Inediti di Ariele Di Mario – dalla quinta edizione di Muri di Versi Via Fondazza 29 e 30 giugno 2019 selezione di Bartolomeo Bellanova

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Ariele poe

Ginestre

 

Sì, siamo tutti così

piccole gocce asciutte

sul finestrino di un treno,

un puzzle di anime diverse

e diverse cristallizzate fragilità.

E quando uno di noi rinuncia

alla battaglia esistenziale

forse perché stanco

forse perché cieco

(per tutti i sogni spezzati al vento)

sarà concime per tutti gli altri:

fiori di ginestre piegate

dalla tormenta della vita,

affannate, ma ancora in piedi,

ancora in guerra con sé stesse.

***

 

É un gioco di respiri

dentro

fuori

dentro

fuori:

quasi ci anneghi.

É un nuoto senza stile

la sopravvivenza di un suono

bum

bum

bum.

Sospiro.

Scelgo.

Cambio.

Affogo.

Riemergo.

Quanto può essere assordante l’abisso?

Il cielo? Il pozzo? Il nero?

Come una nave in un bosco,

mi dici

 

Ma le navi

sono destinate al mare.

***

 

 

Ombre

Noi

siamo i guardiani

di queste porte logorate

inquinate a ritmo lento.

Le nostre croste verde

scuro: testimoni dell’uomo

delle sue scelte al cianuro.

Eravamo sentinelle di un

mondo che ormai è altrove

-ora c’è schiuma, sporcizia, pudore-

Eravamo il tempo:

non rimane che, di questo,

il suo speculatore.

***

 

Portatemi tra le carcasse del mondo

a ripulirvi un po’ la coscienza,

a spolverar quella mania

di perfezione e di coerenza

inutile: c’è un cuore

sporco in ogni anfratto del mondo.

Ci sono i detersivi, le croste, i resi,

le decisioni di ogni giorno.

C’è la pentola che bolle, mentre una

chitarra suona, solitaria.

Ci son gli sguardi sul treno e quelli

di famiglia; c’è una coscienza amara.

Senti.

E i pensieri se ne vanno assieme

(a fine pasto) con la schiuma:

si cade nei portaombrelli duri,

cisterne cieche del mondo,

conche di putredine divina.

Questa è la vera città: le tubature

oscure di polvere e immondizia,

l’altro braccio del benessere

la retrostiva della giustizia.

Riconosciamo l’inferno: riconosciamoci.

E i marchi a fuoco che ci scambiamo

-le ferite vive bagnate dal tempo,

nostra più abissale responsabilità-

sapremo

che sono solo

colpi di coda

della nostra matta

paura di amare.

Amarci

permette di lavare

questa polvere in cancrena.

Come la lacrima su un masso

prima o poi

la crepa.

***

Slogan

Ho sublimato

la tristezza del mondo

in una goccia di rugiada,

l’ho sparsa sulla pelle

e l’ho sentita amara,

l’ho messa tra le vene

come una radice arsa,

bruciata,

sotto un sole che non cuoce e

tra le crepe che non si cuciono,

ed era crosta netta e chiara,

ed era ossatura viva, linfa di

sofferenza prima, noce di nudità.

E così l’ho riversata,

sofferenza del mondo,

in una diga più profonda

del suono, già stuccata con

comprensione e compassione,

riflessione su ogni uomo.

Ma la mia diga si è prosciugata

come un catino bucato dai sogni:

ne son rimaste tracce sporche

di giustizia, inappagata

dai bisogni.

Perdonatemi, vi prego,

anime stanche ma vitali,

ché la mia cisterna è perforata,

ci han scavato dentro con

cucchiai d’argento e rame,

e ora è una noce svuotata,

e ora ci hanno issato dentro

un araldo di fuoco che ne

sa di storia umana.

E intanto io percorro i suoi

fittoni di sangue e cenere

ritorti, le buche

già scavate e ricoperte.

E mi chiedo, ancora,

se c’è bellezza in questo

guscio concavo, nel nostro

lento moto

un senso buono.

***

Foto Ariele 

Foto nell’articolo di Viviana Annio

Note Biografiche:

Ariele Di Mario nasce a Pomezia, nella provincia di Roma vicino al Mar Tirreno. A 10 anni si trasferisce tra i laghi e le colline umbre, mentre da 5 anni studia all’Università di Bologna, lettere e ora antropologia. In questo continuo viaggio ciò che lo accompagna sono sempre la voglia di soffermarsi sul mondo con dei versi, con la musica o con la curiosità di conoscere le storie di vita di ogni uomo.

arielebluefire@gmail.com

 

Immagine di copertina: Foto di Marvin Collins.

Riguardo il macchinista

Bartolomeo Bellanova

Bartolomeo Bellanova pubblica il primo romanzo La fuga e il risveglio (Albatros Il Filo) nel dicembre 2009 ed il secondo Ogni lacrima è degna (In.Edit) in aprile 2012. Nell’ambito della poesia ha pubblicato in diverse antologie tra cui Sotto il cielo di Lampedusa - Annegati da respingimento (Rayuela Ed. 2014) e nella successiva antologia Sotto il cielo di Lampedusa – Nessun uomo è un’isola (Rayuela Ed. 2015). Fa parte dei fondatori e dell’attuale redazione del contenitore online di scritture dal mondo www.lamacchinasognante.com. Nel settembre’2015 è stata pubblicata la raccolta poetica A perdicuore – Versi Scomposti e liberati (David and Matthaus). Ė uno dei quattro curatori dell’antologia Muovimenti – Segnali da un mondo viandante (Terre d’Ulivi Edizione – ottobre 2016), antologia di testi poetici incentrati sulle migrazioni. Nell’ottobre 2017 è stata pubblicata la silloge poetica Gocce insorgenti (Terre d’Ulivi Edizione), edizione contenente un progetto fotografico di Aldo Tomaino. Co-autore dell’antologia pubblicata a luglio 2018 dall’Associazione Versante Ripido di Bologna La pacchia è strafinita. A novembre 2018 ha pubblicato il romanzo breve La storia scartata (Terre d'Ulivi Edizione). È uno dei promotori del neonato Manifesto “Cantieri del pensiero libero” gruppo creato con l'obiettivo di contrastare l'impoverimento culturale e le diverse forme di discriminazione e violenza razziale che si stanno diffondendo nel Paese.

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