L’ultimo poltergeist di Pompei – Will Alexander (trad. Pina Piccolo)

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In questo spietato spazio di brutalità neurologica

di mille piaceri

ardente

Draconiano

Vociferante

me ne sto qui seduto

a mangiare polipi magici in un negozio pompeiano di mercurio

ritrovandomi verde

astralmente sfuggente

invisibile enigma prolettico

ad attirare l’attenzione dei morti

a farli risvegliare & ascoltare

mentre succhiano dalle narici

ricche portate di vomito & ceci

 

i patrizi imbarcati sui temi ittici di Sosus

“i loro peli genitali profumati di zafferano lascivo

& mirra

dal cinico marciume clandestino

 

è il giorno prima del Vesuvio

& si macellano colossali maiali per numerosi triclini

& io

il poltergeist

lì a frantumar calici

invisibile, a urlare

poi magico a strisciare lungo la “Strada delle Tombe”

al rancido miraggio delle feste

dove le donne

dal sesso di scalpelli sismici

con brama di maialini da latte e coppe di sangue

i capezzoli allineati

su monili d’argento bagnati

forse

presso la villa dei Tauris

o dei Porcius

o degli Aper

banchettando a murene e triglie piccanti

le loro bocche

sempre spinose di carneficina anticipata

discettano delle gesta di Brebix e Nobilior

leggendo la classifica dei gladiatori su ordinarie tavolette

con istintivo spasmo labiale

 

buttando l’occhio sulle lumache imburrate & gli “uccelli decapitati”

sorseggiando forti vini falerniani

 

& io

il poltergeist

ora vagamente color sanguisuga

i miei ioni trasparenti che scottano per la prolepsi

tento di battere un colpetto sulle spalle

con raffiche stranamente mefitiche

eppure altro non esiste se non indifferenza e corruzione

le scuole di gioco d’azzardo

“il lancio del cane” colpo d’astragalo

su cui scommettere sesterzi e argento

 

& svolazzo lungo le “ampie lastre di travertino”

all’interno del Foro Pompeiano

lì a settentrione, popolato dalle letterali apparizioni  di Giunone e Minerva

con la mia invisibile ottica di cedro

vedo il grande spiazzo degli scambi della “sacerdotessa

… Eumachia ”

i corvi macellati al macellum insanguinato

 

& io

il poltergeist

 

svolazzando per la Strada dell’Abbondanza

alla Strada Stabiana e verso sud alla Caserma dei Gladiatori

a guardare gli assassini esercitarsi colpendo gli organi urinari

il fetore delle baracche di sregolati gladiatori

tutti quanti condannati

non avendo occhi per vedermi

 

poi svolazzando verso le acque

alle terme

il tepidarium brulicante di prostitute

adorni i loro corpi di gioielli & piattole

riscaldate da afrodisiache ostriche & sempre

tumulti nei loro occhi

il fatto della plusvalenza e del massacro

un’imponente puttana che rutta un’anguilla dal torace

un’altra che vomita fichi dalle creme del suo organo vitale

& si parla di macelleria e terrore

di mari intestinali appena sversati

 

& passeggio per la diaspora delle dimore

urlando nel mio conciso, intuitivo latino

d’istinto perseguitando

la domus di di Sallustio

quella degli “Amorini dorati

e delle “Nozze d’Argento”

 

& io

il poltergeist

traboccante psichica curiosità

guardo gli edifici di “calcare di Sarno” indebolirsi

nel loro finale scintillio di disprezzo & malizia

il giorno prima del Vesuvio un

crescendo di routine & vuoto

di sconcio scalpitare nell’arena

di volgare conforto imperiale ammorbato di ironica ammoniaca

 

& io

l’ultimo poltergeist di Pompei urlo

all’ultimo sole che si dissolve in mare

all’ultima barbarie importata delle tigri

agli ultimi coriandoli nepotistici dei ricatti

e delle molestie della politica

 

ora frenetico

in volo per il Porto Ercolanese

ascoltando il gemito del vulcano morto

spruzzo acido sui festaioli da Publio Fannio Sinistore

in attesa che esploda il sole

che scorra la lava trasformando in tufo la carne.

 

Traduzione di Pina Piccolo

Per gentile concessione dell’autore. Dalla raccolta Kaleidoscopic Omniscience.

 

 

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Will Alexander (nato nel 1948) è un poeta, romanziere, saggista, drammaturgo, pianista e artista visivo statunitense. Ha ricevuto una Whiting Fellowship for Poetry nel 2001 e una California Arts Council Fellowship nel 2002, nel 2014  ha vinto l’American Book Award per il libro Singing In Magnetic Hoofbeat: Essays, Prose, Texts, Interviews, and a Lecture, e nel 2016 il Jackson Poetry Prize (premio organizzato da Poets & Writers). Ha conseguito una laurea in inglese e scrittura creativa presso l’Università della California-Los Angeles nel 1972. Ha svolto diversi lavori (tra cui il botteghino di LA Lakers), ha insegnato in varie istituzioni ed è stato associato all’organizzazione senza scopo di lucro Theatre of Hearts / Youth First, che lavora con giovani svantaggiati e a rischio. I suoi scritti sono apparsi sulle riviste BOMB, Boston Review, Entropy, Chicago Review, Denver Quarterly, Fence, jubilat e The Nation.

La poesia di Alexander e la sua arte visiva sono state fortemente influenzate dalle sue letture di Bob Kaufman, Octavio Paz e scrittori francofoni della negritudine come Aimé Cesaire e Jean-Joseph Rabéarivelo. Alexander descrive i loro temi dell’isolamento cosmico dalla società e della scoperta interiore come una “metamorfosi alchemica”. Gran parte del lavoro di Alexander è caratterizzato da questo potente mix di metafora e sofisticato linguaggio scientifico.

Kaleidoscopic Onniscience: Asia & Haiti / The Stratospheric Canticles / Impulse & Nothingness, Skylight Press, 2012 è uno dei numerosi libri  scritti nell’ultimo decennio, tra i quali anche At Night on the Sun.  Chax Press, 2017.; Colloquy at the Abyss. (Conversation with Harold Abramowitz) Insert Blanc Press, 2017;  Across the Vapor Gulf (Aphorisms) New Directions, 2017; Phosphenic Threadings, Evidence Publications, 2018; A Cannibal Explains Himself to Himself. (Essays), 2020;  The Elephants, (conversation with Heller Levinson) Concrete Mist Press, 2020.

 


 

 

The Final Poltergeist of Pompeii

 

In this ruthless zone of nervous brutality

all the pleasures

fiery

Draconian

Vociferous

I sit

eating magical polyps in a Pompeiian mercury shop

finding myself green

astrally elusive

an invisible proleptic enigma

seeking to make the dead take heed

to make the dead wake up & listen

as they suck through their nostrils

rich consumptions of chickpeas & vomit

 

the patricians boarding Soso’s piscatorial motifs

” their genital hairs perfumed with lascivious saffron

& myrrh

with a clandestine cynical rot

 

it is the day before Vesuvius

& giant hogs are slaughtered for numerous triclinia

& me

the poltergeist

shattering goblets

invisibly screaming

then magically slithering along the “Street of the Tombs”

to the rancid mirage of the feasts

where the women

with the sex of earthquake broaches

with a lust for suckling pigs & goblets of blood

their nipples arrayed

with wet pieces of silver

perhaps

at the villa of the Tauris’

or the Porcius’

or the Aper’s ”

feasting on spicy moray & mullet

their mouths

always spiny with anticipated carnage

discussing the exploits of Brebix & Nobilior *

reading a list from common murdering tablets

the instinctive labial twitchings

 

eyeing the buttered snails & the “beheaded birds”

while sipping on strong Falernian wines

 

& me

the poltergeist

faintly leech-coloured

my transparent ions burning with prolepsis

attempting to nudge their shoulders

with strangely mephitic gusts

yet nothing exists except indifference & bribery

the gambling schools

an ace of dice called “the throw of dogs”

wagered for sesterces & silver

 

& I flit along the “broad flags of travertine”

inside the Pompeiian Forum

its northern end propled with literal apparitions to Juno & Minerva

with my invisible citron optics

I see the spacious exchange of the “priestess

… Eumachia”

the butchered crows at the bloody macellum *

 

& me

the poltergeist

 

flitting down the Strada dell’ Abbondanza

to the Strada Stabiana south to the Caserma dei Gladiatori

watching the killers practice blows to the urinary organs

the stench of the unruly gladiators’ barracks

all of them doomed

having no eyes to see me

 

then flitting to the baths

to the thermae

the prostitutes swarming the tepidarium

their bodies adorned with jewellery & crab

heated by Venusian oysters & tumult

always in their eye

the fact of capital gain & slaughter

an imposing whore belching an eel from her thorax

another spewing figs from the creams of her life organ

& the talk is of butchery & terror

of freshly spilled intestinal seas

 

& I ramble the diaspora of the mansions

screaming in terse intuitive Latin

instinctively haunting

the lodgings of Sallust *

of the “Golden Cupids”

of the “Silver Wedding”

 

& me

the poltergeist

full of psychic curiosity

watch the buildings of “Sarno limestone” weaken

in their final scintillation of opprobrium & malice

the day before Vesuvius a

crescendo of routine & blankness

of rude stomping in the arena

of crass imperial comfort like a disease of ironic ammonia

 

& me

the final poltergeist of Pompeii screaming

at the last sun breaking up in the sea

at the last imported barbarity of tigers

at the last nepotistical confetti of political blackmail

& harassment

 

now frantic

now flitting through the Porto Ercolanese *

listening to the dead volcano groan

sprinkling acid on the revellers at Fannius Synistor’s *

waiting for the sun to blow open

for the lava to flow & turn the flesh into tufa

 

 

 

 

 

Riguardo il macchinista

Pina Piccolo

Pina Piccolo, la macchinista-madre, è una scrittrice e promotrice culturale calabro-californiana. Si imbarca in questa nuova avventura legata alla letteratura spinta dall'urgenza dei tempi, dalla necessità di affrontare la complessità del mondo, cose in cui la letteratura può dare una mano. Per farsi un'idea dei suoi interessi e della sua scrittura vedere il suo blog personale http://www.pinapiccolosblog.com

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