Come uccido i soldati – Ahlam Bsharat

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Ahlam Bsharat

 

Come uccido i soldati

 

Soldati coloniali,
che cosa hanno fatto
alla mia poesia in tutti questi anni
quando avrei potuto facilmente ucciderli
nei miei versi
come hanno fatto loro con la mia famiglia
al di fuori di essi?

 

La poesia sarebbe stata l’occasione giusta
per regolare i conti con gli assassini,
invece li ho lasciati invecchiare all’aperto,
ma voglio che conoscano il decadimento
delle loro vite, le rughe sul volto,
l’assottigliarsi dei loro sorrisi
l’ingobbirsi delle loro armi.

 

Quindi, se voi, cari lettori, vedete un soldato
che passeggia nella mia poesia,
fidatevi che sono io ad averlo lasciato al suo destino
come lascio il criminale
ai molti anni che gli rimangono,
saranno loro a giustiziarlo.

 

E saranno le sue orecchie a giustiziarlo
mentre mi ascolta recitare i miei versi
alle famiglie in lutto,
non sarà in grado di sgattaiolare
fuori dal mio libro o dalla sala di lettura
mentre il pubblico seduto lo fissa.

 

Non troverai consolazione,
soldato, non la troverai,
nemmeno uscendotene
dalla mia lettura di poesia
con le spalle curve
e le tasche piene di proiettili morti.

 

Anche se con la mano,
tremante così com’è
per i tanti omicidi,
giocherelli con i proiettili,
non potrai che produrre
un suono morto.

 

                                        —Ramallah

 

Traduzione di Pina Piccolo, dalla versione inglese di Fady Joudah, pubblicata in The Baffler, 8 giugno 2021, per gentile concessione del traduttore e dell’autrice.

 

 

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Ahlam Bsharat è cresciuta a Tammun in Palestina e ora vive a Ramallah. Dopo aver conseguito la Laurea in Arabo,  ha lavorato per molti anni come insegnante.  Ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti per la sua poesia, libri illustrati, racconti, romanzi memorie e sceneggiature televisive e per la radio. Collabora anche al Ministero della Cultura a Ramallah.  È stata invitata come ospite in  residenze artistiche in Belgio e Francia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Illustrazione di copertina,  da Free images Stock photo in rete.

 

 

Riguardo il macchinista

Pina Piccolo

Pina Piccolo è una traduttrice, scrittrice e promotrice culturale che per la sua storia personale di emigrazioni e di lunghi periodi trascorsi in California e in Italia scrive sia in inglese che in italiano. Suoi lavori sono presenti in entrambe le lingue sia in riviste digitali che cartacee e in antologie. La sua raccolta di poesie “I canti dell’Interregno” è stata pubblicata nel 2018 da Lebeg. È direttrice della rivista digitale transnazionale The Dreaming Machine e una delle co-fondatrici e redattrici de La Macchina Sognante, per la quale è la cosiddetta macchinista -madre con funzioni di coordinamento. Potete trovare il suo blog personale digitando http://www.pinapiccolosblog.com

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