare perché forse una scommessa in terra calabra vale qualcosa di più di un semplice viaggio, che il viaggio per una mente cosmopolita ma ben radicata nelle proprie origini può compiere coraggiose traiettorie.

thumbnail_DSCF1047 thumbnail_16865142_1221473024602722_5460149861107376192_n thumbnail_16830993_1216802735069751_3645034844930222675_n 17015292_1647074271985859_1277398464_o 17012528_1647074575319162_858129128_n 16996683_1647075208652432_1802839683_n 16976858_1647076045319015_1713275432_n

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Valeria

 

Valeria D’Agostino è nata e cresciuta a Lamezia Terme, ha 29 anni, i suoi studi sono giuridici ma attualmente è la letteratura ad essere al centro di ogni cosa. Corrispondente per un giornale locale, blogger del Collettivo Manifest, vicepresidente di Scenari Visibili, si occupa di teatro contemporaneo, dove ne cura aspetti comunicativi ma svolge anche attività laboratoriali.

 

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Riguardo il macchinista

Maria Rossi

Sono dottore di ricerca in Culture dei Paesi di Lingue Iberiche e Iberoamericane, ho conseguito il titolo nel 2009 presso L’Università degli Studi di Napoli l’Orientale. Le migrazioni internazionali latinoamericane sono state, per lungo tempo, l’asse centrale della mia ricerca. Sul tema ho scritto vari articoli comparsi in riviste nazionali e internazionali e il libro Napoli barrio latino del 2011. Al taglio sociologico della ricerca ho affiancato quello culturale e letterario, approfondendo gli studi sulla produzione di autori latinoamericani che vivono “altrove”, ovvero gli Sconfinanti, come noi macchinisti li definiamo. Studio l’America latina, le sue culture, le sue identità e i suoi scrittori, con particolare interesse per l’Ecuador, il paese della metà del mondo.

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