Intervista a Daria Spada e Maksim Cristan del “Concertino dal balconcino” (di Pina Piccolo)

DariaMaksim

Per fruire al meglio la nostra mini-intervista consigliamo di guardare

prima questa video-intervista:

Mini-intervista a Daria Spada e Maksim Cristan del “Concertino dal balconcino”

 

1)Pensando a voi due come coppia di vita e di lavoro artistico,  dopo avervi visti come performer dal vivo, mi viene in mente la vostra unione come sfida a tutto ciò che è ritenuto canonico, armonioso, ‘comme il faut’, partecipe invece di una tendenza che caratterizza i nostri tempi, cioè, siete come un fiume in piena, energico, imprevedibile che sradica e costruisce allo stesso tempo. Su questo sfondo, tenendo presenti questi elementi, parlate un po’ di punk-lirico, concerti dal balconcino:

 

Daria Spada e Maksim Cristan Siamo una coppia come vorremmo essere, vitale perché vogliamo vivere insieme qualcosa di speciale. In questo senso la nostra ricerca segue un percorso che ha senso, o ci sembra che ne abbia: il nostro gruppo punklirico e l’esperienza del Balconcino nascono dalla necessità e volontà in quanto musicisti di fare almeno un concerto a settimana, nel modo più immediato e facile che si possa immaginare, ovvero dal proprio balcone, attirando il pubblico nel cortile, in attesa di ottenere palchi migliori. Continuarlo seppur nella difficoltà di esposti, d’indagini e minacce più o meno velate, è stato molto punk, ma era l’unica cosa che avesse senso.

 

 

2) “Questo cortile non è una discarica”, secondo voi come si evita di creare discariche formando invece comunità anche in contesti che potrebbero rivelarsi conflittuali, nel pieno di crisi economiche che forniscono l’alibi a chi ha il potere per restringere ulteriormente gli spazi culturali? Secondo voi l’esperienza del balconcino è riproducibile in altre città oltre Torino? Siete in contatto con tentativi simili in altre città di recuperare spazi non canonici per la cultura, tipo le letture nei cortili di Milano?

 

DS &MC: Noi pensiamo che il nostro esperimento vada in direzione di combattere la tendenza all’isolamento e al diffuso sentimento di paura che regna nelle nostre vite e dunque anche nei nostri condomini, dove lo spazio comune è inteso come di nessuno: infrangere questo tabù, occupare uno spazio e un tempo, seppur dal proprio balcone, per fare arte, ha polarizzato le opinioni dei condomini del nostro stabile, e ha portato a noi il disagio di doverci difendere (con successo) dall’accusa di disturbo alla quiete pubblico. Sicuramente Torino ci ha ispirato, ma altrettanto certamente cantare dal balcone non è reato.

Non siamo in contatto con progetti istituzionali simili, ma siamo stati invitati e premiati per la nostra iniziativa dal Mei di Faenza, dalla rivista Vita di Milano, da Smart City Exhibition di Bologna; nella nostra città appoggiamo esperienze di occupazione che si occupano di risolvere un problema reale e avviare un percorso di socialità attraverso il riutilizzo di spazi “non canonici”.

[vedi servizio video di Murat Cinar Concertino dal Balconcino – INTERVISTE AL PUBBLICO di Murat Cinar ]

 

 

3) Ho avuto il piacere e l’onore di partecipare ad uno dei vostri “concerti dal balconcino” a ottobre di quest’anno. Una cosa che mi ha colpito era la sua somiglianza da un lato al cabaret e dall’altro anche al “varietà” una forma artistica che è stata molto popolare in Italia e che viene riproposta, con successo in forme sempre nuove, attraverso la televisione, i talent show, etc. Nei “concerti” che organizzate fate un attento dosaggio dei vari elementi o ci arrivate grazie ad una fortuita e fortunata alchimia? Lo chiedo perché avendo organizzato eventi so che è facile perdere “il pubblico” mentre voi, mi pare siate in grado di mantenerlo e farlo crescere. Immagino che per arrivare a questi risultati lavoriate anche in gruppo e su base volontaria. Come riuscite a mantenere il livello di energia e di entusiasmo verso l’iniziativa, nel tempo?

 

DS&MC: Il Balconcino ci ha dato sempre, anche quando il pubblico era nell’ordine di unità, motivi sufficienti per ripeterlo la domenica successiva. Oggi, a distanza di 4 anni, attorno al Balconcino si è costituita una cellula di 10 artisti che ogni domenica si esibiscono insieme ad altri ospiti. Ci prepariamo al meglio e ci preoccupiamo di proporre una scaletta in cui gli ospiti siano ben assortiti. Ci prendiamo sul serio e ci divertiamo. Poi c’è il pubblico, sempre numeroso e coinvolto, si crea una alchimia che ci mancherà, adesso che smetteremo.

Per un esempio della forma ‘varietà’ del concertino al balconcino guardare la registrazione della puntata del 4 novembre, 2014 https://www.youtube.com/watch?v=PYii3SHT8Lo

 

4) Il fatto di operare in una città come Torino caratterizzata storicamente come città di immigrati e di operai vi ha in qualche modo fatto da sponda nella vostra ricerca di contaminazioni, nell’apertura verso ciò che succede negli altri paesi? Vi è stato utile nella proposta di quello che potrebbe sembrare una “stramberia” (mi viene in mente il “punk-lirico”;-))) agli occhi della cultura ufficiale “alta”?

 

DS&MC: Sicuramente Torino è una città in cui la contaminazione rende meno strambo un progetto come il nostro: il condominio è la prima cellula sociale, dove vigono normalmente diffidenza o indifferenza, guardarsi meglio non può che farci bene. Per il resto, secondo me, la cultura alta sta con noi.

 

Ringraziando Daria Spada e Maksim Cristan per la loro disponibilità, poiché  l’ultimo concertino ‘regolare’ dal balconcino si è svolto il 27 dicembre 2015, invitiamo i lettori a guardare la galleria di immagini da uno dei concerti del 2012 http://maksimcristanconlaspada.blogspot.it/2012/03/mccs-in-concerto-torino-giovedi-29.html  e a contattarli per concerti, proposte e interviste, tramite il loro blog http://www.maksimcristanconlaspada.blogspot.it/

 

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Riguardo il macchinista

Pina Piccolo

Pina Piccolo, la macchinista-madre, è una scrittrice e promotrice culturale calabro-californiana. Si imbarca in questa nuova avventura legata alla letteratura spinta dall'urgenza dei tempi, dalla necessità di affrontare la complessità del mondo, cose in cui la letteratura può dare una mano. Per farsi un'idea dei suoi interessi e della sua scrittura vedere il suo blog personale http://www.pinapiccolosblog.com

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