“IO SONO UN DROGATO”- monologo di migrante, a cura di Raffaella Piazzi

Pushers stocking feet

 

Mi hanno detto “Se ti guardo negli occhi io vedo che oltre allo sguardo di chi non sta bene nascondono altro”.

Ma che cosa vuole dire sta frase?

I tuoi occhi sono così pieni di dolore che fatico a mantenere lo sguardo e se lo reggo senza pensare che stiamo giocando a chi resiste di più mi sento male anche io perché in fondo quello che stiamo facendo noi non è sentire il male degli altri e farlo nostro? Noi non siamo qui in fondo per  empatizzare”?

Io in realtà sono un drogato. Mi hanno detto anche questo! “tu sei un drogato!” forse nei miei occhi si vedono le droghe che ho preso e prendo tutti i giorni?

C’è chi mi vuole analizzare studiare, quasi fossi interessante da capire!

Mi sento dire “Tu fuggi da tutto … sei diventato un fuggitivo dal momento che hai lasciato la tua casa la tua terra la tua vita! Stai vivendo la negazione del dolore la fuga dall’orrore e la paura di essere solo perché non c’è più casa non esiste più nulla di quello che c’era prima. Non c’è il prima …non c’è il dopo. Ed io ti capisco

 

Lei o lui (uguale) mi capisce! Beh, io ho voglia di drogarmi per? Non lo so mi sono dimenticato il vero motivo e lo faccio perché devo e come potrei fare altrimenti? Ho male, ecco ho ricordato il perché mi sto drogando, mi sto annullando, voglio solo cancellarmi e cambiare nome vita esistenza …spegnere il bottone e lasciare fuori tutti e tutto anche …proprio tutto!

E lui o lei continua parlando con me dicendo che: “forse annullarsi non è una idea sbagliata o forse si è l ‘idea peggiore che tu potessi avere perché non vai a cambiare nulla …ti sospendi per un po’ …per un po’ non sei tu ma tu esisti sempre e comunque ed io mi ricordo di te! Io ti guardo e ti vedo non ti posso dimenticare mai più!”

Il problema forse è che io non vivo bene con nessuno e nemmeno non convivo bene con me stesso, e se resto solo mi incollo al telefono e chiamo tutte le persone che conosco e mando messaggi vocali, scrivo parole gentili e faccio videochiamate a chi non sento da un po’, cosi mi invento la vita che non ho e la faccio sembrare vera quando è finta e di plastica.

E forse non  ho amici veri intorno a me, forse tutti sono falsi e finti e comunque sono io che non esisto non è colpa degli altri. La colpa non so nemmeno se sia mia, ma forse è colpa del destino si dice cosi. Sì, maktub che per me questa vita non sia vita, sia una farsa …e la mia famiglia non capisce, si aspetta da me che io sia normale ,come è solito che sia un figlio o un fratello …ma io ora mi sento difettoso e guasto, io non sto bene. Fumo più che posso le canne …canne da cannabis un diminutivo affettuoso ..io fumo molto spesso …beh tutti i giorni perché mi aiuta a rilassarmi! Poi prendo anche il Tramadol e poi prendo anche la morfina: mi avevano aiutato cosi tanto quando ero in ospedale ricoverato quando dovevo non sentire il dolore lancinante che mi affliggeva ovunque anche se in realtà mi avrebbe poi dovuto fare male solo la schiena, e magari la testa, ma io sentivo male dappertutto dalla testa alle unghie dei piedi …niente del mio corpo era più mio, me lo avevano rubato. Prendo di tutto, in realtà sono diventato un drogato!

Io ero piccolo in fondo ..piccolo per voi che vivete qui ..da noi a vent’anni sei vecchio, molti hanno già una famiglia e dei figli e molti hanno già visto la guerra da anni e sono così abituati a vedere morire la gente che poi gente proprio non è, perché la gente spesso sono le mamme le famiglie intere e gli amici i parenti per cui nemmeno gli estranei per cui ti commuovi, meno no da noi muoiono proprio i CARI proprio quelli che sono parte della tua cerchia di conoscenze dalla nascita, di cui rimani sorpreso a sapere che è morto, ma poi nemmeno più di tanto perché ci sei praticamente abituato e ti sorprendi quasi di più a sapere che uno è ancora vivo …No, dai Mohammad è vivo? Incredibile in una terra dove tutto viene spazzato via come si facessero le disinfestazioni dei ratti degli scarafaggi …esseri umani uccisi ed eliminati senza troppo rumore, se non quello monotono e costante delle bombe, delle pallottole che vengono sparate da anni tutti, proprio tutti, i giorni.

Prendi ciò che puoi perché anche se i medici dicono che il dolore è passato (quale dolore mi continuo a chiedere io?), in realtà senti sempre un male cosi forte da non riuscire a dormire, non si riposa praticamente più oltre agli incubi, si sente proprio male alla pelle, dappertutto non in un punto specifico, per cui meglio prendere qualcosa oggi sperando passi domani, ma domani è uguale ad oggi e si continua un giorno attaccato all’altro, una noia mortale perché non c è’ speranza, non si vede la luce e si va avanti e già sono più vecchio di ieri che avevo 20 anni ma dovrei sentirmi giovane, come quelli di vent’anni qua ,ma io mi sento già pronto per morire. Sì, perché forse poi mi dico che è meglio riposarsi per sempre, è così faticoso andare avanti così …con tutto questo male addosso!

La guerra ti uccide tante volte non solo una, e sei cosi stanco di farti uccidere che arrivi ad un punto in cui vuoi farlo tu stesso …khalas!

 

Ci ho anche provato un po’ di volte (non le ho contate ..) a dire khalas. Perché wallah non è facile stare qui così dove tutto è impossibile e non si riesce nemmeno a respirare perché anche respirare richiede forza e coraggio.

Io sono stato molto coraggioso, a casa mia ero una specie di persona a cui ispirarsi … L’uomo eroe! E’ triste il paese che ha bisogno di eroi …Lo so è vero. Perché se si parla di eroi ed eroine dobbiamo non dimenticare che si parla anche di guerra

E qui gli altri mi guardano e pensano meskin! Poveretto …che sfortuna!

Sono grato quasi alle mie medicine, alle mie pillole, alle mie fialette, le sento come quasi fossero le mie migliori amiche e forse non va bene che io la pensi così ma nessuno poi mi ha mai dato o detto una soluzione alternativa …nessuno che mi suggerisca una nuova idea…e voi che mi guardate gli occhi che sono rossi quasi sempre sul punto di piangere lacrime che non ci sono più da un pezzo, ditemi voi che cosa posso fare io?

 

 

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Raffaella Piazzi nata a Bologna laurea in lingue presso l’Università di Bologna dove ha anche conseguito una laurea in Educatore sociale. Da anni attiva nel mondo del volontariato prima nell’ambito dei “special needs” poi nell’inclusione sociale nel senso più ampio del termine. E’ una bridge builder, una costruttrice di ponti! Attivista dei diritti umani collabora con gruppi ed associazioni nel supportare i migranti.

 

 

 

 

 

 

Immagine di copertina: Foto di Marvin Collins.

 

Riguardo il macchinista

Pina Piccolo

Pina Piccolo, la macchinista-madre, è una scrittrice e promotrice culturale calabro-californiana. Si imbarca in questa nuova avventura legata alla letteratura spinta dall'urgenza dei tempi, dalla necessità di affrontare la complessità del mondo, cose in cui la letteratura può dare una mano. Per farsi un'idea dei suoi interessi e della sua scrittura vedere il suo blog personale http://www.pinapiccolosblog.com

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