L’aria ricamata dai pistilli, poesie di Patrizia Laquidara

Photo 19-08-2018, 12 16 10 AM

SEGNI D’ACQUA

“oggi abbiamo mangiato i nostri parenti”

mi sussurri all’orecchio

mentre pensi alla tua immortalità

dopo una cena di vino bianco e gamberi

e  ci avvinghiamo

su lenzuola umidiccie

di alghe e larve di insetti

rotolando e

avviluppandoci

tra piccoli pesci

intrappolati

quaggiù

nelle  reti

del materasso

Sai tu

quali notturni richiami

e segrete danze

produciamo?

con lo sbattere

dei nostri addomi molli

e lo sfregare

di scudi ossei e corazze

e il cingere

di chele e tenaglie

e il pungersi

di code ed aculei

qui, stringendoci

nelle acque profonde

di stagni

nidi

velenosi

scuri fanghi

qui,

sotto

infiniti tropici

luminose stelle

Primavera

Quel che consola

e’ il semplice stare

dei fiori

il dorato

altare spalancato

alla luce

il tramestio minuto dell’officiante ape

che succhia sostanze

tramuta granelli

gingilli, particelle

in verdi formule

Quel che consola

è  il vibrante restare

dei petali

l’aria

ricamata dai pistilli

arditi e  solenni

infiniti  alfabeti – tutti

tutti  vegetali

creature piccole, vite antenne

voi, custodi

del mondo

consolate

questa carne

terrestre

il dolente umano

voi reami di stimmi

bagnati di larga

larga

primavera

 

Beth

E’  il momento

bisogna  spostare l’auto

l’uscita è  molto stretta

si rischia la carrozzeria

dopo anni di gravidanza

sto finalmente

partorendo

me stessa

Ora

che tutto è

di carne il linguaggio

punti, merletti, cuciture

drenaggi di fluidi

fessure

ora

appare laggiù

il futuro

da un dove

che non conosco

Combatti

e non lo dai a vedere

piastrine, globuli, fosfatasi

un assalto

di cellule guastate

E’ piena battaglia

nei territori oscuri

giù in fondo

ma fuori

sulla pianura di pelle

uno splendore quieto

T’illumina

(sembra esserti deposto sugli occhi da un essere di luce)

 

 

 

La fine dell’amore

Il cordone
l’hai appena reciso
tra poco si sarà seccato.

Per ora è qui

pulsante
accanto

al mio corpo spezzato

Non è  mai sceso
il figlio

Come in una  gravidanza
isterica
le mie gambe
spalancate sul nulla.

Patrizia-151
 Patrizia Laquidara, nata per caso a Catania, sotto il segno dello scorpione. Da bambina giocava con le bambole ma avrebbe preferito il calcio. Patrizia Laquidara è cantante, autrice, compositrice e scrittrice. Ha pubblicato quattro album a suo nome ricevendo apprezzamenti e riconoscimenti sia dalla critica sia da importanti festival musicali italiani (tra tutti la Targa Tenco 2011 come migliore album dialettale, il premio della critica di Sanremo 2003, il festival miglior canzone di Recanati 2002).
Spazia dalla canzone d’autore alla musica popolare, alla sperimentazione vocale. “Poetessa di estrazione maudit”, così viene definita per la sua scrittura, è considerata una delle punte di diamante tra le cantanti autrici italiane. Scrive poesie un po’ per diletto un po’ per necessità. Nel 2019 uscirà il suo primo libro di racconti, pubblicato da una importante casa editrice italiana.

Foto dell’autrice di Michele Piazza.

Immagine in evidenza: foto di Tracy Allen.

 

 

 

Riguardo il macchinista

Walter Valeri

Walter Valeri, MFA, MAXT/ART Institute at Harvard University in drammaturgia. Ha fondato nel 1973 a Cesenatico la rivista Sul Porto, del fare cultura in provincia. È stato assistente personale di Dario Fo e Franca Rame dal 1980 al 1995. Nel 1981 con Canzone dell’amante infelice (Guanda) ha vinto il premio internazionale di poesia Mondello. Nel 1985 a Londra ha fondato e diretto la rivista indipendente Il Taccuino di Cary. Nel 1990 ha pubblicato Ora settima (Corpo 10) con la presentazione di Maurizio Cucchi. Ha scritto vari saggi fra cui Franca Rame: a woman on stage (Perdue University Press,1999), An Actor’s Theatre (Southern Illinois University Press 2000), Donna de Paradiso (Editoria & Spettacolo 2006), Dario Fo’s Theatre: The Role of Humor in Learning Italian Language and Culture (Yale University Press, 2008). Ha fondato e diretto dal 2000 al 2007 il Cantiere Internazionale Teatro Giovani realizzato dalla Città di Forlì e Università di Bologna. Nel 2005 ha pubblicato l’antologia di versi Deliri Fragili (BESA). Ha tradotto vari testi di poesia, prosa e teatro, tra cui RequiemTedesca di James Fenton, Carlino di Stuart Hood, Adramelech di Valére Novarina, I Ciechi di Maurice Maeterlinck, Knepp e Krinski di Jorge Goldemberg, Nessuno Muore di Venerdì di Robert Brustein. Nel 2006 ha fondato il Festival internazionale di poesia Il Porto dei Poeti. Ultimi versi pubblicati Visioni in Punto di Morte (Nuovi Argomenti, 54, 2011), Another Ocean (Sparrow Press, 2012), Ora settima (seconda edizione, Il Ponte Vecchio, 2014), Biting The Sun (Boston Haiku Society, 2014), Haiku: Il mio nome/My name (qudu edizioni, 2015). Collabora alla rivista teatri delle diversità e Sipario. È membro della direzione del The Poets’ Theatre di Cambridge. Vive negli Stati Uniti e insegna al Boston Conservatory e MIT.

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