IL CODICE SEGRETO PER ROMPERE LA TERRA CON LA PENNA: POESIE DI VIVIANA FIORENTINO

FOTO 11

(Foto: dalla fotogallery di Nicoletta Lofoco)

Tra i denti

Io ti racconto e ti racconto

così il tempo passa,

e ti piace, perché poi c’è voglia

anche di questo,

di lasciarsi come squagliare

del gelo, come qualcosa di dolce

rappreso lì tra i denti.

 

Io lo so che il vento

le spore e altro e poi altro ancora trasporta.

Perché sono le possibilità

di terre, altre, e speranze

come funghi tra muschi

e sfagni e altro, altro, ancora.

 

Come quella luce che è bianca in te,

che è venuta lei fuori dal seme

di quel dolore che avevi sepolto

nel tuo cuore fatto latente

occulto come pietra.

 

 

Rosa

Perché poi tutto il rosa

se ne è andato sotto la pelle

a commemorare eventi del cuore,

i luoghi che abbiamo certo avuto

in una pompa di sangue e tessuti,

ed è ritmo costante.

 

Perché poi sono scesa a riva e ho visto

quella stessa pece che da bambina

mi si attaccava alla pelle dei piedi,

e non vi è dubbio che anche era quello

un posto tra la carne e il cuore.

 

Perché a volte capita anche questo,

ci si lascia scendere,

le maniglie del cervello slegate,

il delirio della gioia, il frastuono

come è di una essenza.

 

E anche tra le perle delle scelte,

sommersi come se fino alla bocca,

io serro le labbra

la testa

indietro non respiro

emergo

ed è il richiamo delle beccacce

alte sul mare dopo la pioggia

o il cigno di Socrate

ribelle pieno canta e canta ancora

ancora

 

vivo

vivo.

 

Impronta digitale

Al confine

l’impronta dell’indice

 

imprimere

l’aprirsi di un respiro

 

e una domanda del cervello

dal dentro

– diventano la stessa cosa.

 

Anche il dolore ha forma

come la pelle

si lacera

dal sangue guarisce dal centro,

dal dentro.

 

Gli eventi della vita

la testimonianza,

 

l’impronta segnata

sul corpo.

 

L’indice può tracciare

 

E nello stesso tempo

cancellare.

 

Litorale II

Prima di voltarci e tornare,

dammi la mano.

 

Tu sai gli scogli che girano

a nord

indovini case

imbiancate e tetti neri oltre

la bruma immagini la Scozia

oltre l’azzurro tra nuvole

di grecale.

 

E nel tuo palmo

pesi pensieri

sono linee tra le dita.

 

Da noi stessi proviene anche il tempo,

alture

dalle quali emergiamo.

 

Se prima di dare le spalle al mare

rimango in questo sfiorare

 

non ha altro da aggiungere l’amare.

 

Resistenza non binaria

 Snodo

 

i vestiti e le croci dei pensieri

la gabbia

e il suo uccellino

che canta

il suo trillo

timoroso

 

snodo

 

perché è la pratica

di liberare

perché siamo nati

e

già allacciati

 

a

cause

e costumi

stili

e desideri

 

aspettare di essere

amati nella propria promozione

dichiarare senza ragionare

rimanere sulla linea

dritta

sigillare e impermeabilizzare

la mente

 

sentirsi bene

 

sorridere

 

credere nel padre

 

hai nella borsa

il mutuo

il lavoro i bambini

non pensare di cambiare

l’ordine

non hai il permesso di sporgerti senza margine

verso il disordine

 

snodo

in segreto

 

perché ci sono ali nel cielo

 

e le libellule nel sole

possono essere forme

lasciate andare

 

liberare

dalle mani

ogni giorno

per la gioia

di amare

diversamente

tra le tasche e le dita

snodo

l’imprevedibile

segreto

di alzarsi

come fa il pulviscolo

di fare il sentiero

come l’erba schiacciata

ma non più legata

io

poiché oggi io

le mani

giungo

e giuro

 

di slegare

me stessa

 

nonostante il costante allineamento

delle posate

previste al tavolo

 

nonostante

mi senta incapace

e anche deviante

nell’uso dei pronomi

per la mia persona

 

allarmante

 

nonostante

 

io vada all’altare non accompagnata

e reciti il silenzio il salmo

di snodare

 

e preparare il salto

ogni giorno

chiudere il vuoto

dove le linee si intersecano

i confini si mescolano

 

io tengo il codice segreto

 

per rompere la terra

con la penna.

 

Viviana b_n

Viviana Fiorentino. Scrittrice, traduttrice e attivista, vive in Irlanda. Autrice di: In giardino (Controluna Edizioni), Tra mostri ci si ama (Transeuropa Edizioni); in antologia ‘Writing Home: the New Irish poets’ (Dedalus Press, 2019); ‘Days of Clear Light – in Celebration of Salmon Poetry at 40’ (Salmon Poetry, 2020). Una sua silloge è pubblicata da Arcipelago Itaca nel 2018. Sue poesie, racconti e traduzioni compaiono su blog letterari (i.e Nazione Indiana, Modus Legendi, Poetarum Silva, Culturificio, Carteggi Letterari, Larosadipiu, Formicaleone, Poethead) e su riviste internazionali (Abridged; The Trumpet 9 – magazine di Poetry Ireland; Mantis 19 – giornale di poesia della Stanford University; Honest Ulsterman; The Blue Nib Brumaria, FourXFour Poetry Journal; Paris Lit Up). Le poesie di Viviana sono state premiate e segnalate ai premi: Arcipelago Itaca, Bologna in Lettere, Premio Letterario Nazionale Gianmario Lucini. È co-fondatrice delle iniziative di attivismo poetico Sky, You Are Too Big and Letters With Wings, e del blog Le Ortique. Dal 2020 facilita workshops di poesia per minoranze culturali (Quotidian Word of the Street). Ha scritto per la rivista «TerreLibere» sui temi della politica delle migrazioni nel Regno Unito.

Riguardo il macchinista

Lucia Cupertino

LUCIA CUPERTINO (1986, Polignano a Mare). Scrittrice, antropologa culturale e traduttrice. Laureata in Antropologia culturale ed etnologia (Università di Bologna), ha conseguito un Master in Antropologia delle Americhe (Università Complutense di Madrid) con tesi sulla traduzione di fonti letterarie nahuatl. Vive da tempo tra America latina e Italia, con soggiorni più brevi in Australia, Germania e Spagna, legati a progetti di ricerca, educativi e di agroecologia. Scrive in italiano e spagnolo e ha pubblicato: Mar di Tasman (Isola, Bologna, 2014); Non ha tetto la mia casa - No tiene techo mi casa (Casa de poesía, San José, 2016, in italiano e spagnolo, Premio comunitarismo di Versante Ripido); il libro-origami Cinco poemas de Lucia Cupertino (Los ablucionistas, Città del Messico, 2017). Suoi lavori poetici e di narrativa sono apparsi in riviste e antologie italiane e internazionali. Parte della sua opera è stata tradotta in inglese, cinese, spagnolo, bengali e albanese. È curatrice di 43 poeti per Ayotzinapa. Voci per il Messico e i suoi desaparecidos (Arcoiris, Salerno, 2016, menzione critica nel Premio di traduzione letteraria Lilec – Università di Bologna); Muovimenti. Segnali da un mondo viandante (Terre d’Ulivi, Lecce, 2016) e Canodromo di Bárbara Belloc (Fili d’Aquilone, Roma, 2018). Membro della giuria del Premio Trilce 2018, Sydney, in collaborazione con l’Instituto Cervantes. Cofondatrice della web di scritture dal mondo www.lamacchinasognante.com, con la quale promuove iniziative letterarie e culturali in Italia e all’estero.

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