Come se non fosse passato di Remah Boubou (a cura di Sana Darghmouni)

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Come una donna ubriaca di canzoni di miele

ondeggia la sera

La città del dopoguerra sbadiglia

lancia il suo miagolio senza timidezza dalle macerie più vicine.

Getto sulla spalla la mia tristezza

Ed esco verso la poesia.

Stese sul filo storie bagnate

E sul balcone del vicino, sangue congelato

Sono sicura

che il sole è una spia nascosta

che non ha lasciato una sola ombra per indicare

che

era passato

di

qui.

/كأنها لم تمر /

كامرأةٍ ثملى بالأغاني العسلية

،يتهادى المساء

تتثاءب مدينة ما بعد الحرب

تطلق مواءها بلا خجلٍ من

الخرابةِ القريبة

أرمي حزني على كتفي

وأخرج إلى القصيدة

على الحبل حكايات مبتلة

وعلى

شرفة الجار دمٌ متجمدٌ

كلّي يقين

أن الشمس جاسوسةٌ مدسوسةٌ

لم تترك

ظلاً واحداً يدل

أنها

مرت

من

.هنا

 

 

 

Remah

Remah Boubou, nata a Latakia in Siria. Lavora come ingegnere meccanico negli istituti di istruzione industriale. Ha pubblicato una raccolta di poesie intitolata “la mia mela e l’ho rubata” pubblicato dal ministero della cultura in Siria e una seconda raccolta “il mare cerca il suo azzurro”.

 

 

 

 

 

Immagine in evidenza: Foto di di Alberto Guadagno.

Riguardo il macchinista

Sana Darghmouni

Sana Darghmouni, Dottore di ricerca in Letterature Comparate presso l'Università di Bologna, dove ha conseguito anche una laurea in lingue e letterature straniere. E' stata docente di lingua araba presso l'Università per Stranieri di Perugia ed è attualmente tutor didattico presso la scuola di Lingue e letterature, Traduzione e Interpretazione all'Università di Bologna.

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