CHIAMATEMI GHIACCIAIO – Mario Eleno

ghiacciaio

CHIAMATEMI GHIACCIAIO

 

SONO IL CUORE DI GHIACCIO DEL PIANETA,

LA NATURA MI DIEDE DINAMICA, MOVIMENTO,

IO PULSO, VIBRO, HO BATTITO E AVANZO,

SONO UN BALLERINO CHE DANZA SALDATO

AL PETTO ROCCIOSO DELLA TERRA,

CHIAMATEMI GHIACCIAIO,

SONO UN CUORE FRATERNO,

LE MONTAGNE SONO IL TEATRO DOVE CRESCE

IL MIO RITMO INTERIORE,

LA MIA INVISIBILE CADENZA,

 

COME OGNI CUORE PIENO DI SENTIMENTO

IO SONO GENEROSO

ED EFFONDO LA MIA LINFA

— LA MIA ACQUA CUSTODITA SOTTO LA PELLE DI GHIACCIO —

A TUTTI I FIUMI DEL MONDO

E I FIUMI LA PORTANO A TUTTI I POPOLI,

IO VINCO CONTRO LA SICCITÀ, PLACO LA SETE

DI TUTTI GLI ESSERI VIVENTI,

DEGLI ANIMALI E DELLE FORME MICROSCOPICHE DI VITA,

DELLE PIANTE, DEGLI ALBERI, DEI FILI D’ERBA,

DONO REFRIGERIO ALL’ARIA E TORRENTI AI PESCI PER NUOTARE,

INUMIDISCO IL FIORE SU CUI VA A POSARSI

LA GRANDE FARFALLA AZZURRA DOPO AVER SPALANCATO LE SUE ALI,

IRRIGO I CAMPI DOVE SPUNTANO I FRUTTI DALLA ZOLLA RORIDA,

E BAGNO ANCHE LE VOSTRE GOLE, UMANI,

PERCHÉ IL MIO ABBRACCIO È GRANDE

E FIN QUANDO SARÒ UN CUORE DI GHIACCIO,

IL CUORE DI GHIACCIO DEL PIANETA,

UN CUORE INTEGRO,

NON MI RISPARMIERÒ E CERCHERÒ DI FARLO,

 

CERCHERÒ DI COMPIERE IL MIO LAVORO DI GHIACCIAIO,

IL MIO COMPITO DI CUORE APPASSIONATO SULLA MONTAGNA,

COME HO SEMPRE FATTO,

DA MIGLIAIA E MIGLIAIA D’ANNI A QUESTA PARTE,

VOGLIO ANDARE FINO IN FONDO,

NON VOGLIO SMETTERE PRIMA,

NEGLI ULTIMI 150 ANNI IL MIO ASPETTO È DI GRAN LUNGA MUTATO,

IL MIO TESSUTO MUSCOLARE SI STA SCIOGLIENDO,

SONO UN CUORE MENO VASTO OGGI,

I MIEI PASSI INDIETREGGIANO DI GIORNO IN GIORNO,

NON MI PROTENDO PIÙ VERSO VALLE COME UN ORGANO ELASTICO,

LA VERITÀ È CHE STO MORENDO,

IO SONO LA MEMORIA DELLA TERRA

E UNA TERRA SENZA MEMORIA È COME UN GIOVANE SBANDATO

CHE VA INCONTRO A MOLTI GUAI…

 

SOTTO LA MIA APPARENTE DUREZZA,

NELLA FLUIDA INTIMITÀ DELLA MIA ESSENZA

CONSERVO LE ERE E I PASSAGGI FRA LE ERE,

LA STORIA QUASI ETERNA DI QUESTO MONDO,

PROVATE AD ASCOLTARE IL MIO PALPITO ANTICO,

DICO A VOI, UMANI,

SOPRATTUTTO A VOI,

METTETE UN ORECCHIO SUL MIO GHIACCIO

E ASCOLTATE,

È TEMPO DI ASCOLTARE,

QUI DENTRO ARDE IL RITMO INESTINTO DELL’ESISTENZA,

E IO VI CHIEDO DI DIVENTARE I DIFENSORI DI QUESTO TEMPIO,

DI QUESTO CUORE DI GHIACCIO,

AFFINCHÉ IL RITMO CONTINUI A MONTARE

SILENZIOSO E RISONANTE

E PERDURI INCASTONATO NEL PETTO TERRESTRE.

 

 

mario eleno, ottobre 2018

 

Immagine in evidenza: dipinto di Juliette Laboria.

 

 

 

 

 

 

Riguardo il macchinista

Pina Piccolo

Pina Piccolo, la macchinista-madre, è una scrittrice e promotrice culturale calabro-californiana. Si imbarca in questa nuova avventura legata alla letteratura spinta dall'urgenza dei tempi, dalla necessità di affrontare la complessità del mondo, cose in cui la letteratura può dare una mano. Per farsi un'idea dei suoi interessi e della sua scrittura vedere il suo blog personale http://www.pinapiccolosblog.com

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