da – Ero altrove, silloge di Luca Ariano (a cura di Pina Piccolo)

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Con le poesie di Luca Ariano tratte dalla raccolta “Ero altrove” vogliamo invitare i lettori e le lettrici a partecipare a un percorso di rimandi sulla memoria storica sia dei grandi eventi che della vita quotidiana, delle strutture del vissuto  anche di persone appartenenti a classi sociali che di solito “sfuggono” ai registi e agli archivi ufficiali. In questa raccolta Luca Ariano, poeta giovane sembra canalizzare con maestria poetica il flusso di coscienza di tutta una coralità di personaggi appartenenti a generazioni precedenti, provenienti dalla bassa padana, che evocano  strutture di vita e di pensiero, modi di interagire ed intervenire nel mondo attualmente in via di estinzione, per essere rimpiazzati dalla spersonalizzazione di un mondo “aeroporto”.  A livello poetico, l’evocazione di quei tempi e di quelle memorie procede in maniera naturalistica, con un lessico e strutture linguistiche che riportano a quelle formazioni mentali, luoghi e tempi;  rievocazione mimetica interrotta talvolta, però,  dall’irruzione di flash di contemporaneità e una emersione (tra il volontario e l’involontario) dalla coscienza di chi scrive. L’alternarsi dei due piani, il passato e il presente tiene il lettore in sospeso e convoglia verso la riflessione. Sarebbe interessante  partire da questo scritto anche per compiere una riflessione sul rapporto giovani/vecchi in Italia, indagare su come le proporzioni demografiche, le forme di legami parentali, l’importanza della famiglia e la non completa segregazione dei “vecchi” a differenza di altre società industrializzate incidano sia sulla coscienza, sulle azioni e sulla creatività artistica dei giovani in Italia in questo momento. In questo numero del contenitore, gli articoli con cui sarebbe utile fare un confronto sulla valenza della memoria sono le poesie di James Fenton, Requiem tedesca, le memorie di Christa Wolfe, nell’articolo di Francesca Trognoni “Christa Wolf – memoria, infanzia e guerra”, e il ricordo del compianto poeta Giovanni Nadiani scritto da Rossella Renzi,”Un incontro mancato. A(n)marcurd di Giovanni Nadiani”.

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Poesie tratte da Ero altrove, Luca Ariano, Le Voci della Luna, 2015

Morbi

…La vita è agire, essere liberi, lottare e soffrire, per poi stringersi nelle spalle e slargarsi in una risata. Tanto più è consapevole l’uomo di questo, tanto più sarà fragorosa la risata alla fine. Lotta per lotta. Vita per vita. Morte per morte. Fare per fare. E la tua libertà. Questi i segreti, e le risposte. Il tutto condito da forti ideali, tramite i quali venire a incontro o in scontro coi tuoi simili…”

Gian Ruggero Manzoni

La sciúra Cesira con la bottega

creata dal padre di suo padre:

panini con cotechino e trippa,

sempre in fila studenti e operai.

Coi primi acciacchi ha mollato,

ora lì c’è un negozio di intimo

e la fioeùla ha aperto una franchigia.

Teresa guardando vecchi filmati,

si rivede in un altro tempo, illusioni

da pescare… come pesci

in movimento tra le reti all’alba.

Il poeta è morto per un colpo al cuore

sulla panchina impersonale d’un aeroporto:

su un foglio appunti per una poesia,

forse persi da un medico legale o in un cestino

con il primo turno delle pulizie.

 

«Evvi in Mortara in ripa del Molino

una locanda che si noma “Becco”

che lo palato sazia al contadino

con grasse oche e schietto vino secco

e pur sallama d’oca in mostra trovi

che dar di gola fa chiunque prova.» Guido da Cozzo (XIV secolo)

 

 

Dietro la cattedra – per una volta – l’Emilio

si sente importante:

decide voti… promozioni…

tanto non l’ascoltano mai, come a casa.

Tornato nella stanza dell’appartamento

di una vita, prepara la lezione rileggendo

che del doman non v’è certezza.

L’Enrico con la madre

in quella trattoria un tempo

di carrettieri, operai e camionisti

– rane in guazzetto e lumàghe da sémper – ;

anche il vecchio padrone non c’è più

e in testa quella canzone d’infanzia:

«Dai mamma dai… quei problemi…

quei discorsi sulle rughe e sull’età…»

Domani la tramontana porterà la candelora

e un altro giorno di lavoro

con ancora il freddo nei polsi.

***

L’Enrico e i sò duu vègg rimbambii

e gh’è da cúrrar come in quel tempo

che a volte si sogna bambino,

o il treno delle vacanze è già

in un’altra stazione.

L’Andrea innamorato a trent’anni,

per la prima volta, ciama la sò murusa

per un basín, beve poco e non mescola

più il fumo notturno con la nebbia

che – raccontano – sale dalla terra.

Domani morirà un altro soldato,

bandiere a mezz’asta, funerali di stato,

appalti mafiosi mentre in un cantiere

qualcuno morirà dimenticato.

Teresa e un sospiro come nelle sere

senza luna con il mare agitato

e Fiulin nell’abbraccio d’un vecchio

poeta… che non ricorda più

come chi muore prima delle feste.

 

per gentile concessione dell’autore, tratto da Ero altrove, Le Voci della Luna, 2015.

 

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Nato a Mortara (PV) nel 1979, Luca Ariano vive ora a Parma. Ha pubblicato la raccolta di poesie Bagliori crepuscolari nel buio nel 1999. Numerose sue poesie sono apparse su riviste, blog e siti letterari su internet. Collabora con le riviste «ALI», «clanDestino», «Farepoesia» «La Barriera», «Le Voci della Luna». Nel 2005 è uscita una sua plaquette ne La coda della galassia (Fara) e la sua seconda raccolta di poesie Bitume d’intorno, con la prefazione di Gian Ruggero Manzoni, per le Edizioni del Bradipo di Lugo di Romagna. Con Enrico Cerquiglini ha curato per Campanotto l’antologia Vicino alle nubi sulla montagna crollata (2008). Nel 2009 una parte della sua plaquette Contratto a termine è stata pubblicata ne La borsa del viandantecurata da Chiara De Luca (Fara). Sempre nel 2009 ha curato con Luca Paci l’antologia Pro/Testo (Fara). Nel 2010 per le edizioni Farepoesia di Pavia è uscita la plaquette Contratto a termine con una nota di Francesco Marotta. Nel 2011 con Marco Baj per Officine Ultranovecento ha pubblicato il libro d’artista Tracce nel Fango. Sempre nel 2011 con Ultranovecento all’interno del cofanetto Mappe per un altrove ha pubblicato Tempi sospesi – Temps suspesos (4 poesie di Luca Ariano, traduzione in catalano di Imma Puig Cuyàs e 1 Fotolitografia da originale pastelli su carta di Gabriella Di Bona) e 5 gradi prima del ritorno con Martino Neri Nel 2012 per le Edizioni d’If è uscito il poemetto I Resistenti, scritto con Carmine De Falco, tra i vincitori del Premio Russo – Mazzacurati. Nel 2014 per Prospero Editore ha pubblicato l’e-book La Renault di Aldo Moro con una prefazione di Guido Mattia Gallerani.

 

Foto in evidenza di Melina Piccolo.

Riguardo il macchinista

Pina Piccolo

Pina Piccolo, la macchinista-madre, è una scrittrice e promotrice culturale calabro-californiana. Si imbarca in questa nuova avventura legata alla letteratura spinta dall'urgenza dei tempi, dalla necessità di affrontare la complessità del mondo, cose in cui la letteratura può dare una mano. Per farsi un'idea dei suoi interessi e della sua scrittura vedere il suo blog personale http://www.pinapiccolosblog.com

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