Lettere da 2 poeti iraniani ai poeti italiani- Cuore di Persia (Pooneh Nedai e Shahin, a cura di Teatri di Vita )

lettera

 

Nel nome di Dio

Punto zero di coscienza

 

Caro poeta italiano!

Salve!

Mi chiamo Pooneh. E’ il nome di un fiore che cresce naturalmente accanto al fiume.

Sento che ci sono alcune invisibili connessioni nel mondo che un giorno scopriremo o rimarranno sconosciute.

Quando ho pubblicato alcune mie poesie nella mia rivista letteraria “Shokaran”, non potevo immaginare che un traduttore iraniano a Padova, Kambiz Tashayoee, trovasse una copia della rivista e traducesse le mie poesie in italiano, che all’epoca, nel 2003, furono pubblicate sulla rivista “Punto di vista”.

E poi, l’altra settimana, mentre ero seduta alla scrivania al giornale e guardavo i piccioni mangiare i loro semi, ho ricevuto una chiamata da un mio collega giornalista, che mi chiedeva di scrivere una lettera a te, a uno sconosciuto poeta italiano.

Ora sto seguendo il filo delle mie invisibili connessioni con l’atmosfera letteraria italiana.

*

Ciascuno ha la sua vita quotidiana, ma alcuni di noi vedono la luce del sole prima degli altri. Alcuni faranno esperienza dell’oscurità prima degli altri. Noi creature risediamo tutte nell’universo, ma alcune appaiono in corpo umano, altre con il volto di fiore, altri come gatti, e altri ancora fanno esperienza della loro esistenza in forma di nuvola.

*

I poeti possono sentire come ci sia vita in ogni cellula di un tavolo di legno, sebbene altri chiamino un tavolo o una tazza “creature inanimate”. Noi sentiamo quanto siano vive. Noi possiamo udire il grido di un foglio quando viene strappato…

A tale livello di sentimento, ci sono molti suoni e sentimenti, oltre al peso delle memorie sul cuore e sulla mente di un poeta, che può creare un’atmosfera speciale per loro, difficile da capire per gli altri. In questo caso, se sei un poeta e al tempo stesso hai bisogno di lavorare nella società, hai bisogno di vestire una maschera. Una maschera! Che un poeta evita di indossare. Un poeta resiste a indossare una maschera, ma gradualmente, se vuoi sopravvivere, la società ti forzerà a indossarla. E un giorno, scoprirai di essere sotto molte maschere, sotto la pressione della perdita di te stesso.

Sì, in questi giorni sto provando a trovare il mio io interiore perduto. Ogni giorno il mio gatto mi fa ricordare come sono lontana da una vita poetica. Salta liberamente tra i fiori e segue una farfalla. E’ pieno di delizia nella sua esistenza. Può avvertire la vita nell’attimo.

Quando gli do da mangiare, non è preoccupato del pasto successivo. Un gatto non ha paura del suo futuro. In effetti non è consapevole del suo futuro, mentre l’essere umano è pieno di paura, pieno di pensieri sul futuro.

*

Caro poeta italiano,

nel misticismo iraniano, abbiamo grandi poeti come Molana e Khayyam. Loro invitano gli esseri umani a vivere il momento. Loro credono che la chiave della libertà spirituale sia comprendere la Potenza dell’Adesso.

Hanno scoperto le connessioni invisibili di tempo e spazio e tutte le creature. Ti scrivo nella mia vecchia casa, in cui posso sentire gli uccelli cantare fuori, mentre tu leggerai la mia lettera in Italia mentre starai bevendo una tazza di caffè. Saremo connessi in momenti diversi del pensiero, della scrittura e della lettura. A volte, il tempo ha una definizione differente. Il tempo è il punto zero della coscienza.

Ricordami

Che io sto sulla terra

Non ho ragione di toccare il suolo

Sono perduta nell’aria polverosa

Provo a cercare segni del mio corpo

Perduti nella foresta

Ricordami

Che sono un essere umano

Con un cuore che batte

dentro una gabbia

I miei migliori saluti,

Pooneh Nedai

(Teheran, 23 giugno 2016)


Un saluto a te mio caro amico poeta mai visto!

Io sono un poeta dall’ Iran. La terra della cultura e civiltà, la terra degli ariani e di Ahura Mazda. Un paese con una storia millenaria che ha avuto poeti come Saàdi, Hafe, Maulana, Ferdoosi, Attar…

Io sono un giovane cantautore con la passione per la poesia fin dall’adolescenza. E ho cominciato a scrivere i miei versi subito da quel periodo. Ora sono un giovane alla soglia di 30 anni e sono più maturo; ma tagliano la testa della mia matita e mi censurano.  Io non posso pensare né nella mia poesia e nemmeno nella mia fantasia a tutto quello che per loro è proibito. Se parlo del bacio o persino di un abbraccio amorevole, sarò rimproverato e mi puniranno e mi attaccheranno l’etichetta di “corrotto”. Loro non conoscono l’amore. Non si sono mai innamorati e nessuno li ha mai amati.

Chi non prova mai l’amore come può vivere?

Non solo quelli che censurano pensano così. La maggior parte del mio popolo sono censori e ti giudicano se parli del bacio, dell’abbraccio… (vedi anche io mi autocensuro in questa lettera… perché non voglio che tu pensi che io non sono una persona perbene)

Beato te che vivi in un paese in cui i suoi poeti non portano mai etichette di questo genere.

Il popolo del mio paese non è mai stato censore, non è mai stato corrotto, ma pian piano lo siamo diventati. Ci hanno costretti a dimenticare la nostra cultura, a calpestare l’arte e a cominciare ad attaccarci a vicenda.

La mia gente è molto brava a scordarsi le cose. Come se tutti all’improvviso ci fossimo ammalati di Alzheimer.

Ci siamo sommersi nelle parole, nelle cose, tanto che molti di noi si sono scordati dell’arte.

Passiamo ore e ore a discutere su frasi come “l’arte è per l’arte” o “ l’arte è per la politica e per il paese”.

Ma il tuo compito è fare l’arte poetica e lo devi portare a termine con tutto il tuo essere. E anch’io per compiere il mio compito devo combattere, e lo farò fino alla fine.

Qui la maggior parte dei poeti porta avanti il suo lavoro restando da parte, ma almeno così riesce a fare quello che vuol fare. Anch’io sto seguendo la loro strategia. Sono convinto che poeti come te sapranno che un giorno c’erano dei poeti che, nonostante il pericolo della censura, tagliante come un rasoio affilato, e nonostante tanta oppressione, sono riusciti a creare le loro opere d’arte difendibili e persistenti, e grazie a esse hanno invitato le nuovi generazioni a combattere contro l’ignoranza che governa.

I poeti come Ahmad Shamloo, Nima Youshij, Mahdi Akhavan Sales, Hooshang Ebtehaj, Simin Behbahani e altri, in Iran hanno cercato di mantenere la loro arte e nel frattempo continuavano a combattere contro l’ignoranza diffusa in tutto il corpo della società del periodo in cui vivevano.

Grazie per avermi ascoltato  con pazienza. Spero che arrivi il giorno in cui tutti i poeti del mondo possano scrivere i loro versi in totale libertà senza avere paura della censura, della prigione e delle torture.

Manda i mei calorosi saluti a tutti i poeti liberi e liberali del mondo.

Il tuo nuovo amico Shahin

 

Pooneh Nedai ha scritto diverse raccolte di poesia, è caporedattore di diverse riviste culturali (“Shokaran”, “The Blue Silk”) e traduttrice dal coreano.

 

 

Lettere Dal Fronte Interno

DIALOGO A DISTANZA CON L’IRAN
OGNI SERA, PRIMA DELLO SPETTACOLO, VERRÀ LETTA UNA LETTERA SCRITTA DA UNA PERSONALITÀ IRANIANA O DA UN RAPPRESENTANTE DEL MONDO CIVILE E INDIRIZZATA A UN BOLOGNESE. E’ L’OCCASIONE PER CREARE UN IDEALE PONTE TRA L’IRAN E BOLOGNA, ATTRAVERSO RACCONTI DALL’INTERNO, IN PRIMA PERSONA.
IL TITOLO DI QUESTA SEZIONE DEL FESTIVAL È MUTUATO DA UN LIBRO DI RACCONTI IN MUSICA DI STEFANO TASSINARI, A CUI QUESTO PROGETTO È IDEALMENTE DEDICATO.

Ripubblicato per gentile concessione di Teatri di Vita, organizzatori di Cuore di Persia  http://www.teatridivita.it/cuoredipersia/da-poeta-a-poeta/

 

Foto in evidenza di Melina Piccolo.

 

 

 

 

 

Riguardo il macchinista

Pina Piccolo

Pina Piccolo, la macchinista-madre, è una scrittrice e promotrice culturale calabro-californiana. Si imbarca in questa nuova avventura legata alla letteratura spinta dall'urgenza dei tempi, dalla necessità di affrontare la complessità del mondo, cose in cui la letteratura può dare una mano. Per farsi un'idea dei suoi interessi e della sua scrittura vedere il suo blog personale http://www.pinapiccolosblog.com

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