Inediti di Valentina Lombardo – dalla quinta edizione di Muri di Versi Via Fondazza 29 e 30 giugno 2019 – selezione di Bartolomeo Bellanova

seaward gun port

Finestra amore

È tutta una simmetria

questa vita

come crepuscolo

che si frantuma

in luce,

come vento

mutato

in aria.

Bologna, marzo 2019

***

Cantarono gli Dei delle forme splendide del Paradiso; ne cantarono con il cuore colmo di gioia, gli occhi pieni di vita.

Forse è così che son nati gli uomini: Dei assuefatti dalla bellezza di questo nostro mondo, tanto da privarsi dell’Olimpo per poter essere umani, per sentire la terra fra le mani, la luce del sole sulla pelle e respirare l’aria degli alberi.

Forse è/era questo il Paradiso e forse la società ne è l’Inferno.

Bologna, giugno 2019

***

Carte da gioco

Mediterraneo

In terra d’oltre mare

ho udito cantare

di uomini stanchi

di non ascoltare

di chi si fa massacrare

nell’acque d’un mare

che ci fa annegare

nel falso ideale

di ciò che giusto è fare.

****

 

I silenzi della mia mente

si strappano tra le angosce

stridule di suoni

che martellano ritmi

soffocanti in cui

l’anima mi si corrode

e piango lacrime di sale amaro;

il mio corpo è morto

sformato in forma

che non amo

che mi priva della mia virtù

rassegnandomi al mare

unico a svestirmi

ad amarmi tra le acque in tempesta;

(Oh mare) fammi annegare

cullandomi fra le irose tue onde

sradicandomi come fece Tempesta

soffio tedioso

caos afoso.

Psiche malata uccide

mente perisce

in me essere finito

animo infinito e volerò

libera come i gabbiani:

Taci, odi, respira

salsedine nei polmoni,

vola,

l’aria spinge sotto le ali,

le dita sfiorano l’acqua

il sole riscalda la pelle,

natura simbiotica

equilibrio divino.

Casta bianca

vergine puttana,

seno turgido,

spalle aperte

e ti respiro come la neve

pelli nude attaccate:

natura alla natura

corpo al corpo,

e il vino scorre come il sangue

della tua erezione,

scorre in noi tra le gole secche,

le labbra rosse,

le vene gonfie

e ci inebria

ci libera

lo senti il piacere?

Arance innevate

trascinatemi tra le onde

del mio mare

tra la cantilena del mio dialetto

Respiro i limoni

campagne verdi

erba secca

acqua tiepida.

Lava secca mutata in pietra

nel mio cuore

le parole

nei miei sogni

l’illusione.

Isola lontana,

isola massacrata

fimmina cammurriusa

macci affettuosa

cullami ancora

uccidimi come già hai fatto

abbandonami all’insulso

mio ideale di libertà

e trascinami nel tuo ventre

sudicio d’omertà

tra il tuo vento

di malignità.

La morte non esiste,

la morte siamo noi, silenti

anime squarciate dai rami

secchi dell’inverno,

accecati dalla luce bianca del cielo

e vedo nebbia

e vedo neve

e vedo te,

tra la nebbia, i versi, i sensi

tra la libreria impolverata.

Tormentata anima

bugiarda, irosa,

tiranna scontrosa.

Bologna, febbraio 2018

***

Auto rossa

Ultimo giorno d’esilio

È finito il nostro tempo,

è trascorso impavido e arrogante questo tempo

ed è andato via lasciandoci qui, lasciandoti qui.

– Sei morta estate,

morta nell’esilio di questa

terra d’oltre mare. –

 

Catania, 11 settembre 2018, h 1:10

***

 

ATTO I

 

O Luna,

tu non m’ami!

– osservo il Narciso suo specchiarsi

in Mare. –

 

O Luna,

tu, così indigente d’animo,

non m’ami!

– osservo il riflesso suo

ma senza Mare. –

 

ATTO II

 

Mare mi accoglie,

mi protegge,

e mi sradica

contro le sue più massicce

antiche rocce,

mi frantuma

mi ricompone.

 

O Luna,

che osservi invana

me annegare;

 

O Luna,

che scruti impassibile

il corpo del tuo amore

sprofondare

fra le intemperie di Mare.

 

O Luna,

che ti specchi

invano

di tanto fallace dolore,

 

Or ch’in me si muore

io non odo alcun rumore [silenzio dello sprofondo]

e tu non vedi ancor questo mio dolore.

[più nessun colore]

 

– Si svela il Narciso tuo specchiarti:

Inganno di Mare. –

 

O Mare,

lasciami mostrare come appare

dal fondo del tuo (a)mare

che bisogna prima sprofondare

per riuscir poi a colorare

tutto questo, profondo, te guardare

me sprofondare.

 

Bologna,

24 ottobre 2018, in un pomeriggio caldo d’autunno

***

 

Se il mare avesse i tuoi occhi

liberi,

sconfinati,

profondi.

 

Se l’alba avesse di te la forma

calda,

sicura come

il rifugio più isolato di questo mondo,

forse a guardalo

potremmo riuscire

ad amarlo,

questo nostro mondo,

che di tutto ci priva

che d’ogni emozione

ci confina

nell’assurdo pensare

che non basta solo

l’amare.

Bologna,  marzo 2019

***

 

Penso e ripenso

fra palazzi di cemento

che forse sto mentendo

a questo mondo che non riesce più a comprare del povero frumento;

non lo sento il ricompenso

di un lavoro

semi onesto,

non vedo

il senso

di questo morir di fame

senza un compenso

che sia allo stesso tempo

un giogo del mal contento primordiale,

la fame.

È ora l’ora di smettere di sognare

una società che non vuole ammazzare

questo nostro senso popolare.

 

Fermo, (Marche)  aprile 2019

***

 

X Agosto

 

Isolati nell’universo

contempliamo

stelle ormai spente,

luci di un mondo

scialbo,

soffocato dal

tedio di uomini

esausti.

 

Catania, 10 agosto 2016, h23:45

 

Foto nell’articolo di Viviana Annio

 

IMG_1954

Nata d’inverno

cullata dal mare

fra i fichi d’india, i campi di grano

e il funesto vulcano.

Ora, fuori porta San Vitale,

vivo d’un abissale

sognare.

 

 

Note biografiche di Valentina Lombardo:

Mi chiamo Valentina, ho 24 anni e studio a Bologna dal 2016, quando decisi di intraprendere la carriera universitaria, all’Alma Mater Studiorum, in Lettere moderne. Ad oggi, dopo aver effettuato un passaggio di corso, studio Antropologia, religioni e civiltà orientali.

 

 

Riguardo il macchinista

Bartolomeo Bellanova

Bartolomeo Bellanova pubblica il primo romanzo La fuga e il risveglio (Albatros Il Filo) nel dicembre 2009 ed il secondo Ogni lacrima è degna (In.Edit) in aprile 2012. Nell’ambito della poesia ha pubblicato in diverse antologie tra cui Sotto il cielo di Lampedusa - Annegati da respingimento (Rayuela Ed. 2014) e nella successiva antologia Sotto il cielo di Lampedusa – Nessun uomo è un’isola (Rayuela Ed. 2015). Fa parte dei fondatori e dell’attuale redazione del contenitore online di scritture dal mondo www.lamacchinasognante.com. Nel settembre’2015 è stata pubblicata la raccolta poetica A perdicuore – Versi Scomposti e liberati (David and Matthaus). Ė uno dei quattro curatori dell’antologia Muovimenti – Segnali da un mondo viandante (Terre d’Ulivi Edizione – ottobre 2016), antologia di testi poetici incentrati sulle migrazioni. Nell’ottobre 2017 è stata pubblicata la silloge poetica Gocce insorgenti (Terre d’Ulivi Edizione), edizione contenente un progetto fotografico di Aldo Tomaino. Co-autore dell’antologia pubblicata a luglio 2018 dall’Associazione Versante Ripido di Bologna La pacchia è strafinita. A novembre 2018 ha pubblicato il romanzo breve La storia scartata (Terre d'Ulivi Edizione). È uno dei promotori del neonato Manifesto “Cantieri del pensiero libero” gruppo creato con l'obiettivo di contrastare l'impoverimento culturale e le diverse forme di discriminazione e violenza razziale che si stanno diffondendo nel Paese.

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