dal romanzo “Alfabeto Mondo” Loculo (Tito Pioli)

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estratto dal romanzo Alfabeto Mondo

LOCULO

Victor vagava per Milano in un inverno gelido, sentiva il corpo perdersi e separarsi pezzo per pezzo, Victor non aveva casa.

Una notte vide le luci del cimitero ma lui non era ancora morto, era sì morto per gli altri, ma non erano morti i suoi nervi, i suoi muscoli.
 Victor trovò quel cimitero più accogliente di altri posti per il silenzio, per la pulizia per le luci soffuse, cercava un cespuglio per la notte ma il freddo era terribile.
 Scorse un loculo vuoto, lo guardò con esitazione non si sentiva pronto alla morte a venti anni, come si poteva fare i morti tra i vivi? 
Salì su una predella e si stese dentro al loculo piano piano ma non c’erano becchini, non c’erano parenti, non c’era nessuno intorno, non c’era un funerale per la sua morte vivente.
 Tra l’esser vivi e l’esser morti bastava un colpo di reni ed eri dentro come gli altri morti, solo che tu respiravi ancora, era peggio, era molto peggio.
 Ma Victor qualle notte godeva di quel tepore, non era un male quel loculo, era una salvezza era un tetto, come se la morte regalasse tepore inaspettato. 
Ora Victor era dentro con tutto il corpo al loculo, usciva il suo respiro dal loculo, guardava fisso a quel soffitto appena rischiarato dalle luci esterne, chiuse gli occhi per la paura.
 Per la vergogna.
 Era una notte terribile, pensava ai suoi genitori, pensava che aveva fame, se lo avessero visto lì dentro, non non lo avrebbero accettato più i suoi genitori.
V ictor non si perdeva d’animo, avrebbe avuto un giorno un a casa come gli altri.
 Victor tornò più di una notte in quel loculo, e un amico gli dipinse un cielo e un sole nel soffitto di quel loculo, il giorno alle agenzie interinali a cercare il lavoro e la notte nel loculo.
 Victor sperava che la notte non tornasse più, odiava la notte.
 Ma che differenza c’era pensava Victor, forse preferiva le notti, che lì era morto, aveva un ruolo, tra i morti, un loculo, là fuori faceva finta di essere vivo, ma non era nè vivo nè morto, il loculo serviva a qualcosa, a ripararlo un pò dal gelo. 
Una mattina un guardiano scorse la sua testa uscire dal loculo, Victor era mezzo addormentato, e proprio quel giorno vennero persone a vedere quel loculo per un parente morto.
 Lui morto davvero. 
Tre quattro persone, si spintonarono davanti a quel loculo perché c’era dentro un corpo vivo, era una cosa indegna, le guardie a fatica sottraevano il corpo di Victor a quelle persone inferocite.
 Victor non urlava, parava i colpi. Si vergognava di fare il morto. 
Per poco non fecero a pezzi quel Victor. 
Quel corpo vivo morto non lo reclamò nessuno, ma il loculo lo recalamavano in molti, in un ufficio si decideva dove spedirlo, lo avrebbero rimandato al suo Paese, dalla sua famiglia, Victor che dormiva nel loculo.
Ma anche lo Stato si dimenticò di lui, ora era per le strade di Milano.
 Poi tornò in un altro loculo, Victor era là che dormiva, che mangiava dentro quel loculo che ci faceva l’amore, era un morto che faceva il vivo o un vivo che faceva il morto mica lo sapeva lui, l’importante nella vita è avere un loculo. con il sole dipinto e il cielo sul soffitto.
 Victor ogni mattina sperava fosse l’ultima in un cimitero. Che a venti anni è troppo presto per fare il morto.

Tito Pioli, tratto dal romanzo Alfabeto Mondo per gentile concessione dell’autore.

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Tito Pioli vive in collina vicino a Parma svolge l’attività di libraio antiquario, ha pubblicato racconti con le case editrici Guanda e Giulio Perrone editore; ha pubblicato nel 2015 il romanzo Alfabeto Mondo edito da Diabasis (il testo ha di recente ricevuto una recensione su mensile l’Indice dei Libri da parte del presidente del Premio Calvino Mario Marchetti).

 Foto in evidenza di Melina Piccolo
Foto dell’autore a cura dell’autore

Riguardo il macchinista

Pina Piccolo

Pina Piccolo, la macchinista-madre, è una scrittrice e promotrice culturale calabro-californiana. Si imbarca in questa nuova avventura legata alla letteratura spinta dall'urgenza dei tempi, dalla necessità di affrontare la complessità del mondo, cose in cui la letteratura può dare una mano. Per farsi un'idea dei suoi interessi e della sua scrittura vedere il suo blog personale http://www.pinapiccolosblog.com

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