Brani da “I politici sono ovunque- Frammenti d’interferenze su mani birichine” romanzo di Irene De Matteis (Campi Magnetici, 2019)

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DISVELAMENTO POSTICIPATO DELL’INTRECCIO

L’autrice mette in dubbio il suo potere di autrice. La scrittrice sì, scrive, non si mette troppo a discutere, storce un po’ la bocca ma insomma, le mani le tiene lì sui tasti, ma sente che sta prendendo parte ad una grande confusione. La storia sembra aver preso una svolta insolita,  qualcuno si è tagliato i capelli, la successione  cronologica è un putiferio, le anticipazioni portano al passato ed il futuro è già stato sognato.

“Soffia via la polvere dallo specchio e riconosciti”, suggerisce l’autrice alla scrittrice che ha mani sciolte e scrive con piacere. Il corpo è rilassato, respira con calma.

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Man mano che l’intreccio si dispiega si svela che il personaggio autore è entrato in possesso di un bauletto. Il diario di una donna vissuta nel IV sec. d.C., disegni, codici, memoria che si rivela, nelle sue traiettorie ellittiche, a ricomporre equilibri in un flash back che avverrà nel futuro. Voci, suggestioni, aperture, ricordi, ma anche i suggerimenti di una vita che potrebbe prendere una svolta  imprevista, uno scherzo, direzioni di scene da eseguire. A volte si rivolge a lei come la ragazza del XXII secolo, altre volte parla di se stessa. A mano a mano autrici, personaggi, giullari, scarabocchi e affreschi vengono a      coincidere.

 

 

IN PRINCIPIO ERA IL SOGNO

 

È passato abbastanza tempo per dare nuovamente corpo alla mia voce. Questo può avvenire perché la rabbia sta passando; sto perdonando me stessa e gli uomini che mi hanno massacrata.

Ho istruito una ragazza del vostro tempo. L’ho istruita dalla sua nascita, cominciando dai sogni. Adesso lei conosce un’infinità di cose sulla  materia e sulle sue trasformazioni, oltre che ricette sfiziose e dialetti ormai più in uso; con gli occhi chiusi o aperti accede allo stesso linguaggio. Fa parte della sua educazione conservarla umile, fa parte della nostra formazione aver taciuto a     lungo, preparando il tempo in cui sarà necessario parlare.

L’ho istruita lasciando che si scordasse delle molte cose conosciute affinché non accumulasse conoscenze per coltivare superbia; le ho instillato una sete profonda unita all’amore per l’umanità, le ho instillato il senso della responsabilità.

 

Questa storia che vi sto raccontando corre,

insieme alle lucertole cerca il sole;

gli orologi di questa casa

segnano tutti un’ora diversa

e le mie dita compongono

disegni ciclici

su questa tastiera…

Cosa avrà creato attraverso questo strumento

 il ragazzo che me l’ha passato?

Passando da altre mani ancora?

 

Questa storia non può

avere inizio,

non può

avere fine.

Nasce in ogni ora,

sotto una pietra,

 la prima pietra che fu scorta

ai confini tra acqua e terra,

quando non c’era separazione,

 nessun recinto,

nessun parapiglia,

 nessun segno

ad inventar menzogna,

solo una voce che bisbiglia:

in principio

Tutto era Sogno.

 

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Autrice e scrittrice si sono rincorse per tutte le stanze, a un movimento dell’una segue l’altra, come in una danza. Sono arrivate in bagno,   ferme, sorridenti, si guardano in faccia: nello specchio il riflesso di una ragazza, si sciacqua con vitale, fresca acqua, toglie i resti del trucco e guarda avanti.

 

Per tre mattine consecutive aveva aperto gli occhi alle 6.26. Quel giorno si lanciò dal letto al cortile. Non aveva mai visto: il sole raggiungere con quell’inclinazione l’albero di limoni, le mattonelle bianche tingersi di lucido meringa, il gatto vagabondo sonnecchiare trionfante sull’erba calda.

Quella notte aveva avuto la visione di una società dove donne e uomini erano uniti dalle loro differenze. Avevano dato vita ad un luogo nuovo, anzi, antico, ormai spopolato. Accese la radio

 

“Le società gilaniche sono un capitolo censurato…”

Un professore stava parlando della realtà storica del sogno da cui si era svegliata. Ora avrebbe trovato una strada per realizzarlo…

Lei un borgo abbandonato non lo possedeva; come avrebbe fatto a chiedere allo Stato un luogo per creare una società autorganizzata che non avesse bisogno dello Stato? Sirius, il navigatore, non forniva indicazioni al momento.

 

Il sole intanto giocava con le foglie del giardino,

tra luce ed ombra vide delinearsi la sagoma di Temperanza.

Fiducia, caparbia, allegrezza e speranza.

Al momento queste erano le uniche indicazioni,

 la musica che avrebbe ascoltato.

Dalla Presentazione dell’autrice

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[…] Attraverso i sogni ho avuto modo di conoscere la storia di Ipazia.

Qualche anno fa inizio a sognare labirinti, mappe, frammenti che mi suggeriscono di compiere ricerche su Alessandria d’Egitto; attraverso templi, apro bauletti, mi trovo in una biblioteca, raggiungo dei  bambini che mi accerchiano, amorevolmente ridono e in coro mi dicono “sei completamente ipazia”. Prima di allora avevo forse inteso distrattamente il nome di Ipazia durante i miei studi in filosofia, ma a quel punto quel nome reclamava attenzione e mi ha spinto a cercare, scavare, approfondire. Al risveglio chiedo ad Internet come saperne di più su Ipazia; la sua voce diretta non ci ha raggiunto, i suoi scritti sono stati bruciati, dispersi, come i frammenti del suo corpo. Ma attraverso moltissime testimonianze la sua figura è sopravvissuta. Mi colpisce Baudolino, un romanzo storico dove Umberto Eco le dedica un capitolo.  In biblioteca non lo posseggono, mi dicono che non è troppo famoso, il romanzo è un malloppone di 500 pagine, è molto costoso quindi per il momento accantono il desiderio di leggerlo. Dopo qualche giorno un’amica  mi propone di andare a trascorrere un mese a casa di una sua conoscente “Silvia parte e non vuole lasciare sola Magic, la gatta”. In quel periodo non vivevo in un luogo stabile e non potevo chiedere di meglio. Eccomi lì, in quell’oasi silenziosa ed armoniosa proprio nel mezzo del chiasso di Santo Spirito, a Firenze, la mia attuale casa da viandante è bellissima, Magic è dolce, i pavimenti sono tutti in legno, il profumo è buono, la cucina è ben organizzata, la stanza da letto oh, quanti libri, ooh, tanti libri… logopedia, disturbi del linguaggio, fonopedia, foniatria, riabilitazione dei disturbi vocali di natura traumatica, mmmm, sì interessante, ma sono così specifici questi libri, ci sarà qualcosa di più…  Baudolino! Un colpo al cuore. Un messaggio chiaro: riabilitare la voce di Ipazia dopo il trauma subito. Un messaggio evidente: l’unico romanzo in mezzo a quei saggi, eccolo lì, davanti ai miei occhi, esattamente lì per me che sono giunta “casualmente” esattamente lì. La razionalità interviene e afferma “coincidenza”. Ma proviamo ad immaginare di entrare in un flusso di coincidenze significative che si susseguono una dietro l’altra. La nostra componente razionale continuerebbe ad essere così invadente e tirannica?  Sono persuasa che ciò che viene definito coincidenza o magia sia legge e consuetudine ed è ciò che caratterizza la realtà. […]

 

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Irene De Matteis nasce a Prato nel 1985 e attualmente risiede a Berlino dove lavora come pedagogista teatrale e performer, ricercando l’incontro tra vari linguaggi: la scrittura, la musica, il corpo, la fotografia. Si laurea in filosofia del linguaggio e compie studi teatrali. Con la sua tesi “filosofia fuori dell’accademia – dialoghi d’occasione” esprime l’esigenza di interrogarsi sul ruolo che la filosofia ha nella società, confrontandosi direttamente con la voce del popolo; così, in ambito performativo, si specializza in interventi che utilizzano l’arte in spazi ed ambiti non convenzionali: supermercati, stazioni ferroviarie, locali, la strada.  Nel 2019, per la casa editrice Campi Magnetici, esce il suo primo romanzo “I politici sono ovunque – Frammenti d’interferenze su mani birichine” .

 

 

 

 

 

 

 

 

Immagini di accompagnamento del testo, tratte dal romanzo di Irene De Matteis e realizzate dall’autrice.

Immagine di copertina: Opera grafica di Irene de Matteis.

 

 

Riguardo il macchinista

Pina Piccolo

Pina Piccolo, la macchinista-madre, è una scrittrice e promotrice culturale calabro-californiana. Si imbarca in questa nuova avventura legata alla letteratura spinta dall'urgenza dei tempi, dalla necessità di affrontare la complessità del mondo, cose in cui la letteratura può dare una mano. Per farsi un'idea dei suoi interessi e della sua scrittura vedere il suo blog personale http://www.pinapiccolosblog.com

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