da “Parodie del buio” (Walter Valeri)

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EPM

(esperienze premortali)

 

I

Conforta, aiuta

come una trota al torrente

nel passaggio sul limo

 

 

il corpo che trema nel guizzo

additandoti fra i riflessi

e lo spruzzo dei piedi

 

rimasti indietro a scivolare

mentre scrivi salivando le parole

 

in punto di morte.

 

 

II

La mano che non risponde
pensa al suicidio

l’anticipa
la scossa di settimo grado
il soffio sugli occhi, l’ebete
sorriso nel mettersi a letto

nel dire buonanotte ai topi
allo sciroppo
al verde della mela.

 

ASP

(appunti sulle palpebre)

 

I

Dato che il dizionario multilingue

si spalma a valanga per più accurate sillabe è il caso

se ne faccia uso per nuove zoppìe del lessico e poi tutti in rete

per meno muti con qualche orrore in meno saltare scivolare

rapidamente giù sempre più giù dalla tastiera oltre l’orizzonte

nel far versi per internet sotto il nome d’Ofelia per un viaggio a Loreto

per amore dell’amore o per i peti dei poeti ammaestrati ad Elsinor

ancorati alla divina provvidenza, con senza sangue

 

tutti come forcine miracolate serpenti come capelli, lombrichi rosa-mattino

scie concordate d’orrori effervescenti

in cerca d’un buco sotto la crosta degli abissi

d’un tondo che inebrii tenga – e lasci parcheggiare fisso lo sguardo

oscillanti inanellati come bisce nel serpentario muti

 

su palloncini anelanti l’infinito.

 

II

Ma se li guardi un momento da vicino

sono alla frutta anche loro al distributore di benzina

uomini di marzapane voci senza lamenti

 

utenti d’un tutt’uno che ricevi dal futuro

vento luce lampi con scontrino più tasse in tempo reale

e il numero del Bancomat prossimo allo zenith

 

III

oh, macellare l’odiato nemico dopo un buon caffé

per un qualunque provvedere divino che trapassi

 

l’arco e il bersaglio e poi si fermi

al semaforo per strada di notte

 

potrebbe essere un’ottima partenza

cancellare a caso il nome da una lapide

 

più che organizzare complesso meticoloso

un piano troppo politico dopo una giornata di notizie

 

consumi guadagni umiliazioni perdite e insulti virtuali

meglio mozzare a caso la testa del vicino

 

amputargli le braccia, sfondargli il torace

col manubrio dei pesi in alto sfolgorare al sole.

 

IV

 

Per quale numero uscita rampa corsia autostradale

si può deliberare deviare da un ingorgo un incubo pazzesco

se il navigatore satellitare ormai non vede più

non sa che dire e o vede solo l’occhio nudo

giunto oltre le lenti nero fumo all’inciampo delle pupille

sbarrate sulla bolgia infernale sul muso del tir a bocca spalancata

slabbrata nell’interno con le lamiere intorcinate esempio

di barocco metallico post-moderno d’un incidente certo mortale

dopo ore di fila a passo d’uomo e grida di bambini

e gli anziani che non la tengono più e il fratello della moglie

che lui l’avrebbe preferita l’alta montagna

ma poi: anche quel grano laggiù che si vede e non si vede

mosso dal vento giallo sui dossi dell’anti-apennino

poco prima che la falce o quel povero uccellino

come metafora del male di vivere non è per niente male

ci sta ci sta a pennello anzi ci sta da dio questo contrattempo

apocalittico sino al braccio inerte dallo sportello

che pende senza più nessun panorama di uno dei due

ma chi è sotto il lenzuolo con l’altro che è tutto un grumo di dolore

e poi santo cielo chiudi gli occhi tu girati se no sta notte non dormi

 

inediti, per gentile concessione dell’autore LogoCC

 

Foto in evidenza di Annalisa Cotelli.

 

 

Riguardo il macchinista

Walter Valeri

Walter Valeri, MFA, MAXT/ART Institute at Harvard University in drammaturgia. Ha fondato nel 1973 a Cesenatico la rivista Sul Porto, del fare cultura in provincia. È stato assistente personale di Dario Fo e Franca Rame dal 1980 al 1995. Nel 1981 con Canzone dell’amante infelice (Guanda) ha vinto il premio internazionale di poesia Mondello. Nel 1985 a Londra ha fondato e diretto la rivista indipendente Il Taccuino di Cary. Nel 1990 ha pubblicato Ora settima (Corpo 10) con la presentazione di Maurizio Cucchi. Ha scritto vari saggi fra cui Franca Rame: a woman on stage (Perdue University Press,1999), An Actor’s Theatre (Southern Illinois University Press 2000), Donna de Paradiso (Editoria & Spettacolo 2006), Dario Fo’s Theatre: The Role of Humor in Learning Italian Language and Culture (Yale University Press, 2008). Ha fondato e diretto dal 2000 al 2007 il Cantiere Internazionale Teatro Giovani realizzato dalla Città di Forlì e Università di Bologna. Nel 2005 ha pubblicato l’antologia di versi Deliri Fragili (BESA). Ha tradotto vari testi di poesia, prosa e teatro, tra cui RequiemTedesca di James Fenton, Carlino di Stuart Hood, Adramelech di Valére Novarina, I Ciechi di Maurice Maeterlinck, Knepp e Krinski di Jorge Goldemberg, Nessuno Muore di Venerdì di Robert Brustein. Nel 2006 ha fondato il Festival internazionale di poesia Il Porto dei Poeti. Ultimi versi pubblicati Visioni in Punto di Morte (Nuovi Argomenti, 54, 2011), Another Ocean (Sparrow Press, 2012), Ora settima (seconda edizione, Il Ponte Vecchio, 2014), Biting The Sun (Boston Haiku Society, 2014), Haiku: Il mio nome/My name (qudu edizioni, 2015). Collabora alla rivista teatri delle diversità e Sipario. È membro della direzione del The Poets’ Theatre di Cambridge. Vive negli Stati Uniti e insegna al Boston Conservatory e MIT.

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