5 liriche dalla raccolta “Prigioni d’Autunno” di Paola Bidinelli

La realta' e' un velo

 

Mai vorrei sentirmi sola
eppure esserlo
guardando il mare
l’incalzare della marea
la sua tristezza grigia
il mistero
la fecondità che mi prende dentro
aspramente
strappando il pianto sporco di sudore
goccia a goccia
fino a che sia materia
lucida e dolente sulla pietra.

Giunge l’abbraccio lugubre del buio
il freddo di questo spazio angusto
da dove spio sull’infinito
legata a una radice di follia
che mi trattiene sulla terra
cementata e vivificata dalla paura di un incerto.

Dimensione inquieta…
il mare
abisso insondabile le sue acque
patria scabra e sofferta dei miei sensi
avuti e perduti
mossi dentro come tempesta
in questo fragile organismo di poeta.

***

Il vento della mia memoria
porta il profumo di un tempo lontano
I ricordi toccano i sensi
in questo attimo
di giovane e pensosa esistenza.

Il mondo, tutto
piccolo e infinito
racchiuso nel suo immenso
congiunge le sue sfumature
perché non si disperdano
nella corteccia dell’apparenza.
E allora il silenzio…
il febbrile silenzio
nel turbinio del mondo
ad occhi chiusi
in confessione con l’anima
travolta e colorata.

Tutto è lontano
tutto è vicino
tutto è dentro
perché tutto ritorna.

Come poter piovere
e germogliare qui
sulla terra fresca e feconda della fantasia
al suono del pensiero
in un viaggio dove l’acqua è più profonda
lungo le radici del mondo.

L’emozione è là
dove da una crepa
s’intravede l’Universo.

***

Io ricordo cumuli di foglie alzati dal vento
a cadere qua e là
colorando a macchie il terriccio.
Il colore…
ah si, la violenza del colore è dentro me!
e quel silenzio
l’intensità di uno sguardo
il limite imposto dal pudore
e non un freno alla nostra fantasia.

Io ricordo il tramonto di quella prima sera
un aere rarefatto
emozionale di sogno
che stendeva la sua luce sulla terra
a ritmi di ombre austere.

Austero il nostro orizzonte
Austeri i nostri sogni.

Perché il ricordo?
Soffrire l’irrisolto e finire
come anime moribonde
per un fuoco raffreddato.

Ti guardo
mi guardo e nascondo l’assillo
nell’impeto degli spazi
nei profondi silenzi
in distanze smisurate.
Il calore delle lacrime e il buio della notte
sono il segno vuoto del mio graffio
e del mio perdono.

Percorro quell’orizzonte col pensiero
afferrando presenze di paure senza passato
e da uno squarcio della zolla arida
scopro l’abisso vertiginoso dell’essere
e tremo per ogni uomo solo
senza speranze.

***

Nel solaio dei ricordi
sazia di solitudine
in una notte artificiale
che corrode di paure
nascondo l’assillo
dell’incessante finitezza.

Frammento di luce
emanato e dissolto
cede il suo corpo
alle carezze dello spazio.
Sinistre vaghezze
tragica immensità
dirompe avvolgente
nel vuoto ch’è origine e fine.

La materia dolente
forzata alla vita
percorre la via
sotto un cielo muto di conforto.
Trascende
diviene
e avvicenda il suo ritmo
nel soffio del respiro.

Tu
Io
sguardi racchiusi
grandi paesaggi
di un piccolo mondo.

***

Lungo il viale dei miei anni
più volte ho sostato
all’ombra di un cipresso
a respirare un alito
che desse vigore alle mie gambe
a bere un sorso
di pura acqua sorgiva.

Lentamente
ho toccato le mie mete
portando sul dorso
la valigia del vissuto
vibrando nel corpo
di emozioni novelle
sudando il mio calvario
in nome di un destino.

Su quel cammino
ho incontrato le mie storie
ho vissuto le stagioni colorate
della giovinezza
le epoche
di ogni sentimento sconosciuto
i modi
di ogni inaspettato incontro.

Sedendo e riposando
ho guardato oltre il mare
sognandomi gabbiano
che sfuggito al buio abbraccio della notte
immacolato
sparisse tra le nubi.

Paola F Bidinelli

Paola F Bidinelli è scrittrice e pittrice italiana residente dal 2015 negli Stati Uniti. Da sempre sensibile alle tematiche della diversità e marginalità, lavora ai suoi due progetti: Life can be mute. Never allow it! e Bring to Life. E’ consulente artistico per Ludonation, organizzazione umanitaria che offre supporto e servizi di integrazione agli studenti internazionali e ai rifugiati. E’ consulente letterario per l’organizzazione internazionale Arts of Gospel, che promuove scambi culturali interetnici. Scrive per la rivista SoSheSlays, community online che dà voce alle donne di tutto il mondo. Molte delle sue pubblicazioni hanno ricevuto premi letterari, teatrali e poetici tra cui Ottavio Nipoti, Milano; Vincenzo Maria Rippo, Spoleto; Libroitaliano, Ragusa; D come Donna, Milano; Tirreno, Napoli; Pablo Neruda, Pavia; Elsa Morante, Roma; Franco Delpino, Santa Margherita Ligure; Teramo Immagine e Comunicazione, Teramo; Michele Alghisio-Palcoscenico per la storia, Roma; Giacomo Natta, Sanremo; Schegge d’autore-Festival dei corti, Roma; Nuto Revelli, Cuneo.

Come pittrice ed erede della grande Scuola dei Pittori di Piazza del Popolo a Roma, le sue opere sono presenti in esibizioni collettive, biennali e pubblicazioni curate da critici internazionali quali Leo Strozzieri, Carmine Benincasa, Eugenio Riccitelli, Francesco Loyola, Antonio Gasbarrini, Umberto Russo, Jean-Claude Peyrolle, Ludvik Krambergher.

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Immagine in evidenza “La realtà è un velo” opera di Paola Bidinelli. Le foto di tutte le altre opere sono a cura dell’artista.

Riguardo il macchinista

Walter Valeri

Walter Valeri, MFA, MAXT/ART Institute at Harvard University in drammaturgia. Ha fondato nel 1973 a Cesenatico la rivista Sul Porto, del fare cultura in provincia. È stato assistente personale di Dario Fo e Franca Rame dal 1980 al 1995. Nel 1981 con Canzone dell’amante infelice (Guanda) ha vinto il premio internazionale di poesia Mondello. Nel 1985 a Londra ha fondato e diretto la rivista indipendente Il Taccuino di Cary. Nel 1990 ha pubblicato Ora settima (Corpo 10) con la presentazione di Maurizio Cucchi. Ha scritto vari saggi fra cui Franca Rame: a woman on stage (Perdue University Press,1999), An Actor’s Theatre (Southern Illinois University Press 2000), Donna de Paradiso (Editoria & Spettacolo 2006), Dario Fo’s Theatre: The Role of Humor in Learning Italian Language and Culture (Yale University Press, 2008). Ha fondato e diretto dal 2000 al 2007 il Cantiere Internazionale Teatro Giovani realizzato dalla Città di Forlì e Università di Bologna. Nel 2005 ha pubblicato l’antologia di versi Deliri Fragili (BESA). Ha tradotto vari testi di poesia, prosa e teatro, tra cui RequiemTedesca di James Fenton, Carlino di Stuart Hood, Adramelech di Valére Novarina, I Ciechi di Maurice Maeterlinck, Knepp e Krinski di Jorge Goldemberg, Nessuno Muore di Venerdì di Robert Brustein. Nel 2006 ha fondato il Festival internazionale di poesia Il Porto dei Poeti. Ultimi versi pubblicati Visioni in Punto di Morte (Nuovi Argomenti, 54, 2011), Another Ocean (Sparrow Press, 2012), Ora settima (seconda edizione, Il Ponte Vecchio, 2014), Biting The Sun (Boston Haiku Society, 2014), Haiku: Il mio nome/My name (qudu edizioni, 2015). Collabora alla rivista teatri delle diversità e Sipario. È membro della direzione del The Poets’ Theatre di Cambridge. Vive negli Stati Uniti e insegna al Boston Conservatory e MIT.

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