Due bambini, da “L’Offuscamento” romanzo inedito di Julio Monteiro Martins

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Due bambini nascono.
Due bambini nascono più o meno alla stessa ora in due diversi quartieri della stessa città.
È molto difficile distinguere l’uno dall’altro però. Seminascosti dalle macchie di feci e di sangue sparse dappertutto sui loro corpicini, appesi a due identici cordoni ombelicali, sinuosi e giallastri, sembrano quasi lo stesso bambino. E quando piangono forte, quando si agitano e arrossiscono, mammamia! è proprio impossibile indovinare da quale dei due ci arrivano quegli strilli.
Più difficile ancora, per un uomo onesto, sarà capire e accettare che, no, quei due bambini non sono uguali, che quelle chiazze sono ingannevoli, che quelle urla già ora suonano diverse una dall’altra, che ci sono due tipi di sguardi su di loro, che uno dei due bambini è già il padrone dell’altro, che uno sarà un erede e l’altro no, che uno avrà la sua casa e l’altro no, che uno passerà la vita ad aspettare in ansia cosa l’altro vorrà dirgli, che la parola del primo è quella che potrà cambiare la vita del secondo, mentre la parola del secondo per il primo non avrà alcun valore.
Un uomo onesto, quando sente i pianti identici dei nascituri, sa che non potrà rassegnarsi mai a questo tipo di differenza, altrimenti non è mica un uomo onesto. Perché un uomo, se è onesto, si vergogna di certe cose, anche se non le ha create lui, e non può proprio vivere se non animato dal dovere di cambiarle, di ristabilire quell’elementare senso di giustizia che rende il mondo un territorio meno ostile a uomini onesti come lui.
L’uomo onesto, insomma, vuole una cosa semplice e chiara: che quei due bambini nascano veramente uguali, che quello sporco identico sulla loro pelle vergine non serva solo a nascondere per qualche minuto l’atroce vergogna di certe penurie e di certi privilegi.

 

Dal romanzo inedito di Julio Monteiro Martins “L’offuscamento”, per gentile concessione degli eredi.

 

Immagine in evidenza di Teri Allen Piccolo.

 

Riguardo il macchinista

Pina Piccolo

Pina Piccolo, la macchinista-madre, è una scrittrice e promotrice culturale calabro-californiana. Si imbarca in questa nuova avventura legata alla letteratura spinta dall'urgenza dei tempi, dalla necessità di affrontare la complessità del mondo, cose in cui la letteratura può dare una mano. Per farsi un'idea dei suoi interessi e della sua scrittura vedere il suo blog personale http://www.pinapiccolosblog.com

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