“Lontana m’attende la Sorella paziente” – 3 poesie di Nella Nobili (a cura di Jessy Simonini)

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*

Bologna antica così ti lasciavo

Ogni mattina dopo aver toccato

Con la punta delle dita le tue albe rose perla

Perla per la mia adolescenza austera

Tesoro che portavo con me fino all’ingresso

Della fabbrica con le sue luci elettriche

Accese per l’eternità.

 

da Quaderni della fabbrica (1948)

 

*

La ballata

 

Madre – voglio ballare !

Dammi il vestito rosso.

 

Voglio andare ballando

Sulle rotaie del tram

Per tutta la città.

 

Campanaro – suona un valzer

Dal campanile grande –

Venite tutti in piazza

A cantare e a ballare.

 

Piangeremo domani.

 

da Poesie (1949)

*

E’ passato l’inverno, sereno

Mi attende un purissimo cielo –

Nessuno, nessuno si nasconde

Nell’ombra, nessuno m’insegue

Ormai – Ho raggiunto il silenzio

Ho fermato la tragedia. Lontana

M’attende la Sorella paziente

Nel cuore della terra – La sua vena

scorre da secoli e mi chiama

per congiungersi alla mia vena.

 

da Hanna (1948-1950)

 

Per un approfondimento della figura di Nella Nobili e della sua opera leggere il breve saggio introduttivo al suo lavoro di Jessy Simonini, nella sezione Sconfinante di questo numero de La Macchina Sognante.

 

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Foto dell’autrice a cura dell’Istituto Italiano di Cultura di Parigi.

Immagine in evidenza; Foto di Melina Piccolo.

 

 

Riguardo il macchinista

Pina Piccolo

Pina Piccolo, la macchinista-madre, è una scrittrice e promotrice culturale calabro-californiana. Si imbarca in questa nuova avventura legata alla letteratura spinta dall'urgenza dei tempi, dalla necessità di affrontare la complessità del mondo, cose in cui la letteratura può dare una mano. Per farsi un'idea dei suoi interessi e della sua scrittura vedere il suo blog personale http://www.pinapiccolosblog.com

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