La guerra ancora (Flore Murard-Yovanovitch)

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La guerra ancora

L’invisibile diventa palese nelle ore della fine di Mare Nostrum, l’omissione di soccorso è stata decisa a tavolino. Ripresa dei respingimenti collettivi. Emersione della Frontex – Frontiera.

La logica della negazione è la guerra. E come da buona logica, la negazione dell’invisibile, si concretizza nella violenza. Annullare psichicamente l’altro sfocia nell’aggressione manu militari.

Il punto cieco, il rimosso della verità della nostra civiltà, si manifesta con un brusco esito distruttivo. La pulsione psicopatologica che scavava un abisso nella cultura occidentale si sprigiona in un’aggressione violenta nel Mediterraneo. L’invenzione dell’invasione diventa costruzione della frontiera liquida. I migranti profughi vengono intrappolati tra due fronti, le guerre e le dittature alle spalle, le alte mura dell’Europa di fronte. Sarà ecatombe.

La materializzazione del Fascismo della Frontiera – il grumo di prassi violente, di frontiere, abusi, maltrattamenti, uccisioni, uomini uccisi dal filo spinato occidentale – si palesa nella nuova strategia europea di esternalizzazione delle frontiere nei lager in Nord Africa. Prima di essere dichiarata, per mesi era stata de facto guerra ai migranti.

Il Mediterraneo è diventato un fronte.

Il vero è un momento del falso. Durante tutto il 2014, si è giocato su questo filo falso/vero, salvataggio/annegamento, oscuramento della verità, censura di strani e ripetuti naufragi, fino ad una media di uno al giorno, organizzati sulle coste libiche e tunisine, che hanno tutta l’apparenza di una strage organizzata. Speronare navi, farle scomparire, respingere. Desaparición generalizzata. Le vittime: migranti senza nome. L’affare è fatto. Le navi di salvataggio sono navi militari, hanno girato la prua verso il nemico.

Il terrore occidentale dello spostamento di popolazioni dal Sud, da luoghi poveri verso quelli ricchi. Invece di cogliere nella migrazione una opportunità per superare la crisi di identità occidentale, la vecchia Europa cristiana, antistorica, malata del fantasma di essere presa d’assalto e di perdere la propria fragile identità, riarma le frontiere e spara al soggetto storico nuovo.

“L’umanità ridotta al monologo. Credete che tutto ciò non si paghi? La verità è che in questa politica è iscritta la perdita dell’Europa stessa, e quindi l’Europa se non sta attenta, soccomberà del vuoto che ha fatto intorno a sé.” (Césaire)

Negando il soggetto storico migrante, l’Europa che ha fatto il vuoto intorno a sé è condannata a perdere se stessa, a perire del proprio violento monologo.

La negazione produce la guerra.

 

Flore Murard-Yovanovitch

Roma, 7 Aprile 2015

Piccolo Mosaico del Disumano, Parte II

Progetto Grafico, Marta Magister

da “La negazione del soggetto migrante” per gentile concessione di Stampa Alternativa. Per il testo integrale seguire questo link https://www.bookrepublic.it/book/9788862224956-la-negazione-del-soggetto-migrante/

 

tiberina

 

Flore Murard-Yovanovitch: Scrittrice e giornalista freelance francese, specialista dell’immigrazione. È l’autrice di “Derive. Piccolo mosaico del disumano” (Stampa Alternativa, 2014). Suo ultimo lavoro è il manifesto-libro “La Negazione del Soggetto Migrante” (2015).

Foto in evidenza di Melina Piccolo.

Foto dell’autrice  a cura di Flore Murard-Yovanovitch.

Riguardo il macchinista

Pina Piccolo

Pina Piccolo, la macchinista-madre, è una scrittrice e promotrice culturale calabro-californiana. Si imbarca in questa nuova avventura legata alla letteratura spinta dall'urgenza dei tempi, dalla necessità di affrontare la complessità del mondo, cose in cui la letteratura può dare una mano. Per farsi un'idea dei suoi interessi e della sua scrittura vedere il suo blog personale http://www.pinapiccolosblog.com

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