Fotogallery

Reading di poesia a Berkeley

 

Nella Fotogallery alcuni momenti dalla lettura di poesia che si è svolta a Berkeley il 25 marzo, con la presentazione di alcune poesie tratte da “I canti dell’Interregno di Pina Piccolo, con l’intervento dei poeti Zack Rogow, Andrew Joron, Amos White e Ximena Soza. Parte della lettura è stata dedicata al poeta palestinese Ashraf Fayadh, con lettura di sue poesie e foto di cartelli a suo sostegno e di sue opere.

Foto di Marvin Collins


Utu yanomami e la foresta amazzonica

 

Testo e foto di Loretta Emiri

Utu significa ombra, ma è anche il corrispettivo di spirito. Nella cultura yanomami ogni cosa possiede uno spirito, quindi anche gli oggetti, gli animali, gli elementi della natura. Animata, o inanimata come una pentola, ogni forma possiede uno spirito che ha le fattezze della forma stessa. Per estensione, il termine è passato a significare fotografia, diapositiva, immagine riprodotta.
Nella cultura yanomami, tutto ciò che è appartenuto al morto deve scomparire. I beni materiali a lui appartenuti vengono bruciati o messi fuori uso, distrutta è la sua piantagione, incendiate le tettoie di caccia dove ha pernottato, cancellate le impronte dagli oggetti toccati e le orme dai sentieri percorsi. Sopraggiunte dopo il contatto con l’uomo bianco, le fotografie non fanno eccezione; se anche una sola ne rimanesse in circolazione, lo spirito del morto non potrebbe raggiungere la “terra di sopra”. Condizionata dal tabù culturale, all’epoca fortemente sentito dagli yanomami, ho scattato relativamente poche foto durante i quattro anni e mezzo vissuti in mezzo a loro.
Le nove immagini qui riunite risalgono alla fine degli anni settanta e inizio degli anni ottanta del secolo scorso. Si potrebbero guardare con interesse scientifico essendo un registro storico-etnografico, ma le propongo per ragioni sentimentali: io decisi di andare a operare tra e con gli yanomami dopo essere stata sedotta da artistiche, intriganti diapositive che li riguardavano. Spero che gli osservatori delle mie foto vadano oltre l’apparenza, al di là delle forme. Mi piacerebbe che vedessero gli yanomami come io li vedo: donne, bambini, uomini, vecchi in atteggiamenti semplici, quotidiani, consequenziali al sistema sociale da loro forgiato; esseri umani sempre minacciati di genocidio perché la società occidentale vuole abbattere la loro foresta, saccheggiarne il sottosuolo.
Ogni tanto, caritativamente, la stampa si ricorda degli yanomami, ma finisce per aggredirli a sua volta attraverso la banalità dei luoghi comuni, la superficialità delle locuzioni fritte e rifritte, l’inadeguatezza delle parole d’ordine, la perversione dei termini sensazionalistici. Ritenuti i maggiori responsabili delle invasioni del territorio yanomami, a essere criminalizzati sono sempre e solo i cercatori d’oro; ma non si dice che i garimpeiros esistono perché l’oro c’è chi lo compra, lo vende, lo accumula, lo sfoggia, lo ruba, in riserva aurea lo trasforma.

Foto di Loretta Emiri


Italiana

 

Foto di Giulio Rimondi – Antologia italiana recensita da Salvatore Piermarini


 

Milano. L’Armonia nascosta

 

Per Konrad Fiedler “Il valore artistico di un’opera d’arte non ha a che fare col suo grado di bellezza né col suo contenuto di pensiero […] Quanto è universalmente valevole, … il suo contributo alla conoscenza”.

Oggi la fotografia consente quello che non è stato possibile per tutti gli uomini che ci hanno preceduto: vedere com’è fatto il mondo, ovunque.

Collezionare fotografie è collezionare il mondo ha scritto Susan Sontag nel suo famoso saggio Sulla fotografia. La Sontag cita il film Les Carabiniers di Godard, nel quale ai due protagonisti viene concessa dal re il potere di saccheggiare il mondo. Quando essi ritornano a casa, il bottino conquistato è null’altro che una valigia colma di cartoline illustrate, di monumenti da tutto il mondo, di edifici, di automobili di lusso, donne bellissime, animali, bellezze naturali. Lo sberleffo provocatorio di Godard viene adoperato per mostrare l’equivoco di come la fotografia, scrive la Sontag, possa dare il senso di appropriarsi della cosa fotografata ed insieme offrire un senso di conoscenza e di potere.

Per lo studioso tedesco Fiedler, che ha data avvio alla rivoluzione del linguaggio figurativo e che pensava più alla pittura che alla fotografia, l’opera d’arte ha però poco a che fare con l’imitazione della natura, che altro non sarebbe che un’operazione meccanica. Per Fiedler l’arte è il mezzo invece per esprimere qualcosa che esiste indipendentemente dall’apparenza, nel regno dell’invisibile piuttosto che in quello del visibile (Estetica e critica d’arte in Konrad Fiedler di Maria Rosaria De Rosa).

Dopo Cezanne, alla luce della teoria della pura visibilità di Fiedler che influenzerà gli studi successivi di Lipps e Worringer, le avanguardie pittoriche dei primi del 1900 si sono allontanate dalla rappresentazione del reale per sperimentare un diverso uso di linee, colori, forme e geometrie sino ad arrivare all’astrattismo di Mondrian, che ricerca la forma pura attraverso l’uso di giusti rapporti tra colore e misura.

La pittura crea l’armonia, la fotografia è chiamata invece ad individuarla nel reale.

Nella presente galleria sono proposte 9 foto, parte di una più ampia ricerca che ritrae Milano nella sua Armonia nascosta. Le immagini sono ottenute attraverso una contemplazione del reale che non guarda gli oggetti nel loro fenomeno ma negli elementi linguistici che li costituiscono quali linea, colore, forma, posizione, valore. Eliminando il contorno si estrapola nell’inquadratura una struttura, ossia un insieme di elementi organizzati secondo dipendenze interne: l’armonia si realizza in uno stato di quiete, nell’equilibrio di rapporti equivalenti.E’ Milano per chi riconosce i luoghi; forse potrebbe essere ovunque. Il fotografo dell’Armonia nascosta è continuamente stuzzicato dall’idea di riuscire ad offrire una nuova visione, di unione, di pace, soprattutto agli abitudinari dei luoghi fotografati.

Attraverso la magia del linguaggio riconoscere l’armonia e, per il principio di equivalenza, risvegliare la consapevolezza di una presenza armonica in noi stessi.

 

Foto e testo di Giorgio di Maio – sito web: www.giorgiodimaio.it


Natura scozzese. Impressioni.

 

Foto di Micaela Contoli