“Il silenzio del mare” dialogo con l’autrice Asmae Dachan- Siria, rifugiati, prospettive per il futuro

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Martedì 12 dicembre, ore 18,30, L’Altro Spazio, via Nazario Sauro 24/f- Bologna

La Macchina Sognante e Amnesty UniBo dialogano con la giornalista e scrittrice di origini siriane Asmae Dachan, sul suo ultimo romanzo,” Il silenzio del mare”, sul suo blog “Diario di Siria” e sulla situazione in Siria, ripercorrendo le varie fasi del complesso processo che ha portato alla quasi distruzione del paese, lo sfollamento interno ed estero di milioni di persone,  e su quali possano essere le prospettive per il futuro.

Nel corso della serata vi saranno anche letture e proiezioni.

Qui di seguito: la sinossi del romanzo e i link ad alcuni video (il primo le manifestazioni popolari ad Hama nel marzo del 2011 contro il regime di Assad, il secondo una ricostruzione della prigione Saydnaya, conosciuta per la ferocia delle torture.


Sinossi di “Il silenzio del mare”,  Castelvecchi editore, 2017

È un romanzo che attinge alla drammatica realtà della guerra in Siria.
Due fratelli, Fadi e Ryma, si uniscono al movimento pacifista che nasce segretamente nei campus universitari e che coinvolge giovani e lavoratori. Iniziano un impegno attivo per la difesa dei diritti umani, sognando che la Siria riacquisti la libertà e si affranchi dall’oppressione della dittatura. Siamo nel 2011 e il loro sogno svanisce in breve. Scoperti e minacciati dal regime, sono costretti a fuggire dalla repressione che presto si trasforma in una feroce guerra, a cui si aggiunge l’orrore del terrorismo. Si imbarcano in Libia, alla volta dell’Italia, ma durante la traversata accade una tragedia e Fadi arriva a terra da solo. Il destino di Ryma resta avvolto dal silenzio del mare. In Italia il giovane siriano viene accolto da un pescatore e da una giovane dottoressa. I loro destini si intrecciano in modo inaspettato. Ognuno cerca nell’altro le risposte ai suoi perché, e mentre in Siria si continua a morire, un evento inatteso sconvolge la nuova vita di Fadi e dei suoi amici.
L’amor di patria e la nostalgia, il bisogno di sentirsi riconosciuti come esseri umani, la ricerca del senso della vita e della morte, intessono la trama di questo romanzo, che si ispira a storie vere.

Manifestazione popolare ad Hama, nel 2011.

Ricostruzione dell’interno della prigione di Saydnaya, tristemente conosciuta per la ferocia delle torture subite dai detenuti.

 

Riguardo il macchinista

Pina Piccolo

Pina Piccolo, la macchinista-madre, è una scrittrice e promotrice culturale calabro-californiana. Si imbarca in questa nuova avventura legata alla letteratura spinta dall'urgenza dei tempi, dalla necessità di affrontare la complessità del mondo, cose in cui la letteratura può dare una mano. Per farsi un'idea dei suoi interessi e della sua scrittura vedere il suo blog personale http://www.pinapiccolosblog.com

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